Monotonia (ricordategli che siamo in Italia)
Ieri il ns Pres. del Coniglio ha esternato le seguenti parole: “Che monotonia avere un posto fisso per tutta la vita”
Ora io non so da quanti anni lui faccia il professore e non so quanti lavori ha cambiato ma, leggendo la frase, mi son chiesto se abbia presente di che nazione sta parlando e di come funziona.
Son circa 15 anni che sento discorsi simili. Ricordo i tempi ruggenti della Zonker’s Zone quando leggevo lunghe tirate su “quanto fosse bello e vivace essere in partita Iva, come si gestissero meglio i tempi di vita”.
Qualche anno dopo essere in PI voleva dire precariato e ben pochi esaltavano la figaggine della cosa.
Qui mi pare siamo dalle stesse parti. Si esalta un qualcosa che di sicuro ha lati positivi, di sicuro è bello cambiare e fare cose nuove.
Ma nell’attuale situazione italiana il cambiamento non è visto bene, anzi l’eccessivo cambiamento viene visto come “irrequietezza” o altro.
Non siamo in USA dove non c’è nulla di strano a cambiare città, lavoro e settore a 40 anni. Si può, si fa e ci sono le opportunità.
Qua nulla ti vieta di farlo ma le opportunità sono un cicin più basse.
Forse, ma solo forse eh, prima di tirar fuori i battutoni sarebbe il caso di guardare alla situazione reale.
E’ bello pensare al cambiamento ma è altrettanto bello guardare al famoso “Paese Reale”.
Paese dove è già tanto se nella propria vita si cambia quartiere.
Se vogliamo la situazione inglese (*), diamo le condizioni inglesi: salario minimo garantito, sussidi sensati e opportunità reali. E magari diamo anche la possibilità di finanziamenti a chi si troverò in questa situazione di “tempi interessanti e movimentati” (**)
Sennò siam qui a pettinar bambole.
(*) non dico quella USA che è ancora un altro pianeta e non so quanto auspicabile
(**) che mi ricordo essere una maledizione cinese
Pubblicato il 2 febbraio, 2012, in Italica, Politica, Realta', Riflessioni, Uncategorized con tag monotonia, monti. Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.



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