Allegria a letto 30 Giugno, 2008, 1:32
Posted by Annarella in Femminile-maschile, Life, Universe and Everything, Riflessioni.Tags: diete, noia, Sensualità
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Stavo leggendo dell’articolo su Elle intitolato “Smettetela di dimagrire” o “arretez de magrir” per fare i franco-faighi.
Mettiamola cosi’: nell’ossessiva ricerca di magrezza, il fatto di piacere o meno ad un uomo c’entra un accidente. Nada de nada de nada. Nulla.
Gli uomini amano le curve, amano le rotondità e amano avere qualcosa sotto mano. Poi ci sono quelli a cui han detto che le ossutissime topo model sono fighe ma si parla di trofeo non di donne.
Chi impazzisce dietro il modello irreale di perfezione disincarnata siamo noi, le donne. Esattamente come le grandi mistiche del medioevo impazziamo dietro l’idea di disincarnarci, di perfezione. Cosa faremmo pur di non accettarci non mi è chiaro ma è molto evidente che non ci piaciamo.
Non ci piace la curva del seno, non ci piace la morbidezza. Amiamo vederci ossute, con due tette fotoniche frutto di chirurgia e il culo alto a la brasiliana. Praticamente vogliamo essere l’incarnazione vivente di una foto ritoccata con photoshop.
Ora credo che gli uomini intelligenti preferiscano divertirsi a letto, pensare di fare qualcosa di divertente non una sessione di esercizio fisico perfetto, non ricevere il pompino tecnicamente perfetto ma un pompino memorabile in cui ci sia qualcosa detta partecipazione.
Vogliono qualcuna con cui andare a cena, bere mangiare e divertirsi. Il resto sono pippe mentali nostre, di noi donne.
E la cosa piu’ difficile non è diventare la proiezione reale di photoshop ma persone memorabili. Il grande complimento non è “Sei una gnocca assurda” ma “Non ti posso dimenticare”. La gnocca assurda verrà sostituita da un’altra gnocca assurda, la donna memorabile no.
Una donna perennemente a dieta non è sensuale, è una palla. E’ una palla andare a cena con una che conta le calorie o “questo o quello no”.
E allora diciamolo: ecchedueppalle e iniziamo ad essere memorabili. Delle dee come diceva la mia insegnante di danza.
Al milanese medio piacciono le ossa ? Echissenefrega, è milanese dentro e accuramente evitabile.
Come diceva saggiamente la mi mamma “La madre degli uomini non è morta” oppure citando un amico gay “Neext”
Parrucchieri ed hair stylist 14 Giugno, 2008, 15:36
Posted by Annarella in Diaristica, Femminile-maschile, Life, Universe and Everything, Piaceri.Tags: hair stylist, parrucchiere
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So che fa tanto figo dire “sono andata dall’hair stylist” il cui significato è “Sono andata a tagliarmi i capelli”.
Adesso non abbiamo piu’ parrucchieri e pettinatrici ma hair stylist. Non importa che ci sia sempre Carmelina la shampista, adesso ci sono loro.
Poi quale sia la differenza visto che si continua a parlare di piega e taglio non mi e’ chiaro ma so che adesso si dice cosi’.
Quello da cui vado io ti salassa 130 euro per piega,taglio e tinta. Solo 60 per il taglio.
Il tipo da collasso ormonale che me li taglia e’ incluso nel prezzo. Un mio amico sostiene che e’ gay e ammetto che di fronte a tanta abbondanza vengo tutte le volte presa da invidia del pene acuta.
Descrizione: stiamo parlando di un tipo sul 1.90, capelli neri lunghi fino a vita, faccia da apache e muscolatura da urlo.
Roba che una volta si e’ piegato, l’avambraccio sotto il mio naso, e anche senza occhiali ero in grado di capire che quelli erano muscoli allenati.
Oltre a cio’ taglia benissimo i capelli e si ricorda di tutto quello che voglio anche se mi vede ogni 3 mesi.
Dal titolare salonenon ci sono mai andata ma so che bisogna prenotre adesso per un taglio a settembre.
In compenso ci ho discusso una volta di tariffe telefoniche e ho dovuto fare una certa fatica prima di accorgermiche fosse lui perche’ l’avevo scambiato per Pezzana e chiedendomi perche’ il titolare di una libreria si fosse messo a tagliare capelli.
Il vero hair stylist lo riconosci da alcune cose:
a) le riviste
b) le diverse sale lavaggio, taglio, piega
c) il salasso alla cassa.
a) Le riviste sono o quelle che parlano del proprietario del negozio stesso o di gente per cui ha lavorato o dove tiene qualche rubrica per i consigli.
