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Un anno perso (di diagnosi errate, veterinari e gatti)

E’ una storia che inizia circa un anno fa: un gatto che miagola disperato davanti ad una porta e non sembra trovar pace, una padrona che si rivolge al veterinario per capire se vi siano problemi.

Un anno fa, una visita del comportamentalista e una diagnosi che dice che il gatto soffre di ansia, ansia da luogo chiuso nello specifico.
In due ore viene sancito che c’è poco da fare, che sarà sempre un gatto difficile.

Una diagnosi che non lascia molte speranze.

Passa l’estate tra soggiorni in campagna, ritorni a casa sereni e lamenti da metà settimana in avanti.
Assieme medicine, per la carità cose leggere ma non voglio aprire il capitolo “farmaci veterinari”.

L’inverno passa sereno, nulla da segnalare.

Ritorna primavera e i vecchi problemi sembrano tornare peggiorati (*). Passiamo dai farmaci veterinari d’erboristeria a quelli omeopatici.

L’aria fresca avrebbe fatto di più oppure un bel set di candele.
In caompenso per avere prescritta l’aria fresca ho dovuto aspettare 90 minuti con un gatto che diventava sempre più nervoso perchè c’eran dei cani liberi.
Morale quando siamo arrivati alla visita era isterico, spaventtissimo e, nel caso notiate una cicatrice sul polso destro, è un regalo della meravigliosa esperienza.

Arriva una notte in cui abbiamo X MEOOOW e io chiamo per capire cosa fare.
Mi sento dire che il problema sono io, che il gatto è uno spirito libero e che dovrei darlo via perchè con l’ansia da luogo chiuso non può stare in appartamento.

A me si gela il sangue e dagli amici parte il suggerimento di sentire un’altra campana.
Chiamo la clinica dove lavorava il vecchio veterinario di famiglia (**) e mi danno i contatti di un altro veterinario comportamentalista.

Ieri sera è venuto a vedere il paziente (***).

Escono fuori le parole più belle sentite da un anno a questa parte sul tema: il gatto non soffre di alcun tipo d’ansia. Qaando miagola non esprime nessun tipo di ansia ma vuole qualcosa, il problema è capire cosa.

Debbono avermi tolto di dosso 13 tonnelate di peso.

il secondo punto è che, pur escludendo cosa era stato calato come una mannaia, si tratta di capire cosa voglia quando miagola.
Perchè prima di rilasciare sentenze vuole sapere cosa fa, se posso fare piccoli filmati e scrivergli cosa ha fatto nel giorno.
Una storia di vita basata sull’esperienza di ogni gorno per arrivare a capire cosa fare.

Non una mannaia calata dopo aver visto un gatto, in quel momento tranquillissimo, per due ore.

Un problema che poteva essere risolto un anno fa senza kg di farmaci, sensi di colpa e paure.

Quelle parole che suonano bellissime nelle mie orecchie: “sto vedendo un gatto molto curato e rilassato”.

Abbiamo perso un anno per esserci fidati di chi con tanta leggerezza aveva tranciato giudizi.

Adesso si fa tabula rasa e si ricomincia con uno sguardo ed una prospettiva diverse.

E, come ha detto una mia amica, mandale i suonatori di bonghi del CSOA a suonargli in camera.

(*) Non che io fossi serena soprattutto per questioni vicinali
(**) Adesso in pensione sennò ci evitavamo l’odissea
(***) i comportamentalisti vengono a casa e anche in ore stravaganti

Oziose considerazioni sulla predica odierna di Michele Serra e su Civitanova Marche

Oggi pomeriggio, mentre oziosamente passavo il tempo su Facebook, sono incappata nella predica domenicale di Michele Serra detta anche “L’Amaca”.

Da queste parti non si ha troppa simpatia per il cinquestellismo, tutti i blah blah sulla Kasta e maldipancismi vari e non si ignora di certo che tra prebende, posti statali che coprivano carenza di lavoro, falsi invalidi, dichiarazioni dei redditi taroccate e vai coi carri dallo stato si è anche preso molto.
Si ha però altrettanta poca simpatia per le prediche di qualsiasi genere, per i moralismi astratti e per quanto mi suona talmente lontano dalla realtà del paese da apparire astratto.
Lasciamo perdere cosa penso delle parole di Madama Fornero: “Sono profondamente addolorata per questo fatto tremendo. E per la solitudine che devono aver vissuto queste tre persone. Evidentemente hanno sentito troppo forte il peso della crisi che stiamo vivendo.
No signora, non hanno sentito il peso della crisi, hanno sentito il peso di tutto quello che gli era piombato sulla testa e la sua riforma non ha di certo aiutato lasciando nel limbo qualche milione di persone.
Evito ogni commento sulla sua autodifesa perchè “excusatio non petita, accusatio manifesta”. Nessuno le ha chiesto di giustificarsi, di fronte ai drammi bisognerebbe anche essere capaci di pensare che il suo “essere accusata di non far nulla” sarebbe il minore dei problemi.

