Vergognamoci per la Carlucci (II)

2008 Marzo 3
by Annarella

Hi all,

I want to apologise to you all, foreigner friends. Some of us Italians are so ashamed because one of our politician, Gabriella Carlucci, was able to make complete and utter fool of herself.

I know it’s not enough just stating “I never voted her and never will” but unfortunately somebody did, somebody chose her and so on.

So, please, why don’t you invade us? That would be fantastic and really helpful. Maybe you need a maid to clean the bathroom and do the ironing and think that Carlucci would fit perfectly, maybe you think Italy is such nice place ruined by the Italians. There’s a lot of possibile explenations. But please forgive us and don’t be too harsh. We are already so ashamed :(

Questo pezzo è stato scritto dopo aver visto nei referrer l’ennesimo nome di un istituto scientifico estero che puntava al pezzo sulla Carlucci.

9 Risposte Lascia un →
  1. 2008 Marzo 4
    Colossale permalink

    Ma guarda che c’è di meglio, pare che Casini e Belpietro abbiano di recente tenuto una lezione sul nucleare – in diretta RAI – a un certo Rubbia sisicerto.

  2. 2008 Marzo 4

    LA Carlucci e’ semplicemente la giusta ricompensa per aver permesso giornali come Gente e Oggi. Ai tempi del PCUS queste cose non succedevano, ecco.

    Infatti l’ URSS aveva un sacco di ottimi fisici e non c’erano soubrettes in parlamento. Neanche il parlamento, vabe’, ma non scendiamo nei dettagli.

    Uriel

  3. 2008 Marzo 4
    la Legionaria permalink

    Ma io dico: la Signora in questione è laureata in lingue e letterature straniere. Da che alto pulpito parla? Dal suo libro di fisica del Liceo, sempre che quello abbia fatto?

  4. 2008 Marzo 5
    PaoloB permalink

    E dai, basta con questa storia dell’invasione.

    L’Italia quando era dominata dagli stranieri era un paese di sfigati totali.

    Quello che c’è di buono in questo paese si è fatto fintanto che siamo riusciti a mantenere una certa autonomia…

  5. 2008 Marzo 5
    Annarella permalink

    @PaoloB: E gli anni in cui abbiamo avuto una certa autonomia quali sono stati ?
    L’età giolittiana ? Per il resto o eravamo sotto qualche stato straniero o eravamo all’interno di qualche sfera d’influenza
    Il periodo fascista non mi pare un periodo da portare ad esempio

  6. 2008 Marzo 5
    PaoloB permalink

    Beh, direi che tutto il periodo che va dall’unità d’Italia alla Prima Guerra Mondiale è stato un periodo positivo per il paese, che ha iniziato a diventare un paese moderno.

    Se lo paragoni con i tre secoli precedenti (tutto il periodo successivo alla discesa di Carlo VIII, e alla dominazione spagnola e austriaca) puoi vedere la differenza: durante quel periodo l’Italia (o un qualsiasi suo stato regionale) spariscono dalla scena politica mondiale. Dopo l’Italia comincia a contare nuovamente qualcosa.

    Io credo che a stare sotto qualcuno non sia stato un grande affare per il nostro paese, e francamente vorrei evitare di tornarci.

  7. 2008 Marzo 5

    Il periodo fascista non mi pare un periodo da portare ad esempio
    —-

    Anche perche’ eravamo di fatto sotto l’influenza tedesca. , almeno dalle sanzioni in poi.

    Uriel

  8. 2008 Marzo 5

    Beh, direi che tutto il periodo che va dall’unità d’Italia alla Prima Guerra Mondiale è stato un periodo positivo per il paese, che ha iniziato a diventare un paese moderno.
    —-

    Il risultato di questo processo e’ stato il fascismo. Se misurassimo un periodo dai suoi effetti, ci sarebbe poco da ridere: appena siamo rimasti soli, per prima cosa abbiamo messo un idiota al potere. Pensi che Mussolini ne capisse piu’ della Carlucci, di qualsiasi cosa si occupasse?

    Uriel

  9. 2008 Marzo 5
    PaoloB permalink

    Appena siamo rimasti soli, per prima cosa abbiamo messo un idiota al potere.

    Beh, per essere “pistini” non è che la cosa sia stata proprio che la mattina abbiamo fatto l’unità d’Italia, e il pomeriggio il fascismo.

    Sono passati quasi sessant’anni, nel mezzo. E l’Italia non è stato certo l’unico paese finito sotto un regime dittatoriale, in quel periodo.

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