Non mi e’ chiaro perche’ il mio tenga la rubrica su Donna Moderna e abbia i prezzi da Vogue ma tant’e’ la cosa funziona cosi’.
Le riviste vengono lette unicamente mentre si aspetta che ti lavino i capelli perche’ dopo o devi stare ferma o cmq non puoi leggere.
b) Le sale sono rigorosomente divise. Chi lava non fa altro in attesa di passare ad asciugare. L’ultimo gradino sara’ quello di fare tagli.
Chi taglia puo’ maltrattare gli asciugatori e gli shampisti. Le altre due categorie non avendo tra di loro rapporti possono al massimo maltrattarsi tra di loro.
c) Il momento alla cassa e’ strano. Fino a quel momento hai vissuto in un limbo dorato dove nessuno ti accennava mai ad esborsi e neppure a quanto potesse essere.
Improvvisamente quel foglietto che ti avevano dato viene convertito in numeri e, per lo stipendio medio, appare una fitta al portafoglio.
Per colmo di snobismo a lungo il vero hair stylist non accettava ne’ bancomat ne’ carte per cui si sperava sempre di avere prelevato abbastanza onde non trovarsi a dover lasciare in ostaggio qualcosa e tornare al bancomat.
A quel punto esci felice e poi inizia a piovere.
A proposito di uomini bruni … 12 Giugno, 2008, 22:36
Posted by Annarella in Femminile-maschile, Piaceri.Tags: bellezza, Flickr, nudi, foto
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working proletariat pt.2 ( 2008 ), originally uploaded by Kev’s.
Le sue foto sono spettacolari. Il suo set “Dancers” mozza il fiato
Sogni gotici ed il quiz settimanale 8 Giugno, 2008, 20:27
Posted by Annarella in Blogging, Cazzeggiando, Diaristica, Femminile-maschile.Tags: sogni, vampiri, Lestat, Louis, Rice, inconscio
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On the air: (Don’t Fear) The Reaper - Blue Oyster Cult, Stay with me - Mission, Bloody Pleasures - Blutengel
Giuro che a pranzo non ho mangiato cotiche con crauti ma una delicata pasta ai formaggi.
Comunque sia, durante il sonnellinno pomeridiano di circa 4 ore, la mia mente ha prodotto un sogno a base di ambienti gotici, vampiri che erano il non plus-ultra del sexy unito ad uno scenario di castelli ed osterie toscane. Perchè il mio subsconscio pensi che le osterie toscane siano gotiche non lo so e mi perplime.
La cosa che mi perplime ancora di più è che passavo metà del sogno a fuggire dal grandissimo figo di vampiro, un incrocio tra Luis e Lestat. Diciamo che mi sarei preoccupata di piu’ avessi sognato un vampiro che era un incrocio tra Bondi e Schifani.
Cosi’, dopo aver sognato di vampiri e goticherie varie, questo è il settimana quiz:
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| Whose your Vampire personality? (images) created with QuizFarm.com |
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You scored as LestatYou are so unashamed of who you are you frighten people. Your hot and you know it. Sometimes you can be a brat but hey gotta love ya! Your Flashy sexy style makes people sit up and notice you.
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Comunicazione al maschile 8 Giugno, 2008, 0:17
Posted by Annarella in Diaristica, Femminile-maschile, Life, Universe and Everything.Tags: comunicazione, uomini
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Dopo essermi fatta un po’ di giri mentali al femminile, ho deciso di adottare la tecnica che si adotta quando si deve comunicare con uomini nella propria vita privata.
Stante il mitico brano di Dave Barry su cavalli e relazioni (The next day Elaine will call her closest friend, or perhaps two of them, and they will talk about this situation for six straight hours. In painstaking detail, they will analyze everything she said and everything he said, going over it time and time again, exploring every word, expression, and gesture for nuances of meaning, considering every possible ramification. They will continue to discuss this subject, off and on, for weeks, maybe months, never reaching any definite conclusions, but never getting bored with it, either. Meanwhile, Roger, while playing racquetball one day with a mutual friend of his and Elaine’s, will pause just before serving, frown, and say: “Norm, did Elaine ever own a horse?”)
ho deciso di ritornare al concetto di base: gli uomini quando comunicano sono creature semplici. Non utilizzano sottintesi, metafore e vogliono dire proprio quello anche se in questo caso non so cosa.
Ad esempio non so cosa vogliano comunicare gli uomini della foto ma sono un gran bel vedere. Averne che comunicano cosi’.