Ma torniamo a Serra, torniamo alle prediche.

Ricapitolando: c’è il dramma di due persone che si suicidano, ci sono i parenti che non colavano entusiasmo all’idea di avere una rappresentanza ufficiale dello Stato e c’è la presidente della Camera che va al funerale.
Massimo rispetto al fatto che accetti di andare a metterci la faccia e beccarsi gli eventuali pomodori.

Fin qui si tratterebbe unicamente dei drammi di questo tempo terribile e di una città sotto shock che se la prende con lo stato.

Poi arriva Serra e fa la predica.

E inizia così: “Il coraggio e la dignità della presidente della Camera Boldrini non sono bastati a evitarle qualche improperio scomposto tra la folla di Civitanova Marche, disperata e furente. Boldrini, chiunque essa sia e qualunque cosa abbia fatto per il suo prossimo (nel suo caso: molto), è “lo Stato”, e tanto basta, ormai, a sollevare un odio indiscriminato. “

Giusto, un odio indiscrimanato. Se in quella bara ci fossero stati parenti miei suppongo che anch’io mi sarei dedicata a tirare giù oremus e rosari sullo Stato e l’Inps. Ci fosse anche stato Don Ciotti, di cui ho la massima stima. non credo che l’avrei accolto a braccia aperte se per me avesse rappresentato la grande causa del danno.

Ma Serra continua: “Si tratta dello stesso Stato al quale, per generazioni, milioni di italiani hanno chiesto assunzioni, favori, esenzioni, protezione, assistenzialismo, e una lasca applicazione delle leggi, perché abusivismo ed evasione sono stati la generosa mancia che uno Stato piacione ha elargito a piene mani per decenni in cambio di voti.

Mi confesso colpevole: in famiglia abbiamo un’esente ticket e abbiamo anche richiesto l’invalidità per cotale persona. E’che l’esenzione è riconosciuta per legge e giuriamo e stragiuriamo che ne avevamo proprio bisogno.
Essendo un po’ pirla abbiamo in casa un invalido civile al 100% per l’ASL ma che non ha diritto all’accompagnamento secondo l’INPS “perchè potrebbe lavorare” (*)

E poi arriviamo all’apice della predica, se uno fosse a messa sa che dopo viene il Credo, “Se siamo un popolo che, allo Stato, o bacia la mano o gliela morde, è perché siamo tragicamente incapaci di guardarci dentro, farci un esame di coscienza, prenderci le nostre responsabilità individuali e collettive.”

Don Michele, non so come dirglielo, era dai tempi delle sedute di autoverifica negli scout che non sentivo una cosa simile. Solo che allora si trattava di 18enni in fase ormonale, non di noti giornalisti sul primo quotidiano italiano.

Poi, è vero, la responsabilità dello sfacelo è collettiva. E’ di chi ci governava e di chi votava i governanti.
Ma forse abbiamo bisogno di esempi ed azioni concrete più che di prediche.

Perchè quelle lasciamo il tempo trovano a parte un certo retrogusto di convinzione della propria superiorità morale.

(*)Sto fannullone che si rifiuta di andare a lavorare con una gamba e un braccio paralizzati. E noi luridi succhiatori di latte dello stato in cambio di voti (**)
(**) A Serra pare sfuggire che esiste una marea di gente che vota senza ritorni di prebende e si lamenta lo stesso
(**)

Potere idraulico

Domani viene l’idraulico a farmi dei lavori.

Domani dovrò armarmi di santa pazienza o drogarmi perchè codesto signore, per quanto bravissimo ed onesto, non ho ancora capito se sia un troll oppure non senta il disperato bisogno di dire qualsiasi cosa che gli passi per il cranio.

Di base chiamo la cosa “Potere idraulico” o “Gli idraulici domineranno il mondo”.

