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I blog sono pieni di cazzate ? 24 Giugno, 2008, 1:34

Posted by Annarella in Blogging, Fuffa 2.0, Realta', Riflessioni.
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Era un paio di giorni che volevo scrivere sto post. Più o meno da quando mi sono passate sotto il naso un po’ di tumblerate e ritumblerate del posto di Brodo Primordiale

Lui scrive: “Spiace dirlo, ma alla fin fine Formenti aveva ragione e io non lo avevo capito: di certe cose dovrebbe parlare solo chi ha la competenza per parlarne, tutto il resto è caciara. Ne discende che gli unici blog leggibili con profitto, e con un certo divertimento, fatte le debite e rare eccezioni, sono quelli che si occupano di fuffa. Per l’informazione, guarderei altrove.

Quello che sfugge a me di questo discorso è molto semplice: perchè uno dovrebbe tenere un blog dove dispensare le sue perle di conoscenza e di competenza. I blog che lo fanno, mi vengono in mente [Mini]marketing in italia o  Nicholas Carr(*) in Uk, sono comunque professionisti che scrivono articoli di settore e non amateur che si dilettano ad analizzare il mondo. C’e’ una competenza in quello che scrivono e ce’ un uso professionale della competenza.

Molto semplicemente se voglio la competenza, la professionalità, non la cerco nella blogosfera ma altrove. Se voglio un’analisi di mercato non vado a cercarmi il post ma un’analisi di Forrester o Gardner perchè quello è il loro mestiere.

Poi, da qualche parte, ci potrà essere l’analista che ne scrive ma di sicuro non nella maniera approfondita che utilizza nel suo lavoro, o perlomeno si spera.

Credo che il prinicipio sia questo per molti: esistono una sfera professionale ed una di cazzeggio e non è detto che la prima debba finire necessariamente su un blog. Un po’ perchè credo che la professionalità non possa e non debba essere free, un po’ perchè alcuni possono avere tutti i santi crismi del non-disclosure agreement.

Oggi come oggi non sarebbe professionale se qui facessi l’analisi di cosa vedo succedere lavorativamente. Non lo sarebbe per questioni di riservatezza e per questioni di professionalità.

Come molti penso che il bloggare, lo scrivere siano uno sfogo, un passatempo. A volte non hai la più vaga intenzione di sforzare il cervello e ti viene bene sparare cazzate, altre ti puoi anche prendere il lusso di andare oltre ed usare le meningi.

Sono spazi, momenti e tempi diversi. Come diverso è per ognuno lo scopo per il quale scrive. In Italia non abbiamo un Daily Kos o un  TechMeme ma non abbiamo neppure il sistema politico USA o la loro industria informatica.

Abbiamo un sistema culturale in cui continua ad esserci un elite e una massa ineducata o ignorante a prescindere dal titolo di studio. La blogosfera italiana, per quanto possa essere piena di stupidaggini, è ancora espressione di quell’elite. Un gruppo con ben precisi interessi culturali, politici e gusti.

Non è un caso che leggendo i blog sembra che tutto sia Linux mentre le corps continuano ad avere fior di infrastrutture Microsoft.  E giurin giurella che ne so qualcosa di infrastruttura lavorandoci.

Non è un caso che si continui a pensare al web 2.0 come unico salvatore della patria e degli italici futuri aziendali quando l’italica azienda media non rinnova il parco macchine da un decennio.  Mi parrebbe strano, anche se non improbabile, che vi fossero aziende very 2.0 con il sito enterprise, il viral ed i cazzi buffi affini ma con i pc che sono del pentium 200. Perchè la realtà è quella e non quella descritta dalla blogosfera.

La blogosfera parla di cosa conosce in realtà. Che poi conosca la fuffa o cosa racconta Techmeme è tutto un altro paio di maniche.

Di sicuro non le si può chiedere di essere quello che non è: un gruppo di professionisti.

