Ho messo via un pò di legnate
i sogni quelli non si può
che non è il male nè la botta
ma purtroppo il livido.
Ho messo via un bel pò di foto
che prenderanno polvere
sia sui rimorsi che rimpianti
che sui rancori e sui perché.
Stasera ero a prendere un aperitivo. Sentivo parlare una persona del periodo passato a Milano e pensavo, con rabbia, agli anni gettati via. Anni randagi senza sapere se il prossimo posto sarebbe stato Torino, Milano o il buco del culo a pulire qualche cesso.
E con rabbia, con ferocia ho pensato “Ho gettato via tre anni”. GETTATI VIA, SPRECATI. Rabbia, sogni, energie, sforzi. Inutili, senza nessun ritorno se non la rabbia.
Sono tornata a casa. Ho acceso il portatile. Ho inserito un dvd ed ho salvato tutto li’.
E poi ho iniziato a cancellare poco per volta, un file alla volta.
Ho cancellato un sacco di presentazioni, documentazione, ricordi, esempi. Non ci saranno più. Non servono e se mai servissero il genio di turno imparerà a farle.
Ho cancellato tutto quanto mi ricordasse chi un giorno, parlando di quando mia madre entrò in coma, mi disse “Il cliente secondo me si è arrabbiato perchè non hai messo l’out of office” (*) . Ho cancellato l’orrore senza faccia e senza volto di un verme dalle mani bagnate di sangue.
Ho cancellato uno ad uno ringraziamente, elogi, endorsment. Non servono, sono come coltelli che lacerano rabbiosamente la pelle.
Ho cancellato uno ad uno quei file su cui stavo studiando. Non darò la certificazione. Non cambia nulla, non serve a nulla qui. Conta forse altrove, vale forse altrove. Ma anche se aggiungessi al nome quella particella qui non cambia un cazzo. Zero punto Zero di cambiamento.
E ho cancellato l’ultima cosa: quella che più fa male. Si chiama tradimento di fiducia.
Adesso c’e’ il spazio, vuoto, rabbia. Null’altro. Ho cancellato tutto.
Dimenticavo: mettetevi d’accordo su un significato univoco della parola seniority perchè un giorno uno ce l’ha e poi uno non ce l’ha più e non si capisce mai di cazzo si stia parlando.
(*) Per inciso il cliente quando lo avvisai di cosa stava succedendo rispose “Ci sono cose più importanti. Pensa a quelle”. Il cliente non era un coglione.



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