Categorie dello spirito: il ciapapuer 13 Maggio, 2008, 21:21
Posted by Annarella in Lavovatovi, Life, Universe and Everything, Realta'.Tags: ciapapuer
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Ciapapuer=”Loreto impagliato e il busto d’Alfieri, di Napoleone,
i fiori in cornice (le buone cose di pessimo gusto!) [..]” (Guido Gozzano)
Per autonomasia il ciapapuer è quanto di più inutile uno possa avere in casa, un oggetto delizioso o trash o buffo ma utile solo a raccogliere polvere. Sovente costoso, come potrebbe essere un orologio ottocentesco sotto vetro, può essere considerato sfizio, divertimento o cosa assolutamente inutile sovente un po’ pretenziosa.
In questi giorni sto lavorando con un ciapapuer umano che possiede tutte le caratteristiche indicate dalla definizione: è costoso, inutile e pretenzioso. Come avere in casa un orologio rotto dell’ottocento.
Fa scena, è vistoso ma non servirà mai a nulla tranne che ad occupare spazio e a prendere polvere.
Il ciapapuer umano al posto di prendere spazio, occupa tempo. Di tendenza managerz, ossia vorrei-essere-un-manager-ma-mi-accontento-di-usare-titoli-altisonanti, dotato di tutti i confort della categoria tende ad occupare spazio e richiedere soldi senza avere utilità alcuna.
E’ utile come il pappagallo impagliato solo che parla tirando giu’ castronerie invereconde. Ad esempio e’ gravino che uno che si spaccia per un PMO non conosca alcune definizioni basilari. Succede cosi’ che riesca nella spettacolare impresa di voler fare la maestrina dalla penna rossa, giuro che mi ha rimandato i documenti con i supposti errori in rosso, e che avesse segnato cose che erano secondo definizione del PMBOK (Project Manager Book of Knowledge). Talmente da PMBOK che avevo tradotto l’originale dall’inglese.
Il ciapapuer, in parole povere, è l’evoluzione managerz del cazzaro. E’ un cazzaro piu’ sofisticato, meglio vestito, oddio qui ci sarebbe da discutere, con i gadget del caso ma con una tragica mentalità da cazzaro.
Sa di non sapere e sa di potersi spacciare solo vantando qualcosa che non è, non sa. Il punto è nell’arroganza con cui si pone. E’ pagato per quella non per essere altro, riesce a spacciarsi per quella ricordando il boss di Dilbert, è il consulente Andersen delle vecchie barzellette che dicevano: “Innanzi tutto, lei e’ piombato qui senza che nessuno la chiamasse. In secondo luogo, mi ha addebitato una pecora per dirmi una cosa che io sapevo gia’. Infine, non capisce un bel niente di quello che faccio, perche’, tra tante pecore, ha preso il mio cane pastore!”
Il ciapapuer è uguale, solo che non è una barzelletta. Inizialmente l’ho chiamato il trumeau, ossia qualcosa di vistoso ed ingombrante. Dopo oggi trovo che la definizione “ciapapuer” gli si adatti meglio.



come la MariaBambina… che in alcune versioni è pure inquietante… e quindi non so se qualcuno ci si è messo davanti a pregare veramente…