Secondo me si chiamano corna 6 Giugno, 2008, 0:40
Posted by Annarella in Femminile-maschile, Italica, Realta'.Tags: chat, corna, Internet
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Da sempre Internet è vista come covo di maniaci. Oggi La Stampa ha un trittico di articoli sulla pornodipendenza. In realtà si parla di chat e, soprattutto, le corna supposte ossia di qualcosa che esisteva prima di internet ed esisterà per sempre.
Internet, bisognerebbe spiegare a questi signori, è un mezzo come il cellulare da cui si spediscono sms.
Bisogna dire che è plus facile dare la colpa ad internet delle proprie corna che al fatto che il rapporto abbia problemi ma tant’è.
Il pezzo più bello dell’articolo è questo:
“Dice Giorgia che quando si finisce invischiati nei sospetti non c’è più speranza. “Sapevo che scambiava messaggi con alcune donne incontrate su quei siti. Ero quasi sicura che non si incontrassero, ma volevo esserne certa. L’ho pedinato, ho afferrato il suo telefono con il terrore di essere scoperta. Era pieno di messaggi. Ho trascritto quei numeri, ho provato a richiamarli. Ero impazzita. E ho scoperto che queste signore di mio marito non sapevano nulla. Nemmeno il nome. Avevano costruito con lui un mondo fatto di finzione. È stato il colpo finale. Per me e per il nostro rapporto“
Ricapitoliamo: il consorte della signora ha acceduto a siti/chat/qualcosa dove conobbe delle signore/signorine. Quale sia il genere di siti si dovrebbe dedurre dall’articolo ma non è chiaro. Per quel che ne so potrebbe andare anche su dei blog di meccanica quantistica.
Con cotali signore/signorine ha scambiato degli sms. Non si conosce il tema, potrebbero anche parlare di ricette di cucina.
Ora m’immagino la scena:
Cellulare che suona, numero sconociuto
Io: “Pronto”
Persona dell’altra parte “STRONZA!”
Io [chiedendomi perchè tutti i fuori di testa capitano a me] “Ha sbagliato numero”
P.D.A.P: “Stronza, tu insidi mio marito”
Io [chiedendomi chi possa essere il marito e perchè io lo dovrei insidiare] “Lei chi è” (sottinteso cazzo vuoi ?)
P.D.A.P: “TU vuoi portarti a letto Guglielmo”
Io [chiedendomi chi accidenti sia Guglielmo] “Guglielmo chi ?”
P.D.A.P: “Guglielmo Scarruzzopoli, mio marito!”
Io [continuando a non capire/sapere] “Guardi, lei ha sbagliato numero. Non conosco nessuno con quel nome”
P.D.A.P: “Guglielmo ha un sms ricevuto da questo numero!”
Io [domandandomi a chi accidenti abbia scritto e perchè] “E di cosa avrei scritto?”
P.D.A.P: “Il lardo di Arnad è meglio di quello di Colonnata”
Io [Chiedendomi se la tipa sia da TSO o meno] “Scusi, lei è la moglie di Paperonzolo per caso?”
P.D.A.P [Urlando] “Scostumata, sciagurata, allora lo conosci”
Io “Un sms e provarci sono ancora due cose diverse”
Un dialogo simile può andare avanti ad libitum a meno si chiuda la conversazione o si spenga il cell. Di sicuro internet non c’entra nulla.
Si chiamano CORNA e prudono così da sempre. Siano vere o immaginate.
Ringraziamenti 29 Maggio, 2008, 20:17
Posted by Annarella in Diaristica, Femminile-maschile.Tags: donne, età
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Qui si vorrebbe ringraziare my boss che oggi mi ha dato 10 anni 10 di meno d’età. Very gentlemanly. TNX.
Teoria del milanese che si sposta 29 Maggio, 2008, 9:04
Posted by Annarella in Femminile-maschile, Italica, Lavovatovi, Life, Universe and Everything.Tags: distanze, milanesi, trasferte, Viaggi
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In questi giorni, oltre ad ampliare la mia cultura, ho scoperto che la distanza tra Torino e Milano varia a seconda della direzione e della provincia/regione di residenza di chi viaggia.
Se un torinese va da Torino a Milano, la distanza sara’ di circa 150 km e il disagio uguale ad X.
Se un milanese(*) va da Milano a Torino, la distanza è di circa 450 kmm (chilometri milanesi) ed il dsagio e’ dato da (X*culo di piombo milanese)+100punti di bonus acquisiti con l’essere milanese. A questi possono essere aggiunti altri valori quali “predilezione da parte del capo” (bonus di valore 100).