(*) Indicato tra i blog tecnologici interessanti dal Financial Times

Annarella vs VfLab (2): la prima impressione 21 Maggio, 2008, 21:22

Posted by Annarella in Blogging, Fuffa 2.0, Realta', Riflessioni.
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Dopo le peripezie del primo tentativo di registrazione, alfin riuscimmo ad entrare. Ero curiosa visto che il lancio diceva “Post testuali e Video ci portano ogni giorno direttamente dentro Vodafone, nella vita quotidiana dei manager, dei pubblicitari, dei tecnici e delle persone che rispondono ogni giorno alle nostre domande.”

Al momento mi ricorda più un forum di fan dell’Iphone mischiati con gente che va giù di testa all’idea di stare in forum di VF. Un tecnico sparso, credo uno dei developer del sito, lancio sulla campagna di riciclo dei vecchi celulari, molto interessante anche se arriva qui con 2 anni di ritardo su altri paesi, e poi ?!?

In un momento in cui i fenomeni sono i tumblr o il twittering, sembra di essere entrati in un forum con un po’ di blog allegati. E’ talmente poco 2.0 da non lasciar creare un profilo con riferimenti a OpenId o indirizzo del blog o di Twitter. E’ come se il fuori non esistesse. Pare che questo arriverà in seguito ma adesso non c’è. In più pochissima possiblità di interagire se non tramite i commenti o i forum, innovazione spaziale scrivere su un forum mi chiedo quante persone ci abbiano lavorato per pensarla.

Come se si entrasse sul blog aziendale di Vf Italia, solo che l’han chiamato community.

Sarà la beta testing phase ma di 2.0 ci sono la grafica e poco altro. Buono se amate i cellulari o siete fan di Vf ed avete meno di 25 anni, ad occhio il target è quello.

Dalla più grande telco, da chi ha saputo tirar su un sito interessante come BetaVine, da un ambiente dinamico ed altamente innovativo, mi aspettavo di più.

Al momento voto 4. Da ricontrollarsi con l’aggiunta di nuove feature.

Le avventure di Annarella vs Vflab 20 Maggio, 2008, 20:57

Posted by Annarella in Cazzeggiando, Fuffa 2.0, Life, Universe and Everything, Vodafone, telco.
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Quando ho visto una mail giungere da ZZUB per propormi di effettuare una campagna per VfLab, il mio cuore di test manager ha avuto un sobbalzo e gioito e mi sono detta “E’ la volta buona che provo a farne una”.

Mettiamola cosi’: qualcuno disse che se c’era la possibilità di vedere un errore bizzarro, strano o catastrofico io ero nei paraggi. Ora, pur sapendo che il sito era stato testato un po’ o semi-testato o provatuccio, sapevo che qualcosa poteva succedere.

Detto ciò sapevo che, a prescindere da cosa fosse il contenuto, il contorno era tale da promettere divertimento.

Infatti:


A proposito, se casualmente qualcuno di VF passasse di qui è un problema di Java o, per l’esattezza, “java.lang.StackTraceElement;@c4e2a”

Visto che l’errore è critical e show-stopping, rimango in attesa che qualcuno mi dica quando si può provare e il ticket è in stato “Solved”

A quel punto partirà la seconda puntata di Annarella vs VfLab e magari capirò anche di cosa si tratti.

Il dubbio che mi rimane è “Ma alla fine mi fate vincere almeno una cena col French Boss o Figone?”

O, meglio, se mi dite che come test user ci sono loro nella community, mi iscrivo 8 volte.

Parliamo di notizie serie 14 Maggio, 2008, 22:40

Posted by Annarella in Fuffa 2.0, Lavovatovi, Life, Universe and Everything, Realta', Riflessioni.
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C’e’ una cosa che mi stupisce dell’italico mondo: la molta attenzione ai fenomeni consumer, la poca attenzione ai fenomeni di business serio. Molto serio.

