Voli e spese 5 Luglio, 2008, 11:39
Posted by Annarella in Realta', Viaggi.Tags: tasse aeroportuali, Voli
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Shopping girl 7 Maggio, 2008, 19:50
Posted by Annarella in Diaristica, Femminile-maschile, Italica, Riflessioni, Viaggi.Tags: Harrod's, Oxford Street, Selfridge, Toms
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Questa non è una via da prendere alla leggere. Questa è una via da pro dello shopping dove o uscite piene di sacchetti fino alle orecchie e le ustioni da carta di credito sulle mani o affronterete un difficile esercizio di autodisciplina, carattere ed ascetismo e non comprerete nulla pur ammirando molto.
Non tanto per i vari negozi che trovate ovunque quanto per Selfridge. Se Harrod’s mi è sembrato una sorta di fiera per turisti e sauditi danarosi, Selfridges e’ il lusso sfacciato, arrogante ma anche colmo di splendide cose e bellezza.
Il reparto scarpe è da bava alla bocca e lo dico piangendo un paio di ballerine di Azzedine Alaja che erano la perfezione mettendo assieme la perfetta morbidezza, la pelle trasformata in un merletto ed un prezzo che teneva lontana qualsiasi tentazione a meno di essere Carrie dotata di Mr Big o pazza furente. Non so il prezzo, ho preferito salvaguardare le mie coronarie.
Vicino Jimmy Choo, Martin Margiela e Dries Van Noten. Detto papale le scarpe meno interessanti erano quelle italiane, tutta fuffa e distintivo ma nulla che facesse urlare al miracolo.
Scarpe a parte, ho visto cose che voi umani: shopper di categoria pro uscire con 6 paia di scarpe dopo aver pagato con American Express Platinum, ragazzine afro in sovrappeso chiedersi se una gonna adatta a qualcuno altissimo e magrissimo potesse donarli e sentirsi dire, da un gran bel signore che passava, “Decisamente no”, lusso e ancora lusso e tantissimo lusso.
E ho incontrato le Toms e me ne sono innamorata. Costose espadrillas che regalano un paio di scarpe ad un bambino quando le comprate. Cosi’ avrete speso l’impossibile ma vi sentirete tanto bbuone.
In piu’ volete mettere il sacchetto di Selfridges a confronto con la borsa da turista di Harrod’s ?
Scarpe a parte, da River Island ho trovato un paio di pantaloni perfetti. Quel genere di pantaloni di cui v’innamorate a prima vista, vi stanno a perfezione e non togliereste mai.
Un’ultima cosa: quando comprare a Londra ti sembra conveniente, vuol dire che qualcosa in Italia non funziona nei prezzi. Perchè ormai siamo quasi alla pari, peccato che loro abbiano quel 30-40% in piu’ di stipendio.
Aldgate - Orton Street 7 Maggio, 2008, 19:35
Posted by Annarella in Riflessioni, Viaggi.Tags: East End, Londistan, Londra
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Londonistan la chiama qualcuno. Siamo nell’East End, appena dietro Liverpool Street eppure sembra di essere a migliaia di chilometri dalla city.
A primo impatto ho pensato di essere finita in una scena di “East is East” e dopo due giorni in un albergo in pieno centro, direttamente su Strand, era ancora più sconvolgente. Per inciso ero l’unico turista italiano, finito li’ per essere comoda a Liverpool Street e a prendere il treno alle 5 del mattino
Un quartiere dove ti trovi ad essere minoranza e proiettata a migliaia di km, tra decine di ristoranti che servono tutti “la miglior cucina indiana”.
Mi ha dato l’impressione di un posto dove, sotto l’apparente placidità, i mondi si sfiorano ma difficilmente si toccano. Indiani con indiani, inglesi con inglesi, caraibici con caraibici. Si dividono lo spazio ma non lo condividono.
La seconda cosa che mi ha colpito e’ stato che il numero di donne velate viste e’ decisamente minore qui che nei quartieri centrali. Quanto di piu’ pazzesco abbia visto è stato un gruppo di bambine, eta’ tra i 4 e gli 8 anni, avvolte in strati di tuniche e velate. Come se vi potesse essere necessità di nascondimento o accenno di impudicizia in bambine che stavano svolgendo le loro mansione principale: crescere, giocare, essere bambine. A meno di essere decisamente malati erano immagini d’infanzia che giocava.
