Dopo aver dato un’occhiata al post di Mantellini sugli attacchi a Matteo Flora, sono arriva al blog di Daniele Minotti ed al suo post sul tema
Sono rimasta basita dai commenti esattamente come ho spalancato tanto d’occhi di fronte ai commenti sul blog di Matteo.
E’ come se alcuni si fossero convinta chi un consulente, al posto di essere una persona che offre servizi di un certo genere ad aziende, fosse, a turno, uno sporco traditore, uno che deve fare il martire, il portatore di istanze di qualche genere, un venduto politico e non so bene che altro.
Signori, un consulente è una persona che lavora mettendo a disposizione le sue competenze. Se il consulente diviene corresponsabile nell’attività dell’azienda che ne so in Burundi e sposa automaticamente sia le politiche che le visioni (o la vision se si vuole parlare in consulentese).
Pensare che Matteo sia un censore, un complice o tutta l’altra litania che ho letto vuol dire primo non avere minimamente capito quale sia il suo mestiere, secondo non avere la più pallida idea di cosa sia il lavoro.
Spero che chi ha tirato giù certe asserzioni sia o molto giovane o molto pensionato. Perchè altrimenti siamo davanti ad una confusione folle dove manca del tutto sia il concetto di professionalità sia quello di buon senso.
Uno spettacolo clamoroso di ipocrisia e di incompetenza e mancanza totale di qualsiasi cosa che sia anche alla lontana parente del pragmatismo. Signori se ha fatto quella perizia è perchè ha le competenze e la bravura per farla e perchè qualcuno ha pagato per quel lavoro.
Non ha fatto la cosa all’urlo “Bastardi adesso vi censuro”. Non c’è un gesto ideologico in quel lavoro, c’è solo LA-VO-RO, attività professionale.
Per fare un esempio: esistono persone che per lavoro mettono in piedi i call center. Montano server, preparano i programmi, disegnano la rete e tutto quanto fa spettacolo nel settore. A seguire la logica se le persone che lavorano nei call center sono maltrattate diventerebbero tutte complici, servitori del padrone e vai coi carri con un linguaggio che sembra preso di peso da un brutto volantino di 40 anni fa.
Esattamente come il benzinaio sotto casa diventa complice dell’effetto serra.
Sto lavorando ad un progetto infrastrutturale. Non voglia mai che qualcuno che utilizza i manufatti prodotti dal cliente non si trovi bene perchè, seguendo la logica, sarei immediatamente complice in qualche maniera.
Si chiama lavoro.
Esiste un limite morale che ognuno di noi poi stabilirà ma mi sia consentito che ognuno risponde in primo luogo alla sua coscienza non in un processo pubblico.
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Pingback on Ago 9th, 2008 at 10:27 am
[...] vicenda “Matteo Flora vs. Mondo” (per gli altri: Mediaset vs. YouTube) potrebbe essere quella di Annarellix: un articolo meditato, che esprime amarezza per una certa percezione collettiva che il mondo ha del [...]



8 Agosto, 2008 at 8:45 am
Se mi telefono Hitler per via delle sue nuove camere a gas vorrei poter rifiutare anche se pure quello e’ “lavoro”. E in fondo quello che molti sostengono e’ esattamente cio’ che scrivi anche tu nel finale: che esiste un limite morale e che quello (secondo loro) e’ stato superato. E’ un parere come un altro no?
8 Agosto, 2008 at 8:57 am
“Si chiama lavoro.”
certo, ma come dici esistono dei limiti.
Limiti dettati dalla coscienza personale e dalla legge.
Altrimenti sarebbe tutto lavoro.
Lavoro quello dell’autista di Bin Laden, lavoro quello dell’autista del capo mafioso latitante …
ciao
8 Agosto, 2008 at 10:55 am
Ragazzi cerchiamo di riconnettere il cervello.
Hitler, Bin Laden, coscienza…
Mediaset ha dei contenuti di sua proprietà. Esiste una legge sul diritto d’autore. Gli utenti di youtube hanno violato questa legge. Youtube è costretta a rimuovere i filmati e pagare per il danno di Mediaset.
La legge è sbagliata? Ok, può essere ma la colpa non è certo di Matteo Flora.