Facciamo un esempio pratico:

Io: “Visto che la doccia ha dei problemi, cosa comporta sostituirla con una doccia?”
Idraulico: “Ma lei ci ha pensato bene? Alla sua età comincia ad essere un problema entrare ed uscire dalla vasca”

Ora in condizioni normali molli una sediata in testa ad uno che se ne esca con un’asserzione del genere. Di fronte al “Potere idraulico” ti limiti a mollargli un’occhiata omicida e a fargli presente che tu quel problema speri di averlo passati gli 80 anni, non adesso.

Il “Potere idraulico” è il potere che deriva da:

  • E’ bravo
  • Costa decisamente di meno di altri idraulici locali, tipo 200 euro a botta
  • Ha liste d’attesa decisamente ridotte rispetto al fenomeno contattato in loco (sentito a maggio, promise di venire a fine giugno, rimbalzò la cosa a settembre)
  • E’ onesto e fa anche fattura

Di fronte a ciò sopporti e cerchi di non spaccargli la testa.

So che sarà una lunga giornata ma di fronte al “Potere Idraulico” (*) cercherò di sopportare pazientemente.

(*) E al pensiero di 200 euro risparmiati

Una storia di gatti a lieto fine

BorisMarch2013 by DominiqueBB
BorisMarch2013, a photo by DominiqueBB on Flickr.

E’ ora di pranzo, venerdì scorso.
Sto andando a mangiare in un posto nuovo, passando per una parte di quartiere che conosco molto poco.
Arrivo all’imbocco di una strada e c’è un gatto.

Un gatto simile a quello della foto, solo molto più sporco. Il gatto, chiamiamolo Thor, si avvicina ed inizia a chiedere coccocole.
Chiede di essere accarezzato, vuole salire in braccio.

Non è un gatto stradaiolo, è un gatto di casa.
E’ però troppo sporco per essere un gatto che abbia ancora una casa.

Mi guardo attorno, cerco qualcuno che mi sappia dire qualcosa di più.
Trovo una signora che, senza scomporsi, mi dice che non è un gatto smarrito, loro sono abituati che lui chieda le coccole ma la sua padrona non lo vuole più in casa.

Provo in contemporanea un’immensa pena per il gatto e un’immensa rabbia verso la sua padrona.
Vado a mangiare sputando pezzi di fegato e chiedendomi come si fa a mettere fuori di casa il tuo gatto. Come si fa a rinunciare a qualcosa di così bello e tenero.

Su di tutto l’impulso a tornare indietro e a portarlo con me. Dargli una casa, coccole ed un fratello peloso.

Rientro, parlo con una persona che so amante dei gatti. Fa una telefonata ad una sua amica, volontaria in un gattile della zona.

Penso che per Thor si sta aprendo un periodo nuovo, forse una casa nuova e tante coccole.

Ieri mi hanno raccontato l’epilogo: le volontarie sono andate a controllare, han trovato Thor e rintracciato la sua padrona.
Thor non era abbandonato ma la sua padrona, una signora piuttosto anziana, non era in grado di prendersene cura a dovere.

Ma tutto è bene ciò che finisce bene: Thor continuerà a stare a casa sua ma ci sarà una volontaria che darà una mano alla padrona per curarlo.

E il meraviglioso micione che chiedeva le coccole non sarà più sporco o affamato.

E’ una piccola storia a lieto fine ma anche le piccole storie a lieto fine di un gatto soprannominato Thor vanno raccontate.

In trepida attesa (oziose osservazioni su nuovi eletti)

Si dice che la frase “possa tu vivere in tempi interessanti” sia una una terribile maledizione cinese.
Nessuno ha ancora detto se “possa tu vivere in tempi tragicomici” sia una maledizione o un’occasione di comprarsi i pop corn.

Per adesso mi sto godendo i pop corn cercando di non spaventarmi troppo.

C’è una domanda che mi pongo: quando il 25% degli italiani ha votato aveva idea di cosa stava facendo o pensava di stare votando per X-Factor?

In due casi mi è successo di chiedere “Perchè hai votata MS5?” e le risposte sono state “aria nuova, facce nuove”.
E fin qui mi pare un’esigenza condivisa da molti.

La seconda domanda è stata “Non pensi che si rischi cosa è successo con la Lega? la memoria storica dice che ancora loro erano il nuovo, l’aria nuova”.