Londra - Marmi del Partenone - Processione 7 Maggio, 2008, 19:25
Posted by Annarella in Riflessioni, Viaggi.Tags: Londra, Partenone, British Museum
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Once was there … 7 Maggio, 2008, 19:20
Posted by Annarella in Lavovatovi, Viaggi, telco.Tags: Londra, Strand
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NOOOOOOOOOOOOOO! 30 Aprile, 2008, 18:10
Posted by Annarella in Lavovatovi, Viaggi.Tags: Voli, cellulari
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C’era un momento fantastico, bellissimo, uno spazio libero da gente che se la menava con la zia, la cugina, l’amico, riunioni e pasticci vari. Era il volo aereo.
Adesso vogliono togliere il divieto.
No, vi prego, non oso pensare cosa possano diventare 8 ore di volo intercontinentale con la tizia vicina che sta contando all’amica di come il suo ex la trombasse.
Spero che almeno le tariffe in volo saranno da paura.
Aggiornamento: le tariffe doverebbero essere di 3 euro al minuto e pare non sara’ possibile telefonare se non a turno. Ho il dubbio che 10 euro al minuto potrebbe essere meglio.
Se cerco Revello su Flickr 27 Aprile, 2008, 21:31
Posted by Annarella in Cazzeggiando, Viaggi.4 comments
Mi esce questa signorina americana. Mi escono anche foto di Londra, Firenze, Venezia. E tantissime foto di Ravello.
Potenza dei tag e di un typo per cui un piccolo paesino del saluzzese diventa una specie di wildcard borgesiana che ti porta in tutto il mondo. Dal cuneese a Los Angeles, da Positano a Londra
To read you soon 26 Aprile, 2008, 14:37
Posted by Annarella in Cazzeggiando, Piaceri, Viaggi.add a comment
Moi va in un posto che si chiama cosi’ ma non è in California.

Originally uploaded by smtmem
Il posto è questo:

Ritorni a casa 24 Marzo, 2008, 23:57
Posted by Annarella in Lavovatovi, Viaggi.Tags: Alitalia, Malpensa, Voli
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In questi giorni si sente molto discutere di Alitalia e di quanto sia importante salvare Malpensa. Cosa ci sia da salvare in Malpensa lo ignoro anzi se qualcuno me lo spiega, sarei lieta di capire.
Quella sotto è la cronaca di un ritorno da Londra a Torino passando per Malpensa. Il post è del novembre 2005 ma, anche lo scorso anno, non ricordo di avere visto innovazioni spettacolari o un aumento esponenziale della comodità del sito.
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Lo ammetto: sono quasi sempre tornata da Londra usando Ryan Air e altrettanto ammetto di essermi sempre trovata bene, avere subito una volta sola un ritardo e di essere tornata a casa ad ore quasi umane, al massimo alle 10 di sera. C’e’ un aereo solo che la sera raggiunge Torino ma ha la straordinaria tendenza a partire in orario e addirittura a recuperare sui tempi.
Ieri sera, per la prima volta in vita mia, mi e’ successo di tornare dall’Inghilterra usando un volo British Airways. Questa e’ una mia ufficiale dichiarazione di scuse nei confronti di Alitalia e di qualsiasi cosa possa avere detto o pensato perche’ ho trovato di peggio. [**]
L’aereo doveva partire alle ore 18.40 inglesi e sono arrivata all’aereoporto con largo anticipo. Heathrow non e’ piccolissimo e il terminal 1 ha le dimensioni di un aereoporto intero di altri paesi con una sfilza di gate distanti km l’uno dall’altro. Se poi ti traini dietro una valigia ed hai un portatile sulla spalla diventa ancora peggio. Se la valigia l’hai riempita di shopping vario, sei a livello di esercizi da palestra e quando arriverai all’imbarco avrai fatto quelle due ore di palestra necessarie per smaltire tutte le eventuali schifezze ingollate durante la giornata [Leggi Cornish Pastries pagate a prezzi folli tipo 4 sterline, la sola idea di rimangiarne una mi provoca un attacco di gastrite].
Tutta questa lunga premessa per dire che il gate dal quale parti non e’ chiarmente indicato sul biglietto come succede di solito in tutto il mondo ma e’ a sorpresa e lo saprai dai monitor. Ufficialmente dovresti saperlo circa 40 minuti prima ma la questione e’ piu’ simile ad una botta di fortuna che altro.
Per qualche ragione mia ero convinta che il volo per Malpensa partisse dal gate 50 e li’ mi sono diretta. Ho fatto quel paio di km a passo di carica e ho iniziato a cercare di capire. Arrivo e scopro che avevo preso una cantonata pazzesca. Chiedo ad una gentilissima hostess che mi spiega che in realta’ partiva dal gate 30 ossia dall’altra parte del terminal.
