Delle slide non si getta mai via niente 2 Aprile, 2008, 22:21
Posted by Annarella in Fuffa 2.0, Lavovatovi, Realta', Riflessioni.Tags: lavoro, fuffa, Slide, PMP
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Su questo portatile da cui scrivo, sono alloggiate quasi tutte le slide e gli xls che ho ricevuto negli ultimi 3 anni. Non ne ho mai gettata via una. Qualcuno si potrebbe chiedere perche’ mi tenga circa 4 GB di fuffa, xls colorati, documenti strani e cosi’ via. La risposta e’ molto semplice: riciclo.
Ho appena spedito un documento che, scritte a parte, era il riciclo di circa 8 documenti diversi. Stile, disegni, grafici ecc. Tutto santamente riciclato. Detto onestamente sfido a trovare qualcuno che, dovendo fare delle slide per lavoro, non si dedichi alla sacra e doviziosa arte del riciclo.
La fuffa e’ come il porco, non si getta mai via niente. Ora pensate che allevamento di fuffa possa avere una che e’ stata per ben tre anni in fuffaland, su progetti dove vi era gente che non avrebbe saputo distinguere uno Unix da un sistema Windows ma per colororare gli Excels era un genio. La fuffa che alloggia qui e’ internazionale, selezionata e costosissima. Signori che costavano dai 2 mila ai 3 mila euro al giorno, non sto scherzando, hanno contribuito a tirare su questa selezione di slide colorate, excel e torte di cui vado orgogliosissima.
Il secondo punto si chiama PMI e la metodologia di progetto. Ho avuto la fortuna di lavorare con gente che il PMbok o Project Management Book of Knowledge se lo girava sulla punta delle dita (vedi French Boss). Fare il corso per la certificazione è stato utile per ritracciare cosa facessero loro ma tutta la massa di documenti che mi hanno passato e cosa ho visto fare a loro è stato il massimo perche’ mi ha mostrato in pratica cosa fossero tutti quei 72 flussi o, perlomeno, un buon numero di essi.
Ora, detto onestamente, se proprio dovessi preferisco perdere un po’ di mp3 ma non quelle slide/documenti ed altro. Gli mp3 li recupero, i documenti no. Sono pezzi di un corso professionale ad altissimo livello fatto sul campo, pagato a prezzo di sangue. Fare il Pm, perlomeno in Italia, viene troppo spesso interpretato come mettere assieme una serie di parole, fare un gantt e fottersene di tutto il resto dimenticando che il PM e’ quella persona che mette assieme i pezzi, cercando di portare a termine un progetto secondo i requisiti del committente all’interno dei tre constrain: budget, qualita’ e tempi.
Il mio lavoro e’ far si che si arrivi ad un obiettivo entro i tempi ed i costi previsti garantendo la qualita’ richiesta. Non e’ compilare documenti, scrivere in italo-inglese e compilare campi di MS Project. Farlo debbo farlo ma sono strumenti, atti formali.
Il vero fuffing PM all’italiana lo riconosci in questo modo:
- E’ convinto che end-2-end significhi essere responsabile anche dell’accensione delle lampadine e della pulizia dei bagni perche’ lo/la impatta
- Sa che un progetto si basa su tempi ma ha dei seri problemi quando si finisce su questioni tipo scostamenti, baseline. Si evita per pieta’ di parlargli di critical path perche’ potrebbe scambiarlo per un sentiero duro da percorrere o un piatto esotico
- E’ convinto che nulla sostituisca un buon excel. Nel dubbio usera’ Excel anche quando sarebbe piu’ comodo usare Word o qualsivoglia altro strumento. I suoi excel saranno dei mattonazzi da mega peccato che siano o incomprensibili o inusabili
- Scrivera’ mail delle dimensioni di un romanzo. Per dire una cosa tipo “Ciao Giovanni, aprimi le porte X sul firewall da XXX ad YYY”, spedira’ 4 kb di mail. Giovanni la leggera’ e si chiedera’ cosa volesse dire
- Outlook sara’ il suo strumento principe. Toglieteglielo e si suicida. Stessa cosa per le conference call o le riunioni. Datele/gli una riunione e sara’ felice. Come ebbe dire uno che conoscevo “D’altronde e’ sempre meglio che lavorare”
- Sara’ refrattario a qualsiasi segno di ironia o leggerezza. Lasciamo stare di buon senso.
Ho amato il French Boss dal giorno in cui mi scrisse “Do per scontato che tu sappia cosa vuol dire fare il pm, per cui non staro’ a fare i soliti blah blah sull’importanza della cosa”. Volevo rispondergli “SPOSAMI!” ma non sono sicura che le altre 99 persone in copia avrebbero capito. D’altronde come si fa a non amare, o odiare dipende da che parte stai, uno che scrive “Your time to shine and show what you can do has come” ad uno su cui sta discendendo come un falco ?
Moi lo chiama “avere le palle”. Ne ho visti pochi, talmente pochi da essere memorabili.



certo che una frase del genere fa contrarre lo stomaco al destinario
@ipazia Assolutamente si. Soprattutto se chi la dice non e’ famoso per la sua estrema pieta’. Fortunatamente ero dalla parte “giusta” diciamo cosi’
Disse anche di peggio definendo “in saldo” un consulente che aveva piantato un casino (Ce l’ho qui solo perche’ costa poco e, con il budget a disposizione, non posso permettermi chi vorrei io). Anche in quel caso, ero dalla parte giusta del discorso. Fortunatamente o mi sarei gettata dal balcone ad essere definita “quella che era li’ perche’ costava poco”
E’ convinto che end-2-end significhi essere responsabile anche dell’accensione delle lampadine e della pulizia dei bagni perche’ lo/la impatta
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Vabe’, ma quelli erano casi patologici, dai.
Uriel
@Uriel: non troppo. Ne ho conosciuti altri in altri ambienti. Alcuni non vogliono dispiacere al cliente e si sentono responsabili di questo ed altro