E qui andiamo sul tragico. Perchè non esiste memoria storica, c’è gente che ti dice che non può avere memoria storica e che ti fa capire perchè in Germania ogni 3×2 ci sia una scritta che dice “NIE VERGESSE” (Mai dimenticare).
Basta vedere il citatissimo e terrificante post scritto dalla presidente degli onorevoli ms5. Un capolavoro che suggerisce come la storia sia insegnata male, malissimo e che nomi come Gobetti, Amendola, Don Minzoni siano sconosciuti ai più (*).

Ma tutto questo potrebbe ancora definirsi “ignoranza da paese reale” se, mentre guardi una trasmissione tv, un neo-eletto non se ne uscisse con il mitico gomblotto dei microchip sotto pelle(*).

E, con tutta la buona volonta di capire cosa siano in grado di fare, ti cascano le gonadi e vai a recuperarle dall’altra parte della casa.

Perchè passi essere inesperti, passi tirare fuori delle proposte non fattibili sperando che ci si renda conto che tra i desiderata ed i sogni c’è differenza.

Ma un gruppo di GOMPLOTTISTI ?!?

Per cui qui si rimane in trepida attesa: se tanto mi da tanto saremo il primo stato al mondo ad avere interrogazioni parlamentari su scie chimiche, Bildenberg e rettiliani.

E magari faremo il bilancio dello stato con un giro di tarocchi o leggendo le rune.
Sia mai che non abbiamo inventato un nuovo modello di politica per la nuova era.

(va a piangere da qualche parte)

(*) A meno che abitino in una via con quel nome.
(*) E’ uno dei Grandi Gomblotti New World Order/Massoni, lo confutano qui

Ma il problema non è un ultrasettantente (oziose osservazione sulla parola venire)

Del video che vedete linkato qui oggi si parla molto.

Il nostro ultrasettantenne è ancora una volta riuscito in una delle sue migliori interpretazioni: quella dell’italiano tutto doppi sensi e occhio lungo.

Ora il personaggio lo conosciamo e sappiamo cosa sia in grado di fare. Sappiamo che è bravissimo a vendere (*)l’immagine pubblica di maschio troglodita per cui le donne van bene solo in orizzontale a meno che sian la mdare, la sorella o la moglie.

Ma il problema non è lui. Il problema è la massa che ridacchia ed applaude come se fosse assolutamente normale usare doppi sensi e umorismo da goliardia di quart’ordine in quell’ambito.

Se osservate il video non vedete il silenzio gelido che ci aspetterebbe ma risate, applausi.

Il problema è ambientale, è il fatto che quella mentalità esiste e ci puoi fare ben poco a meno di girare con clave e sperare in eventuali generazioni molto future.

Non parlo di generazioni attuali perchè la misoginia, il considerare la donna solo in modalità orizzontale è un qualcosa di assolutamente comune tra maschi e femmine, in maniera assolutamente trasversale alle età.

C’è poco da far circolare il video e scatenare indignazione. Possiamo indignarci a manetta, finchè quel genere di battute e doppi sensi sarà accolto da applausi e non da gelido silenzio l’intrattenitore continuerà.

Il pubblico lo vuole e lo apprezza ed è su quel genere di pubblico che andrebbe fatta una santa e profonda opera di educazione.

A preoccupare non è l’ultrasettantenne che fa battute da tabarin, a preoccupare sono i signori in completo blu che applaudono.

Perchè è con loro che abbiamo a che fare ogni giorno, non con l’intrattenitore da cabaret.

(*) Dico “vendere” perchè, al contrario, vi sono molte donne nelle sue aziende.

Brillante futuro dell’Italia secondo le promesse elettorali

Le elezioni sono tra 16 giorni. Per sfortuna nostra perchè mai come questa volta ho udito tante promesse.

Considerato che nessuna sarà mantenuta nel paese e guardando invece al paese ipotetico ci troveremmo:

1 – Un paese pieno di produttori di arcobaleni ove trovare la pentola d’oro perchè altrimenti non mi spiego dove possano trovare i soldi per restituire IMU, abbassare le tasse e farci diventare tutti ricchi
2 – Un paese pieno di contatori di fagioli e pulitori manuali di chicchi di riso. O questo o non ho chiaro da dove escano 4 milioni di posti di lavoro
3 – Governo gestito via web da persone assolutamente ignare di cosa sia la politica ma in grado di gestire un paese
4 – In alternativa al punto (3) Governo gestito via web da persone assolutamente esperte, con professionalità altissima, onesta a prova di bomba con spirito da martirio perchè sarebbero desierose di mollare professioni sicuramente remunerative per andare a gestire la cosa pubblica prendendo lo stipendio di un operaio
5 – Paese un po’ fuori un po’ dentro all’Europa. Non si capisce bene: un giorno ci siamo, il giorno dopo potremmo uscirne
6 – Paese ove non c’è più l’euro ma la lira ed i prezzi son tornati ad essere quelli del 2001. Come non si sa ma pare che qualcuno pensi sia possibile. L’alternativa è infarti a catena quando alcuni si rendessero conto di dover pagare 1 kg di aranci 10.000 lire al kg (*)