Prendiamo questo: Hp compera EDS. Ora sono perfettamente convinta che un sacco di gente sappia cos’è HP ma pochissimi sappiano cosa sia EDS. Nulla d’importante nel grande mondo gadget oriented, qualcosa di importantissimo nel mondo informatico visto che è la più grande società di servizi informatici al mondo.

E, per fare un esempio, se foste inglesi e utilizzate Vodafone, i server su cui girano i sistemi di fatturazione sarebbero gestiti da EDS.

Fin qui la notizia e le spiegazioni di chi siano le parti e cosa ci sia in ballo: un sacco di business, soldi, quasi 100 mila persone, sistemi sparsi in tutto il mondo. Qualcosa di assolutamente non glamour perchè ICT non è per nulla glamour ma sono le infrastrutture che supportano il business.

Posta elettronica, sistemi di monitoraggio, data center, sistemi di storage, data base, reti. Il cuore del dell’informatica è questo. Il grande business in informatica è questo.

Apple può produrre il cellulare più figo della terra ma poi da qualche parte avrà un banale, noiosissimo data center dove vengono effettuate le fatturazioni in maniera molto traditional senza touch screen ed ammenicoli vari. Qualcosa di molto banale ma estremamente importante perchè senza quello i soldini che arrivano dall’Iphone non li conta.

Stessa storia per H3G o Vodafone o Tim che siano. Da qualche parte c’è una lussureggiante area detta marketing che pensa a prodotti, offerte, tariffe ecc. Da qualche altra parte c’è un’area no-frill detta ICT che conta i soldini, fattura, aiuta il marketing ad inviare quelle 13.800 mail ed installa i portatili da cui le mail vengono inviate. In alternativa configura i BES (Blackberry Exchange Server) per fargliela arrivare sui BB.

Questo è ICT e qui l’acquisizione di EDS da parte di HP conta. Molto di piu’ di qualsiasi cellulare strafico od altro, molto di più di qualsiasi fuffa si possa produrre. Qui contano cose tipo uptime, SLA, KPI.

Per fare un esempio: se non funziona un gadget a meno che sia il BB di qualche top-very-top-manager, i tempi di soluzione sono biblici. Se non funziona la posta elettronica dopo 10 minuti hai tutto il top management in preda ad isteria mentre si cerca affannosamente il capro espiatorio da crocifiggere in sala mensa.

Di tutto questo si parla sempre pochissimo e sempre in maniera molto fluffy o settaria. Ad esempio nessuna grande azienda effettua scelte monosistema. Da nessuna parte sui grandi progetti ci si mena perchè Linux o Apple sono plus fighe di Microsoft. Sui grandi progetti si selezionano le piattaforma sulla base di standard, contratti enterprise. Se c’e’ un Apache è perchè c’è una scelta tecnologica e di business non perchè è arrivato il blogger pro-open a dire che è fico-open-web20-buzzword a scelta.

Malignamente mi verrebbe da dire che nessun blogger conterà mai una beata mazza su un progetto serio a meno che conti qualcosa nello specifico progetto. Non conta il buzz, contano le specifiche.

When the game get’s tough, only the tough come out to play ovvero, come diceva un’immortale traduzione: quando il gioco si fa duro, i duri vanno a pisciare. Oppure si comprano EDS.

Le conversazioni dall’alto 23 Aprile, 2008, 13:43

Posted by Annarella in Blogging, Diaristica, Fuffa 2.0, Lavovatovi, Riflessioni, Vodafone.
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Lo spunto è il post di Mantellini sulle dinamiche d’invito ai vari eventi mediatici.

Un paio di anni mi è successo di gestire la parte tecnica di un press event. Massima allerta a tutti i livelli aziendali, stante i nomi coinvolti, e massima attenzione a che tutto funzionasse senza intoppi.