IMHO
8 Agosto, 2008 at 11:43 am
“Youtube è costretta a (…) pagare per il danno di Mediaset”
questo sarà un tribunale a stabilirlo.
ossia io commetto un reato se fotocopio un intero libro ma posso pero’ in un mio articolo citare un passo di detto libro. Analogo discorso per Youtube, sara’ il tribunale a stabilire se uno spezzone costituisce una violazione del diritto d’autore o no. Sara’ il tribunale a stabilire se una videoclip con una notizia di un telegiornale di anni fa costituisce o no violazione del diritto d’autore. Ecc. ecc. ecc.
Ora scappo che devo scaricare da emule le ultime messe di natale di sua santita’ il papa. Oppure commetto reato ?
8 Agosto, 2008 at 12:11 pm
@massimo: scusa ma il paragone tra la Shoah e YouTube mi pare un pochino azzardato eh. Matteo ha accertato una cosa, quello era il suo compito.
Se diventa moralmente corresponsabile/censore, è corresponsabile chiunque lavori con una certa azienda.
Personalmente ho rifiutato dei lavori per questioni morali ma, avendo avuto un padre arrestato dai nazisti, credo che ci sia ancora una differenza abissale tra Auschwitz e questa situazione.
@Mauro: fammi capire ma se io porto in giro il latitante violo la legge. Se invece sono il benzinaio che si vede arrivare quella macchina e non conosco le persone che famo ?
8 Agosto, 2008 at 12:29 pm
A:” Se invece sono il benzinaio che si vede arrivare quella macchina e non conosco le persone che famo ?”
il dubbio potrebe riguardare il benzinaio che conosce le persone. Ossia io benzinaio x so che abitualmente il tal mafioso y viene a far il pieno. Che faccio ? alla coscienza di ognuno la risposta. Cio’ che so, facendo un esempio, è che se io fossi un avvocato mai e poi mai cercherei di far assolvere un colpevole. Sacrosanto difendere gli innocenti, sacrosanto far in modo che i colpevoli ricevano una pena giusta. Rispetto gli avvocati non credenti (e altri) ma se io fossi avvocato qualche problema di coscienza lo avrei se difendessi, al fine di farlo assolvere, un cliente che so essere colpevole. Questo per fare un esempio. Ciao.
11 Agosto, 2008 at 12:26 pm
Si può ben compatire la posizione di Flora e condividerne la difesa, soprattutto quando molti di quelli che lo criticano scelgon mezzi che portan direttamente dalla parte del torto.
Però, anche a volersi liberare dal pregiudizio Mediaset=male, YT/Google=bene, anche a volersi coprire coll’ombrello della (miope) legalità , resta che questa azione É il male.
Flora può ben dire che non “$i v€rgogna”, esibire indubbia professionalità e mostrare le innumerevoli e ragionevoli sfaccettature della questione ma non può mutarne l’essenziale: può solo prenderne atto oltre ad avanzare l’ovviamente indiscutibile pretesa di esser trattato con modi civili.
Oppure può far buon viso a cattivo gioco: non tutti possono apprezzare l’ironia di uno con una duplice visione del concetto di moralità…
11 Agosto, 2008 at 4:14 pm
@Sapu: non capisco perchè:
L’azione di Mediaset, che ha dato il lavoro a Flora, è nei suoi diritti. Starà poi ai giudici, nei vari passaggi dire se ha ragione e in che proporzione.
In uno stato di diritto vanno rispettate le leggi, e le sentenze, anche se non si è d’accordo
Se si vuole discutere ciò che regola il diritto d’autore, e il DRM più in generale, le sedi corrette sono quelle istituzionali e non i giornali o i mal di pancia. Perchè, ad esempio, tutti quelli che hanno criticato aspramente Flora non raccolgono le firme per *cancellare*, o meglio modificare, il diritto d’autore?
11 Agosto, 2008 at 7:16 pm
sapu:”non tutti possono apprezzare l’ironia di uno con una duplice visione del concetto di moralità”
oibo’. Avessimo parlato di un ipotetico medico, obiettore in ospedale e abortista nello studio privato, avrei potuto capire. Ma nel caso in questione il suo operato mi pare perfettamente coerente.Dopotutto siamo di fronte a Mediaset contro Google, ossia due colossi, non a Mediaset contro la vecchina.