Fortuna che mancano solo 16 giorni: andando avanti così ci trovavamo federati all’impero galattico e c’eran teletrasporto e TARDIS per tutti.

(*) Qualcuno spieghi che petrolio ed altri accidenti si continuerebbe a pagarli in dollari

Prepararsi spiritualmente

Noi siam tutti qua a ridere delle sparate sulla restituzione dell’IMU ma io mi sto preparando spiritualmente a dovermi subire qualche altro anno di bunga-bunga, discussioni sulla giustizia e accidenti vari.

Perchè là fuori è pieno di gente che a quelle sparate è ben disposta a credere.

Son gli stessi che si chiedono perchè Corona debba andare bene e benaltrizzano sul fatto che “Non ha poi fatto niente di grave” ignorando che forse forse si parla di estorsione.

Son gli stessi che na già votato una volta perchè si toglieva l’ICI e poi ci siamo ritrovati l’IMU.

Ora io mi sto preparando spiritualmente.

Mi preparo all’idea che magari l’IMU la levan sul serio per un po’, magari un anno.

E poi dovranno rimetterla perchè non ci saranno più soldi in cassa. E la rimetteranno alta, altissima.

Nel passaggio tra ICI ed IMU mi son trovata a pagare il 400% in più. Nel passaggio tra IMU e sarpiffero cosa credo arriveremmo al 700,800% in più.

Però là fuori qualcuno sarà felice nella sua beata ignoranza ed incapacità di ragionare un minimo.

Perchè il Berly non è null’altro che la rappresentazione di panza di molti italiani. Non è un alieno che esce fuori dai muri, è qualcuno che sa interpretare la panza.

Prepariamoci spiritualmente, forse ne usciremo vivi.

C’è una guerra in corso che interessa poco

C’è una guerra in corso. Una guerra che apparentemente c’interessa poco ma c’è.

Come in tutte le guerre ci sono morti, distruzione, profughi. Quello che è il solito scenario di una guerra.

Eppure in Italia sembra interessare poco, fatto salvo alcuni casi

E, sempre fatto salvo pochi casi come quello citato, quando leggi escono fuori le solite idee di fondo che se c’è una guerra e l’occidente interviene è perchè ci sono di mezzo materie prime.

Ora nel Mali c’è una guerra che è anche una guerra etnica e, come diceva una persona intervistata da BBC, il problema è che finisca in pulizia etnica se finisse e non c’è nessuno a far da balia.

Una bella strage che vorrebbe cancellare la parte berbera e di colore chiaro. Per non parlar dei Tuareg.

E tutto questo nulla ha a che fare con oro o uranio, ha a che fare con diatribe tribali che durano da secoli.

E sarebbe bello che la gente si aggiornasse le idee o perlomeno s’informasse un minimo su quale sia la storia di un paese.

invece è molto più facile sparare a caso. Il petrolio, ad esempio, è un qualcosa che va bene per tutte le stagioni. Il fatto che il Mali non esporti petrolio è decisamente secondario.
Se c’è di mezzo l’occidente deve esserci per forza il petrolio, altre alternative non sono possibili.

Anche il fatto che ci sia di mezzo la religione potrebbe essere un evergreen da citare. Peccato che la questione sia tribale e che la religione sia abbastanza secondaria.

Cosa invece non viene citato son le perdite di vite umane e del patrimonio artistico.

Ma si sa che è più facile cianciare utilizzando gli evergreen.

Se poi a qualche anima pia interessasse consiglierei di vedere “Sahara” di Michael Palin. Non è un dotto libro di politica internazionale ma un solido e ben documentato racconto di un viaggio nella regione.

Quella regione che avrei tanto voluto vedere e che mi dispiace così tanto vedere in macerie.

Anche la bellezza è una materia prima ma ce ne dimentichiamo con troppa facilità.

