Le conversazioni dall’alto 23 Aprile, 2008, 13:43
Posted by Annarella in Blogging, Diaristica, Fuffa 2.0, Lavovatovi, Riflessioni, Vodafone.Tags: conferenze stampa, conversazioni dall'alto, markette
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Lo spunto è il post di Mantellini sulle dinamiche d’invito ai vari eventi mediatici.
Un paio di anni mi è successo di gestire la parte tecnica di un press event. Massima allerta a tutti i livelli aziendali, stante i nomi coinvolti, e massima attenzione a che tutto funzionasse senza intoppi.
Mi ricordo le presentazioni del mega-top-di-multinazionale e le domande dei giornalisti/blogger coinvolti. Ricordo qualcosa di spettacolare a livello di richieste di informazioni? No, erano piu’ attratti da cosa era la notizia, l’avvento di dvbh, che dalla presentazione di un progetto che coinvolgeva ad altissimo livello tre colossi quali Ms, Sony e Vodafone ed era il primo di convergence fatto da quel livello di multinazionali sul piano mondiale.
In molti casi, fossero newszine o blogger o giornali on-line, cosa venne pubblicato fu quanto era stato scritto dal marketing. Nulla di piu’ e nulla di meno.
Era una conversazione dove tutto era stato deciso dall’alto: tema, partecipanti, cosa fare ed il menu’. Niente lasciato all’improvvisazione.
La stessa cosa sta adesso avvenendo con gli inviti ai blogger: si crea la notizia con tizio che dice “ci vediamo là”, caio che tira giu’ i santi per il modo in cui sono stati fatti gli inviti, sempronio che chiede l’invito. Si parli di Ballmer, Gore o Santa Petronilla da Castrignano ormai il copione e’ gia’ scritto.
E’ tutto deciso dall’alto, incluso il copione di scazzi e bestemmie nella blogosfera. Rispetto a due anni fa all’evento a cui lavorai non vedo differenze perchè l’obiettivo non è incontrare quelle strane cose dette blogger ma far parlare di qualcosa.
Sia essa la nuova tv o qualcosa nuovo che tira fuori Microsoft. Cambia unicamente che al posto di “giornalista” o “invitato” si parla di blogger.
I blogger riscrivono a loro volta la nota stampa distribuita ? Si e no. Nella nota stampa non compare l’invito degli amichetti che ci sono, delle solite facce che andranno alla conferenza. Non compaiono le note di colore e, soprattutto, si parla di un prodotto/evento.
Nella recensione blogger si parla poco del prodotto, moltissimo de noatri. La recensione è autoreferenziale, da pochissimo valore aggiunto e nella maggior parte dei casi non permette di capire cosa sia stato detto.
Il dubbio è che nessuno di chi dirama gli inviti legga preferendo concentrarsi su classifiche od altro.
A chi serve questo? Ai blogger invitati che fanno networking, alle aziende che fanno le faighe vedendo il tutto molto 2.0, ai caterer che fatturano. Di sicuro serve pochissimo ai lettori che non ne avranno nulla di speciale, a volte non arrivando neppure a capire cosa è stato detto.
Le conversazioni che scaturiscono sono dettate dall’alto, è qualcuno che decide di cosa si parli. Ma l’oggetto principale è e sarà sempre chi c’è ma cosa si fa a fare. Cosa conta non sarà neppure di cosa ci si occupi, da Ballmer c’è gente che si occupa di gastronomia, ma quanto le aziende di PR pensino quella persona possa far parlare.
Dal basso non è partito nulla, prorpio nulla. Abbiamo creato la figura del blogger presenzial-professionista ma perso le conversazioni dal basso. Perchè l’unica possibile diventa sulla modalità partecipativa.
Quello conta alle varie sfere, ai vari glifi sociali. Tutto il resto, fosse una presentazione di Agent Provocateur o di storage della Sun, è assolutamente secondario.
Ai signori PR: nel caso di presentazione di Agent Provocateur mi candido, Per i gadget che mi suonerebbero interessanti.



Sono pienamente d’accordo con te, bel post. Ho accettato solo una volta un invito del genere e credo sarà anche l’ultima.
E’ vero che è già deciso, ma è lecito: io alle mie cose invito chi voglio!
Diciamo solo che gli invitati non lo sono solo perché più influenti. Per es Montemagno mi pare non abbia invitato donne, o sbaglio? Eppure di donne influenti ce ne sono..