Mi ricarico la mia mercanzia e, sempre a passo di carica, riparto verso il terminal 30 dicendo cose poco gradevoli sull’organizzazione dell’aereoporto. Nel frattempo trovo un monitor dove non viene detto se il gate sia confermato ma, in compenso, avvisa che l’aereo partira’ con 40 minuti di ritardo. Altra serie di parolacce ma cmq vado verso il gate.
Arrivo e scopro di dover rifare check in come se non fossero bastati 3/4 d’ora di coda a quello principale. Ora quale sia la differenza tra un volo che va a Roma ed uno che va a Milano non la so e neppure riesco a capire perche’ nel primo caso non vi siano altre barriere e nel secondo caso si.
Arrivo al gate e scopro che vi e’ annunciato il volo per Cape Town e vi parte South African. Chiedo alla hostess presente se, per caso, dopo vi parta il Milano e la signora mi dice che non sono affari della sua compagnia e di tornare indietro al punto di partenza. Informo la hostess che con un check di mezzo vedo la cosa pelosa e la signora mi risponde che non sono affari della sua compagnia aerea e di informarmi presso un banco dove vi siano hostess della mia. Giro sui tacchi annunziando a mezzo aereoporto le caratteristiche psico-fisiche die parenti della hostess e di cosa pensi di essi risalendo per 4-5 generazioni.
Trovo un banco della BA e mi rassicurano che il gate e’ quello giusto ma il mio aereo parte dopo. Nel frattempo il ritardo e’ salito ad un’ora per arrivare a 90 minuti totali.
Arriva finalmente il tanto sospirato imbarco e scopro che viaggero’ con l’internazionale shampiste. Magari non lo erano ma quella era la professioen che mi veniva alla mente. All’imbarco una delle shampiste si ferma un attimo e passo io. La signorina si altera iniziando a lamentarsi della gente che salta il turno. Ricordo alla signorina che i posti sono assegnati per cui non c’e’ bisogno di fare le corse per arrivare a destinazione.
Tralascio il passaggio in autobus che aveva caratteristiche da costoso carro bestiamo. Arrivo in aereo e scopro di avere un vicino di sedile odoroso con cotanta ascella pezzata che fa si che oggi io abbia delicate meches bionde dopo 90 minuti di volo.
Finalmente, con un’ora di ritardo, si arriva a Malpensa. Malpensa e’ un aereoporto costruito nel centro di niente e dotato della stessa attrattiva di un mall piazzato nella Valle della Morte. Alle 22.30 ricorda la valle medesima solo che appare meno vitale.
Esco per andare a cercare un taxi che mi porti a Novara essendo gli altri mezzi di trasporto inesistenti. Scopro che i taxisti presenti hanno la cortesia di un gruppo di bovari con un ascesso e la simpatia dell’ascesso medesimo. Per trovarne uno che facesse la corsa ed accettasse carte di credito c’ho messo 15 minuti.
Arrivo a Novara, pago ed entro in stazione. Sui monitor annunciano il trneo per Torino in ritardo. Peccato: il treno per Torino e’ appena passato e mi toccano due ore di attesa per il prossimo.
Se Malpensa appare un deserto disabitato, la stazione di Novara alle ore 22 ha la vitalita’ di un cimitero abbandonato dove non vi e’ nulla di aperto e neppure la possibilita’ di prendere un caffe’ per cui mi toccano due ore di attesa sonnecchiando su una sedia e sognando un caffe’ o un bicchier d’acqua.
Finalmente arriva l’ora di passaggio del treno ed una pattuglia di disperati si fionda sul binario annunciato dai monitor. Arriva un treno che pare tanto essere un locale senza contare che, discese un paio di persone, le luci ed i motori si spengono. Stupore collettivo mentre tutti si domandano dove sia finito il treno che dovevamo prendere. Mentre siamo impegnati a porci queste domande annunciano il suddetto treno su un altro binario. Tutti partono di corsa e finalmente riesco ad andare verso casa.
Naturalemnte il treno andava a bradipo lento ed e’ arrivato con un simpatico quarto d’ora di ritardo.
Ore 3 entro in casa. Da Londra all’Italia ho impiegato 90 minuti. Da Malpensa a casa 4 ore. Che bello essere di nuovo in Italia.
[**] Amo Alitalia come un calcio negli stinchi.
Early Birds e voli 12 Marzo, 2008, 11:12
Posted by Annarella in Piaceri, Viaggi.Tags: early birds, Low-cost
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Ho appena prenotato il volo per andare in vacanza. Non ho la piu’ pallida idea se la data o la destinazione saranno proprio quelle. Nel peggiore dei casi ho perso 10 euro di costo del volo A/R, nel migliore arrivo sul posto con quella cifra.