Come distruggersi la reputazione nel giro di mezz’ora (Annarella fa il cliente scontento)

Anni fa mi trovai nella necessità di trovare qualcuno che portasse dei mobili da casa di mia madre a casa mia. Alcuni mobili eran piuttosto delicati, nonchè antichi, e cercavo qualcuno che facesse un buon lavoro senza necessariamente estirparmi un rene.

Mi consigliarono una cooperativa che tra le sue attività aveva anche quello di trasporto mobili. Non era molto che erano in attività e quando li contattai e vidi cosa facevano mi fecero un’ottima impressione.

Mi portarono i mobili più una serie di masserizie senza particolari danni tranne un piatto rotto. Mentre ero da loro a pagare trovai anche un mobile (*) di fine 800 a 20 euro.

Le persone con cui entrai in contatto erano simpatiche e disponibili.
Ottimo lavoro, ottima impressione sul piano personale e prezzo più che interessante.

Passano gli anni e la cooperativa si allarga e diventa abbastanza conosciuta.
Passano gli anni e io mi trovo nella necessità di far portar via un sofà e un tavolo. Ora il sofà so benissimo che avrei potuto farlo stimare ecc ecc ma non avevo tempo+voglia di sbattermi e ho pensato “diamolo a chi potrebbe averne bisogno”.

Li contatto, viene il tipo a stimare le cose ed il lavoro. Guarda il sofà e mi dice “Si, è antico ma andrebbe restaurato e in ogni caso noi non sapremmo valorizzarlo”.

Vabbè, penso io, prendetelo e vada a chi ne ha bisogno (**)
Mi spara una cifra che trovo un po’ altina ma non so bene come fare in altro modo e accetto.

Segue trattativa sui tempi in cui, tra l’altro, mi sento anche dire “Sa, il suo è un lavoretto, non possiamo spostare un lavoro grosso che abbiamo già in programma” (***)

Stasera arrivano i due signori incaricati di portarsi via la roba.

Già la prima impressione non è tra le miglori: ricordavo persone vitali e simpatiche e mi son trovata davanti due orsi svegliati dal letargo e col mal di denti.

Prima cosa decidono di portar sotto il sofà. Ahimè non riescono a farlo passare bene in ingresso e cosa fanno: LO FANNO A PEZZI.
Di fronte alla mia obiezione “Ma non lo riutilizzate?” la risposta è “no, noi questa roba la gettiamo via”.

Ah vabbè, scusate, pensavo potesse essere utile a qualche pezzente.

Posrtato via il cadavere di sofà passano al tavolo.
Ora io avrò deciso di cambiare quello stracappero di tavolo ma giuro che a qualcuno, magari con pochi soldi, poteva servire.

E invece no. Anche lui destinato all’immondizia e fatto a pezzi.

la mia faccia nel frattempo doveva essere un poema su un procoione perplesso.

Ora io non so esattamente chi sia il target di vendita ma, tra le ragioni della mia decisione, c’era anche il fatto che quella roba potesse servire a qualcuno.
Se avevvi voluto gettarlia chiedevo al marito della cleaning swat se conosceva qualcuno che mi desse una mano a portarli sotto e dopo chiamavo AMIAT.
Son sicura che mi sarebbe costato la metà della cifra e non dovevo fare i salti mortali per star dietro ai “lavori importantissimi” altrui.

Mi rimane la domanda di cosa mettano in vendita, se la cooperativa sociale dove trovavi un po’ di tutto ad ottimi prezzi si sia trasformata in un magazzino di mobili d’alta epoca o di design.
Altro non mi viene in mente.

Di sicuro non tornerò ad utilizzarli tranne che proprio sia costretta sotto minaccia di pistola.

Mi spiace che quella realtà vivace si sia trasformata in quello che è adesso: un costoso serviio di sgombero che sostituisce l’AMIAT.

Dimenticavo: il costo orario di uno di questi trasportatori è di 150 euro l’ora (IVA esclusa), 1200 euro al giorno.

E con cio scopriamo che uno che fa il facchino costa come un consulente di direzione.
Son cose che a me fan pensare.

(*) in origine serviva per far lievitare la pasta del pane, io lo uso per tenerci dei libri.
(**) Sono ingenua, ricordavo ancora che da loro andavano sia persone in caccia dell’occasione sia extracomunitari che avevano bisogno di mobili a basso prezzo.
(***) STante come è andata oggi minimo avran dovuto svuotare una villa colma di mobili del 700

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