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Oziose considerazioni di un ozioso su questioni di banche
Nota: le mie sono oziose considerazioni senza alcuna pretesa. Troverete pochi link e qualche riflessione
Quattro anni fa, ai tempi del fallimento di Lehman Brothers e dei grandi casini finanziari del 2008, fu tutto un blah blah su come il mondo finanziario andasse riformato, di come alcune pratiche andassero evitate, mai più bonus milionari in mancanza di risultati e vai coi carri.
Tutto un blah blah blah su testate altisonanti e blasonate.
Le banche ricevettero un bella massa di fondi, a pagare furono i contribuenti americani.
Anno 2012.
Stasera, dopo aver sentito le notizie su 100 miliardi di euro concessi dall’Unione Europea, leggo questo su FT: “Spanish banks, in particular, used the cheap cash to load up on Spanish sovereign bonds, which has only redoubled the link between the financial sector and the government. “
Come nel 2008 ho risentito tutta una serie di blah blah su “questo sistema non funziona, riformiamo il sistema” da parte di blasonate testate ecc
Come nel 2008 i fondi arrivano dalle tasche dei contribuenti.
Come nel 2008 son sicura che, non appena passata la buriana, i bonus dei banchieri spagnoli saranno di notevole entità
Oziosamente, avendo visto oggi a quanto ammonta la mia IMU e non escludendo un lieve giramento di gonadi, mi domando fino a quando l’economia reale dovrà correre in soccorso dell’economia fantasy e dei giochi finanziari.
Altrettanto oziosamente mi domando quando le tanto richieste modifiche, riforme del mondo finanziario passerano dal mondo dei desiderata a quello delle cose diventate realtà.
I master of the universe spagnoli stanno venendo salvati da 100 miliardi di euro. Ciò dovrebbe servire a salvare la stabilità di tutti.
Rimane il fatto che, oggi come ieri, sentiamo parlare di una qualcosa talmente esoterico e astratto da far domandare se esista ancora un legame con la realtà.
La mia oziosa impressione, ieri come oggi, è che non siamo più di fronte a realtà che funzionano secondo regole economiche o matematiche ma su trucchetti, giochetti e totale irrazionalità.
Domani sono i mercati, il secondo grande giocatore che impatta sulle nostre vite. Il grande giocatore che non risponde più a regole di economia reale ma di emotività pura.
Basti vedere cosa succede quando arriva la notizia che l’azienda X è sotto gli obiettivi trimestrali dello 0,5%.
Tradotto in ragionamento su economia reale vuol dire che l’azienda è cresciuta ma meno di quanto si era prefissa. Tradotto in reazione di mercato è come se l’azienda fosse finita vicino al fallimento.
Uno scollamento totale tra realtà e reazione, la seconda basata su pura reazione emotiva.
A me oziosamente meditante rimane una cifra reale da pagare e tutto il resto, in questa mia oziosa visione, pare essere diventato una folle reazione alchemica dovuta a qualche esoterico gioco.
E, suppongo, è questo che rende questa crisi così difficile: il fatto che non capiamo e difficilmente avremo gli strumenti per capire.
Taxisti e finanza
Leggevo Forbes riguardo alle dichiarazioni di Soros (non una solita crisi finanziaria) e mi ponevo domande. Le stesse che mi ponevo oggi in taxi, mentre sentivo per radio un dibattito su finanza e crisi.
E mi veniva in mente cosa mi racconto’ due anni fa un taxista mentre andavo all’aereoporto. Di quando mi disse che un suo cliente, andando a Francoforte per affari, gli aveva raccontato di quanto fosse alto il numero di prestiti al consumo non restituiti, di quanto fossero alte le sofferenze bancarie. Peggio di tutto, di come fosse convinto che il crollo fosse vicini.
Due anni fa gia’ si sapeva che ci sarebbe stato questo momento eppure si e’ continuato a vendere carta straccia, a finanziare mutui che non sarebbero stati restituiti, ad infilare il tutto in sofisticati pacchetti finanziari.
Bankers e broker di 25 anni, in caccia del loro primo milione, sono diventati i gestori della finanza mondiale, coloro che decidono anche del mio destino e del destino di societa’ intere.
Tra prospettive di crescita non realistiche, tanta carta straccia spacciata per qualcosa di valore.
Se, come dice Soros, questa non sara’ la solita crisi ma la fine di un periodo, ben venga se rappresenta il cambiamento verso un ritorno ad una realta’ un po’ meno liquida ma un po’ piu’ coi piedi per terra.
Le mie domande rimangono: com’e’ che si sapeva e non si e’ fatto nulla? E, peggio, i controllori dov’erano e dove sono ?