Mi ricordo le presentazioni del mega-top-di-multinazionale e le domande dei giornalisti/blogger coinvolti. Ricordo qualcosa di spettacolare a livello di richieste di informazioni? No, erano piu’ attratti da cosa era la notizia, l’avvento di dvbh, che dalla presentazione di un progetto che coinvolgeva ad altissimo livello tre colossi quali Ms, Sony e Vodafone ed era il primo di convergence fatto da quel livello di multinazionali sul piano mondiale.

In molti casi, fossero newszine o blogger o giornali on-line, cosa venne pubblicato fu quanto era stato scritto dal marketing. Nulla di piu’ e nulla di meno.

Era una conversazione dove tutto era stato deciso dall’alto: tema, partecipanti, cosa fare ed il menu’. Niente lasciato all’improvvisazione.

La stessa cosa sta adesso avvenendo con gli inviti ai blogger: si crea la notizia con tizio che dice “ci vediamo là”, caio che tira giu’ i santi per il modo in cui sono stati fatti gli inviti, sempronio che chiede l’invito. Si parli di Ballmer, Gore o Santa Petronilla da Castrignano ormai il copione e’ gia’ scritto.

E’ tutto deciso dall’alto, incluso il copione di scazzi e bestemmie nella blogosfera. Rispetto a due anni fa all’evento a cui lavorai non vedo differenze perchè l’obiettivo non è incontrare quelle strane cose dette blogger ma far parlare di qualcosa.

Sia essa la nuova tv o qualcosa nuovo che tira fuori Microsoft. Cambia unicamente che al posto di “giornalista” o “invitato” si parla di blogger.

I blogger riscrivono a loro volta la nota stampa distribuita ? Si e no. Nella nota stampa non compare l’invito degli amichetti che ci sono, delle solite facce che andranno alla conferenza. Non compaiono le note di colore e, soprattutto, si parla di un prodotto/evento.

Nella recensione blogger si parla poco del prodotto, moltissimo de noatri. La recensione è autoreferenziale, da pochissimo valore aggiunto e nella maggior parte dei casi non permette di capire cosa sia stato detto.

Il dubbio è che nessuno di chi dirama gli inviti legga preferendo concentrarsi su classifiche od altro.

A chi serve questo? Ai blogger invitati che fanno networking, alle aziende che fanno le faighe vedendo il tutto molto 2.0, ai caterer che fatturano. Di sicuro serve pochissimo ai lettori che non ne avranno nulla di speciale, a volte non arrivando neppure a capire cosa è stato detto.

Le conversazioni che scaturiscono sono dettate dall’alto, è qualcuno che decide di cosa si parli. Ma l’oggetto principale è e sarà sempre chi c’è ma cosa si fa a fare. Cosa conta non sarà neppure di cosa ci si occupi, da Ballmer c’è gente che si occupa di gastronomia, ma quanto le aziende di PR pensino quella persona possa far parlare.

Dal basso non è partito nulla, prorpio nulla. Abbiamo creato la figura del blogger presenzial-professionista ma perso le conversazioni dal basso. Perchè l’unica possibile diventa sulla modalità partecipativa.

Quello conta alle varie sfere, ai vari glifi sociali. Tutto il resto, fosse una presentazione di Agent Provocateur o di storage della Sun, è assolutamente secondario.

Ai signori PR: nel caso di presentazione di Agent Provocateur mi candido, Per i gadget che mi suonerebbero interessanti.

Il nuovo sito di Dilbert 23 Aprile, 2008, 13:01

Posted by Annarella in Cazzeggiando, Fuffa 2.0, Tennologie.
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Sono pienamente d’accordo con il commento di qualcuno chiamato mpettigrew sul blog di Scott Adams a proposito della nuova release del sito di Dilbert:

Sorry folks. I think you’ve got the comic bit of the site wrong - all I want to be able to do is see the comic every day, and check past comics when I’ve missed one. It’s become horribly complicated. Did the pointy-haired boss have anything to do with the design?