Ciao mia cara, gran bel post
molte cose che condivido in questo post, ciao
è il miglior post sull’argomento che io abbia letto arrivandoci per caso da una serie di link in altri post (tu chiamala se vuoi serendipity).
hai assolutamente ragione. Però questo è il bello della blogsfera.
Hai ragione da vendere.
il post è scritto benissimo ma mi domando come fate a preoccuparvi di simile facezie.
Bel post, che condivido pienamente!
Complimenti.
fa parte del web 2.0 alimentare le polemiche inutili con polemiche inutili.
[...] gli ospiti cercate di presentarli alle persone che non conoscono, nel farlo siate rapidi e non insistete troppo sui titoli onorifici, se sapete che la persona ci tiene, troverete un momento opportuno in cui farlo con più [...]
@all: grazie
@Bah: sono d’accordo che ad a casa propria ognuno invita chi vuole, l’accento da parte mia è piu’ su quanto si finisca nell’essere megafono di quanto non si sia voce dal basso. Sulla questione delle poche donne presente son d’accordo, da quel che ho visto nel caso piu’ chiacchierato sono due su un numero imprecisato :/
@antoniovergare: è per distrarsi dai soliti discorsi di politica od altro. Un po’ di blogosfera fa sempre bene
[...] riguardo all’ influenza che i blogger possono avere, e del loro ruolo (in merito, vi segnalo questo post di Annarella). E insomma, una volta qui Zeno mi ha presentato ad alcuni tra i blogger presenti: [...]
Bel post, anzi: bella fotografia. Credo che, allargando l’inquadratura con un bel fish-eye, nonostante l’inevitabile distorsione ai bordi si avrebbe un quadro più realistico: di questi episodi scrive l’invitato, quello che vorrebbe un giorno essere invitato, e quello che non ha digerito di non essere stato invitato. E in queste tre categorie rientra anche il 99% dei lettori, di questi racconti. Che, insomma, influenzano solo i propri autori, forse e al massimo. Quando le aziende se ne accorgeranno, avranno finalmente realizzato cosa vuol dire “coda lunga” e come dialogarci, e andranno ad invitare non per posizione ma per attinenza. Sempre che convenga.
Servono 500 comparse, di cui 470 mute con budget a disposizione che consente di pagarne al più 30 parlanti (ma a comando).
Si chiama Current TV: tutto qui.
mi tolgo il cappello..quadro perfetto quello descritto in questo post, quadro che, scrivendo queste cose, non fai che confermare.
Ora mi chiedo: quand’è che potremo parlare e fare qualcosa di concreto per dei veri problemi?
Salve a tutti….
Abbiamo creato un nuovo blog dove ognuno di voi può scrivere tutto ciò che gli passa per le testa, ma proprio tutto…
http://squeezeble.wordpress.com
Aspettiamo con grande tepidazione una tua cavolata…
Ciao a tutti…
Pensavo pingasse da solo, ma non è stato così.
Credo sia colpa di Blogger..ad ogni modo ecco il mio contributo a cui tu hai dato un’ottima spinta.
Grazie!
Bel post, condivido molte cose che hai scritto, complimenti per averle illustrate in maniera così chiara.
perchè tutto ciò mi suona così familiare?
Ottima analisi, Occorrerebbe parlare di conversazioni davanti allo specchio forse.
E’ un fatto: lo sport del Nostro Tempo non è tanto il calcio (sarà mica uno sport quello?, undici ragazzoni in mutande che corrono dietro alla palla) quanto la Frittura dell’Aria. A tutti i livelli. Dal Corriere della Sera, ai nostri blog. I quali, magari, sentendosi Generazione 2.0 si credono pure meglio “degli altri”. Tanti giulianiferrara, insomma.
Brrr, che immagine…
(complimenti! WordPress ti metteva oggi pomeriggio n.1 dei blog che stanno crescendo più in fretta! Che fertilizzante usi???
)
Imparare a scrivere in italiano è chiedere troppo? Mi avevano segnalato questo post come interessante, ma ho solo trovato tante (troppe) righe sgrammaticate e senza sintassi.
Che noia i blogger…sempre troppo autoreferenziali…sempre pronti a criticare tutto e tutti…sempre pronti a tirar fuori problemi…senza saper mai portare soluzioni…e contenuti!!!
