E alla fine si prende la decisione 29 Aprile, 2008, 10:27
Posted by Annarella in Diaristica, Lavovatovi, Riflessioni.Tags: addii, sogni, tristezza, Viaggi
trackback
Alla fine ho deciso di andarmene, di cambiare aria ed azienda. Non che la decisione non fosse nell’aria da circa 8 mesi ma c’e’ voluto un po’ di tempo per capire cosa volessi fare.
Sono uscita tre anni fa da un ambiente che aveva tutti i suoi difetti ma era ancora tra i migliori sulla piazza, ho vissuto altro ed in altri posti, ho visto altri modi di fare.
Sono rientrata e mi sento molto simile a chi è tornato in un posto per scoprire che non c’era piu’, che era cambiato al punto da essere irriconoscibile.
Ho fatto altro e lo so fare molto meglio di cosa stia facendo qui, adesso e con maggiori soddisfazioni.
Mi interessa ancora cosa mi viene offerto? No, detto onestamente mi sembra di essere chiusa in una prigione dove non c’e’ aria e di cui vedo solo le mura. Dietro le mura, dove non c’e’ luce, ci si lascia morire.
Non ha senso soffrire, star male, cercare di ottenere qualcosa che non sembra essere destinato a me. Non ha senso nulla di quanto sto facendo se non m’interessa, se non lo vedo come un qualcosa che porta a costruire un futuro. Oggi mi sembra che porti solo ad occupare del tempo, a riempire delle caselline su un sistema di fatturazione.
Non si può tornare indietro, non si può fare come se nulla fosse stato, non si può pensare che quei due anni non ci siano mai stati. Debbo prendere atto che io sono cambiata, che essere gestita due anni dai signori della guerra esteri vuol dire essere diventati altro, vuol dire avere visto e vissuto altre cose.
Che io stia male credo interessi solo a me. L’azzeramento di qualsiasi entusiasmo e passione, la perdita della fiducia dovrebbero essere visti come un problema da risolvere ma non credo conti più di tanto. L’impressione è che finchè riempi la casella è esclusivamente un problema tuo e nessun altro, da nessuna parte, se ne farà carico.
Neppure credo ci sia una soluzione perchè vorrebbe dire restituire ciò che non è restituibile: le ore perse di sonno, le piante che hai visto morire, le sere di festa passate in qualche aereoporto mentre partivi in trasferta, il senso di solitudine in qualche stanza d’albergo, la casa che hai visto distruggersi per mancanza di manutenzione. E al tempo stesso restituire i sogni, la speranza che il futuro potesse essere migliore, che un altro mondo fosse possibile. Tutto inutile, tutto invano.
Uccidere i sogni è uccidere la persona diceva Virginia Woolf.
Fortunatamente per me non ho la minima intenzione di morire o di diventare uno zombie 8-17 o continuare a vivere in una situazione di frustrazione/rabbia/apatia costante.
Seguo la strada di chi non c’e’ piu’, di chi mi ha preceduto su questa strada. Le loro motivazioni erano al tempo stesso eguali e diverse dalle mie ma, come disse uno degli ultimi ad andare, “Cosa si vuole è vivere decentemente non sentirsi un turacciolo sbattuto a destra e sinistra”. Oggi lo capisco in pieno, condivido la stessa sensazione di essere un pezzettino del puzzle che viene messo da qualche parte a prescindere che sappia di cosa si parli, le interessi e se le toccherà ammazzarsi o meno nel farlo.
“E’ il tempo del cambiamento e qualcosa si muove la fuori. Il vecchio sta crollando e niente di cosa tu possa fare può fermare il prossimo dall’emergere”. Ho fame di futuro e di vita ed i venti di morte portano a crollare il mondo vecchio.
L’unica cosa da fare e’ non rimanere fermi a piangere su stessi e su un passato che non può ritornare. Può solo esserci il futuro e bisogna lavorare perchè sia migliore e non buio o colmo di lacrime e, soprattutto, non siano mura che ti tolgono la luce.



Buona fortuna!
Buona fortuna anche da me.
Ma non farti venire la tentazione di sbarcare da queste parti: qui il neo-fascismo sta dilagando, come in Italia.
Eugenio.
In bocca al lupo per la nuova avventura!
Ti direi di venire qui. Ma mi sembra che la situazione stia diventando drammatica. La City sta mettendo alla porta 80 mila persone. Forse ha ragione il pet-troll.
Pero’ una vacanza consolatoria a casa mia te la offro con il cuore.
E BUONA FORTUNA!
In bocca al lupo!
Alla fine non ti ho mai incontrata, ma questo mondo è abbastanza piccolo e prima o poi chiacchiereremo di Gaiman e Sandman
fai benissimo a cambiare aria!
dato che il lavoro è ciò che impiega la maggior parte del nostro tempo da svegli (e già questo, a pensarci, è una cosa orrenda), è importante che questo tempo sia almeno passato bene, visto che una volta speso, non è possibile farselo restituire.
ps. hai mai letto Momo, di Michael Ende? http://it.wikipedia.org/wiki/Momo_%28romanzo%29
Sii sempre te stessa, mai l’ombra degli altri.
Guarda avanti.
Ti abbraccio forte forte.
Ottima mossa. Quando ci vuole ci vuole. Io in una situazione simile di stress e di malessere troppo generalizzato ho reagito cambiando aria, ora sto in un altro paese e in definitiva vivo meglio.
In bocca al lupo
Anjin
http://www.anjinart.com
Lasciati alle spalle chi non ti merita e che la nuova stagione ti sia propizia.
In bocca al lupo, Annarella. Leggendoti, sono sicura che la tua sia proprio una saggia decisione. Condivido il pensiero di Masque e ti auguro di trovare un ambiente sereno e grandi soddisfazioni.
Un abbraccio
In bocca al lupo.
j.geeraerts
/me ringrazia todos
In bocca al lupo anche da un lurker d’accatto