Ad occhio e’ uscito il peggior incastro di fuffa, cazzate 2.0 e tennologie faighe che abbia visto negli ultimi anni. Talmente incasinato che non si riesce a trovare le vecchie vignette o a farle uscire in ordine temporale.

Avendo perso le vignette degli ultimi due giorni …

PNL e sai come fuffi 6 Aprile, 2008, 0:26

Posted by Annarella in Fuffa 2.0, Lavovatovi, Realta', Riflessioni, Tennologie.
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In uno dei vari commenti apparsi in giro sul napoleonico di Telecom si faceva riferimento al discorso tenuto come “esempio di utilizzo della PNL”.

Ora di PNL ne sapevo veramente pochino tranne avere visto i risultati su una persona che, al termine di un corso, appariva come un incrocio tra uno rincoglionito del tutto ed un testimone di Geova. Se il corso era su come comunicare, e’ riuscito a comunicarmi qualcosa ossia che prima era molto meglio.

Dopo avere affrontato la lettura di un manuale, mi sono convinta che sia un fantastica fuffa impacchettata bene e venduta a prezzi d’oro. Il manuale letto da moi, procurato attraverso Torrente Shop, si riferisce ad un corso che, nel 2002, veniva 4.900 dollari. Cio’ porta a pensare che, pur non essendoci uno straccio di prova che funzioni, economicamente e’ un successo.

Dal manuale e da cosa ho letto fino ad adesso, ho appreso che l’acqua calda e’ calda però messo giu’ in parole altisonanti e parascientifiche. Ad esempio, dicono che bisogna parlare alla gente al posto di decidere cosa pensa di te, e per sapere cosa realmente intenda occorre domandarglielo. Incredibile, in un corso di comunicazione ti dicono che per comunicare devi aprire la bocca e parlare con l’altro.

Oppero’. Un’informazione innovativa e rivoluzionaria. Pensavo che un dialogo vis-a-vis si facesse leggendo telepaticamente nella mente dell’altro.

Che poi sia comune che la gente assuma delle cose sulle persone che ha davanti, e’ un conto, scrivere 3 pagine per denunciare la cosa come “bad communications” parmi un tantino esagerato. O meglio no, parmi normale considerato che su una roba del genere ci saranno due ore di corso.

L’altra cosa che ho appreso riguarda l’ascoltare. A seconda di cosa dico debbo tenere conto delle reazioni dell’altro. Anche qui siamo a livello di “se si cammina sotto la pioggia e non si usa l’ombrello, ci si bagna”. Fantastico. Questi chiamano una cosa comunemente detta “fare attezione all’altro ed ascoltare” come “La legge del requisito di varieta’” essa recita “La comunicazione responsabile e’ dove noti che risposta stai ottenendo e adegui il tuo comportamento di conseguenza

Non ho idea se io sia un comunicatore responsabile, irresponsabile o che accidenti ma ho ben chiaro che se sto parlando con uno sara’ meglio faccia caso alle sue reazioni . Credo si chiamo buon senso. Se parlo al fidanzato e noto che questo sta iniziando ad avere uno sguardo omicida, o sono intenzionata a chiudere oppure sara’ il caso che mi fermi o cambi strategia.

Se poi sto parlando ad uno grosso, tanto grosso, e vedo che si sta innervosendo, il cambiare strategia di comunicazione fa parte di quella cosa detta “istinto di sopravvivenza”.

E a tutto cio’, MIRACOLO, ci sono arrivata senza fare il corso, semplicemente usando la testa.

E fin qui siamo nella fuffa generica. Poi arriva la fuffa specializzata dove ci si rende conto che le persone non conoscono il significato delle parole che usano.

Se uno ha bisogno di spendere tutti quei soldi per sapere che usando il presente indichi una cosa ed usando il condizionale un’altra, non stiamo parlando di pessimo comunicatore ma di uno che non ha studiato la grammatica della propria lingua. Se il condizionale indica un’azione ipotetica ed l’indicativo presente un’azione in corso, usare il condizionale per indicare un’azione in corso indica più che altro che non si conosce l’italiano/l’inglese o quale altra caspita di lingua. Oppure abbiamo davanti qualcuno che usa sostanze psicotrope e neppure offre.