@facciatosta: tu e la punteggiatura avete litigato ?
Vedo puntini ma non vedo punteggiatura. Sai, pare faccia parte della lingua italiana.
sono d’accorda con Antonio Vergara, state parlando di facerzie.
Nel giorno della resistenza oltretutto, dove andremmo a finire? Questo 2.0. é il regno del nullo.
@Salentolibero nonchè Facciatosta: stai convocando la famiglia e gli amici che conoscono la punteggiatura ? Arrivando dai newsgroup, non è complesso riconoscere un morpher, soprattutto se scrive dalla stessa classe Ip e ha lo stesso user agent
Chi piu’ appare, o si adopera per apparire, non puo’ permettersi anche la sostanza. Anzi, conviene che proprio la eviti. Questo vale per tutti, blogger inclusi.
L’errore e’ pensare che TUTTE le conversazioni dal basso sono libere da obiettivi di pura apparenza, e piu’ focalizzate sul contenuto.
Le conversazioni “di contenuto” non sono andate perse, semplicemente vanno cercate con piu’ fatica in mezzo ad una caciara sempre piu’ grande che ha lo scopo solo di attirare l’attenzione.
Ciao Annarella, davvero interessante il tuo post. Un ottimo spunto di riflessione e quindi ecco le mie.
)
Quando dici “Cambia unicamente che al posto di “giornalista” o “invitato” si parla di blogger” credo sia opportuno fare una precisazione perchè in questo caso non si tratta semplicemente di blogger ma dei “blogger presenzial-professionista” da te citati alla fine. Invitare queste persone ha i suoi vantaggi ovviamente: hai una buona probabilità che accettino l’invito e quasi sicuramente daranno visibilità all’evento. A questo proposito è importante ricordarsi che la buona riuscita di un evento purtroppo è pur sempre legato al fatto che ci sia presenza, altrimenti è un flop. Potrei invitare i blogger più affini al mio argomento, la mia “nicchia”, perchè poi sicuramente parlebbero dell’evento in maniera approfondita e coerente (se lo fanno, non è detto) evitando di aggiungere altra digital fuffa, ma il terrore che nessuno di questi accetti l’invito porta a privilegiare quella categoria di blogger che invece accetteranno nel 50% dei casi (tanto per la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica sono comunque blogger
Proprio per questo motivo trovo normale che queste persone non possano sempre e comunque restituire del contenuto di valore dopo un evento, non possono essere competenti in tutto!
Purtroppo gli attori coinvolti nell’organizzazione di queste iniziative sono molti, ognuno con il proprio interesse, e a volte pur rendendosi conto che un determinato modo di agire è corretto, non riescono a mettere in pratica le loro buone intenzioni.
Forse per riuscire ad avere le nostre amate conversazioni dal basso anche in questi contesti è necessario che qualcuno si muova comunque dall’alto ispirando le persone al di sotto.
Come sempre la strada è lunga e tortuosa…
PS Spero di aver scritto in maniera corretta, non ho intenzione di rileggere eheh.
Sono d’accordo con Annarella, ormai è da tempo che sostengo che la blogosfera Italica non ha fatto altro che riprendere il malcostume tutto nostrano di essere provinciali e egocentrici.
Del resto lo diciamo sempre che ciò che accade sul web non è altro che il riflesso di ciò che accade offline? Alla fine le persone sono le stesse, per quale motivo il comportamento in rete dovrebbe essere diverso da quello che teniamo offline?
Illuminante. Non l’avevomai vista da questo punto di vista.
Condivido quasi l’analisi del fenomeno che si è creato e ormai sempre più spesso si crea, mi fa riflettere sulle tecniche di controllo dell’informazione, creando una “casta” di informatori, che per il solo fatto di essere stati considerati con più o meno merito tali, si “appiattiscono” alla semplice presenzialità senza muovere alcuna critica.
Niente in realtà mi vieterebbe di essere invitato e portare delle critiche, che però spesso mancano e non aggiungono valore se non al proprio gettone di presenza.
Nessuna invidia, nessun rancore, solo l’invito di essere sempre il più possibile logici, obiettivi e vedere correlazione tra causa-effetto.
Nessun complottismo o altro, solo libertà reale di giudicare se si è veri freelance, anteporre la ricerca del senso critico al proprio Ego.