Il kmm, a sua volta, si calcola applcando un fattore moltiplicativo di 2,5 al km normale. Ciò fa si che Torino->Milano compiute da un torinese equivalgano a 150 km mentre Mi-To compiute da un milanese siano 450 kmm. Per convenzione la seconda m viene fatta decadere portando ad una certa confusione nella comunicazione.
Il milanese che si sposti per lavoro avrà perciò diritto al bonus “culo di piombo” riconosciutogli perchè si è degnato di alzare la chiappa e muoverla, nonostante la distanza e l’enorme disagio.
Altrettanto ho scoperto una seconda modalità di calcolo delle distanze Milano way ed è quella che viene applicata utilizzando il kmms ossia il km milanese spalatori. Lo spalatore o lavoratore taciturno ed indefesso, calcola le distanze in maniera diversa ossia applicando un fattore di 1.
Debbo ammettere che la seconda formula di misurazione è stata più difficile da scoprire perchè di milanesi che lavorino se ne trovano molto, trovarne uno taciturno è più difficile dell’avvistamento di un’aquila reale sulle Alpi.
Tutto questo deriva da questa cosa detta dall’Annarella capo ad ella che fa avanti-indietro TO-Mi:
[Capo di A. scandalizzatissimo] “Mica vorrai che spostino la gente da Milano a Torino?”
Cotale frase ha avuto l’effetto di aiutarmi a capire che le distanze tra le due città dovessero essere calcolate in maniera diversa. Kmm per l’appunto.
(*)Con la locuzione milanese è da intendersi la categoria delle spirito così definita non il semplice fatto di risiedere a Milano.
Dubbi esistenziali 26 Maggio, 2008, 21:10
Posted by Annarella in Femminile-maschile, Italica, Politica.Tags: Bersani, dubbi, Exit
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Stavo seguicchiando “Exit” su La7 e c’era Bersani che parlava. Ad un certo punto ho pensato “Me lo farei”.
Mi debbo preoccupare ?
A confronto la Binetti è liberal 18 Maggio, 2008, 14:46
Posted by Annarella in Femminile-maschile, Italica, Politica, Realta'.Tags: Carfagna, Roccella
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Quando si parla di ministre e di difetti, si pensa subito alla Carfagna. Ora la Carfagna e’ una bella donna che ha posato per calendari ed e’ finita in un ruolo che lascia perplessi.
Al punto da essere discussa su Jezebel, il piu’ acido e geniali dei siti di discussioni femminili/femministe americani e ed essere oggi definita “il simbolo di pari opportunità che non sono pari” da Facci su Macchianera.
Non ho chiaro quali siano/saranno le competenze di Mara Carfagna ma, a parte la solita figuraccia internazionale, mi pare decisamente meno inquietante di Eugenia Roccella ossia il Sottosegretario di Stato al Lavoro Salute e Politiche sociali.
La signora Roccella è una che ha queste idee: “Va chiarito in primo luogo che i cosiddetti “diritti riproduttivi” sono, in realtà, diritti a NON riprodursi, e si sono concretizzati nel controllo dei Governi sulla fertilità femminile e in una politica di diffusione mondiale di aborto, contraccezione e soprattutto sterilizzazione. Generalmente si crede che l’assunzione di questi diritti da parte degli organismi internazionali sia stata una conquista del movimento delle donne, ma dai documenti si evince con chiarezza che non è stato così.
Storicamente, il diritto alla pianificazione familiare è nato dalla pressione di potenti lobby antinataliste internazionali (per esempio la Fondazione Rockfeller), aiutate dalla volontà dell’Occidente di esercitare un controllo demografico sul Terzo Mondo. Basta consultare, in fondo al libro, l’ottima documentazione curata da Assuntina Morresi che dimostra quanto le associazioni di matrice eugenista abbiano inciso sulle politiche dell’ONU, attraverso ONG come, per esempio, l’IPPF.“
Consiglio di leggere tutta l’intervista perchè è illuminante delle idee della persona che dovrebbe occuparsi di questioni quali legge 40, legge 194.
Parlare male della Carfagna come della Brambilla è facile ed anche divertente. La Roccella, per niente vistosa, ha invece il curriculum a posto ma fa molto più paura. Non da appligli per tette mostrate o filmati in locali s/m ma scrive, pensa ed è nel posto dove poter mettere in piedi le sue idee che fino ad adesso circolavano solo nei newsgroup come rappresentanza del cattolicesimo piu’ retrivo e destrorso.
Però lei passa sotto silenzio anche se di sicuro farà molti più danni.