Se il significato delle parole e del linguaggio deriva da convenzioni condivise per cui tavolo indica un oggetto ben preciso o conosco il significato di tavolo o non sono in grado di comunicare il concetto che ci sta dietro.

E tutto questo continua ad essere frutto di una cosa che si chiama “buon senso” unita ad un’altra detta cultura generale.

Ora, guardando sul sito dell’associazione italiana di PNL, se tutta quella gente sente il bisogno di fare un corso per scoprire l’acqua calda, la cosa mi pare inquietante, a parte darmi una pessima idea della loro cultura generale.

Praticamente mi stanno comunicando che non sono in grado di prestare attenzione all’altro senza che glielo spieghino e non conoscono l’italiano. E visto che non conoscono l’abc della socialità e le regole grammaticali della loro lingua, spendono migliaia di euro per fargli apprendere qualcosa che avrebbero dovuto imparare entro i 4 anni, i fondamenti della socialità, e alle elementari, grammatica italiana di base.

A questo punto non stupiamoci se uno non e’ in grado di distinguere Austerlitz da Waterloo. Se ha fatto un corso di PNL, non era neppure in grado di distinguere un condizionale da un indicativo presente.

Delle slide non si getta mai via niente 2 Aprile, 2008, 22:21

Posted by Annarella in Fuffa 2.0, Lavovatovi, Realta', Riflessioni.
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Su questo portatile da cui scrivo, sono alloggiate quasi tutte le slide e gli xls che ho ricevuto negli ultimi 3 anni. Non ne ho mai gettata via una. Qualcuno si potrebbe chiedere perche’ mi tenga circa 4 GB di fuffa, xls colorati, documenti strani e cosi’ via. La risposta e’ molto semplice: riciclo.

Ho appena spedito un documento che, scritte a parte, era il riciclo di circa 8 documenti diversi. Stile, disegni, grafici ecc. Tutto santamente riciclato. Detto onestamente sfido a trovare qualcuno che, dovendo fare delle slide per lavoro, non si dedichi alla sacra e doviziosa arte del riciclo.

La fuffa e’ come il porco, non si getta mai via niente. Ora pensate che allevamento di fuffa possa avere una che e’ stata per ben tre anni in fuffaland, su progetti dove vi era gente che non avrebbe saputo distinguere uno Unix da un sistema Windows ma per colororare gli Excels era un genio. La fuffa che alloggia qui e’ internazionale, selezionata e costosissima. Signori che costavano dai 2 mila ai 3 mila euro al giorno, non sto scherzando, hanno contribuito a tirare su questa selezione di slide colorate, excel e torte di cui vado orgogliosissima.

Il secondo punto si chiama PMI e la metodologia di progetto. Ho avuto la fortuna di lavorare con gente che il PMbok o Project Management Book of Knowledge se lo girava sulla punta delle dita (vedi French Boss). Fare il corso per la certificazione è stato utile per ritracciare cosa facessero loro ma tutta la massa di documenti che mi hanno passato e cosa ho visto fare a loro è stato il massimo perche’ mi ha mostrato in pratica cosa fossero tutti quei 72 flussi o, perlomeno, un buon numero di essi.

Ora, detto onestamente, se proprio dovessi preferisco perdere un po’ di mp3 ma non quelle slide/documenti ed altro. Gli mp3 li recupero, i documenti no. Sono pezzi di un corso professionale ad altissimo livello fatto sul campo, pagato a prezzo di sangue. Fare il Pm, perlomeno in Italia, viene troppo spesso interpretato come mettere assieme una serie di parole, fare un gantt e fottersene di tutto il resto dimenticando che il PM e’ quella persona che mette assieme i pezzi, cercando di portare a termine un progetto secondo i requisiti del committente all’interno dei tre constrain: budget, qualita’ e tempi.

Il mio lavoro e’ far si che si arrivi ad un obiettivo entro i tempi ed i costi previsti garantendo la qualita’ richiesta. Non e’ compilare documenti, scrivere in italo-inglese e compilare campi di MS Project. Farlo debbo farlo ma sono strumenti, atti formali.

Il vero fuffing PM all’italiana lo riconosci in questo modo:

  1. E’ convinto che end-2-end significhi essere responsabile anche dell’accensione delle lampadine e della pulizia dei bagni perche’ lo/la impatta
  2. Sa che un progetto si basa su tempi ma ha dei seri problemi quando si finisce su questioni tipo scostamenti, baseline. Si evita per pieta’ di parlargli di critical path perche’ potrebbe scambiarlo per un sentiero duro da percorrere o un piatto esotico
  3. E’ convinto che nulla sostituisca un buon excel. Nel dubbio usera’ Excel anche quando sarebbe piu’ comodo usare Word o qualsivoglia altro strumento. I suoi excel saranno dei mattonazzi da mega peccato che siano o incomprensibili o inusabili
  4. Scrivera’ mail delle dimensioni di un romanzo. Per dire una cosa tipo “Ciao Giovanni, aprimi le porte X sul firewall da XXX ad YYY”, spedira’ 4 kb di mail. Giovanni la leggera’ e si chiedera’ cosa volesse dire
  5. Outlook sara’ il suo strumento principe. Toglieteglielo e si suicida. Stessa cosa per le conference call o le riunioni. Datele/gli una riunione e sara’ felice. Come ebbe dire uno che conoscevo “D’altronde e’ sempre meglio che lavorare”
  6. Sara’ refrattario a qualsiasi segno di ironia o leggerezza. Lasciamo stare di buon senso.

Ho amato il French Boss dal giorno in cui mi scrisse “Do per scontato che tu sappia cosa vuol dire fare il pm, per cui non staro’ a fare i soliti blah blah sull’importanza della cosa”. Volevo rispondergli “SPOSAMI!” ma non sono sicura che le altre 99 persone in copia avrebbero capito. D’altronde come si fa a non amare, o odiare dipende da che parte stai, uno che scrive “Your time to shine and show what you can do has come” ad uno su cui sta discendendo come un falco ?

Moi lo chiama “avere le palle”. Ne ho visti pochi, talmente pochi da essere memorabili.

Peggio che la droga 29 Marzo, 2008, 0:14

Posted by Annarella in Fuffa 2.0, Piaceri, Tennologie.
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Dopo un po’ di mesi di latitanza, sono tornata su Twitter. Premetto che mi ero praticamente disintossicata. Ero perche’ pare essere piu’ difficile di smettere di fumare.

Anzi, ad essere onesti, la cosa funziona esattamente come con il fumo: se non lo apri, non ci pensi. Se lo apri, passato il primo momento di rilettura cose, ricominciti a farti prendere, a rispondere,a seguire link e persone.

Non ho mai capito molto le discussioni su “famolo ristretto” o “famolo allargato”. Per me e’ sempre stato uno scatolone da riempire di cose, un po’ come si fa con la dispensa od altro. Mi ha dato la visione su mondi diversi e su cose diverse.

E ha fatto si che scrivessi sto pezzo in cui sembro Leary che parla dell’acido. Adesso ci metto anche una bella citazione di Blake ed il tossico-post e’ perfetto:

If the doors of perception were cleansed every thing would appearto man as it is: infinite.
For man has closed himself up, till he sees all things thro’ narrow chinks of his cavern
” (Blake, The Marriage of Heaven and Hell, Plate 14)

Protetto: Ancora niu eiger 29 Febbraio, 2008, 18:42

Posted by Annarella in Fuffa 2.0, Italica.
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