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Call me Nanny
E’ arrivato stamattina. Scartato, inserito il cavo nel pc.
Parte Itunes e, secondo lui, ho appena collegato il cavo ad un Ipod in sovrappeso per cui mi chiede se voglio restorare i dati del touch.
Rispondo “Manco per il fischio, fai ex novo e battezza questo nuovo oggetto NannyOgg” e lui, senza chiedere nulla, decide di installare qualsiasi applicazione sia stata scaricata nel corso degli ultimi 2 anni.
Inizia ripulitura di apps, riordino di apps, scarico di apps acconce per Ipad.
Per adesso la più mitica è quella di Marvel e che possano le benedizioni abbondare sulla loro testa.
Quella di “La Stampa” è urfida ossia fa schifo assai visto che non solo non accedo al sito ma vedo solo una selezione, sorta di “Best of” e, PEGGIO DI TUTTO, non vedo la cronaca di Torino.
Curiosamente molte app gratuite per Iphone sono a pagamento per ipad.
Mentre ci sono provo anche a caricare un libro. Da quel che ho capito dovrei poterli caricare direttamente da Calibre senza passare per Itunes, ma non ho ancora provato
La prima impressione mia? Un Ipod touch oversize che rende più umana la navigazione e tutto quanto fa spettacolo.
Per adesso un gadget spettacolare (*)
(*) No, non lo cedo anceh se è un gadget
Ipad is the new pheega
Ci fu un tempo in cui gli uomini divenivano lirici e scrivevano cose meravigliose a proposito di tocco e di donne. Come John Donne in questa poesia:
“Then, where my hand is set, my soul shall be.
Full nakedness ! All joys are due to thee ;”
Poi arrivarono i touch device e fu l’inizio della fine. Gli uomini iniziarono a parlare di tocco a proposito di telefoni.
Adesso è arrivato l’Ipad che è pure “it fits me” esattamente come una spesso celebrata parte femminile.
E gli uomini son lì che parlano di Ipad con gli stessi toni elegiaci che Donne dedicava alla sua amante:
“My mine of precious stones, my empery ;
How am I blest in thus discovering thee !”
Non ci sono dubbi, Ipad is the new pheega.
E quindi ?!?
Sta per uscire l’Ipad (coro di voci angeliche e inni in sottofondo).
Della presentazione mi ricordo solo due cose: che ricorda una cornice elettronica, serve poco come erader, a meno di essere masochisti, e che hanno infighettito da morire Joni Ive (*) e che come dice lui “I don’t have to change myself to fit the product, it fits me” nessuno (**)
Dico ciò come una che sta scrivendo da un Mac ed ha in tasca un Ipod ed un Iphone.
In questo momento l’Ipad è hype puro e semplice. Il prossimo oggetto fighettissimo e stilosissimo da esibire mentre si cerca di capire a cosa serva o cme farlo entrare, con una qualche utilità, nella propria vita, sostituendo il Kindle come “oggetto che bisogna avere”
E’ l’incognita ed è il maggior tritamento di tritabile che ci sarà nei prossimi mesi.
Come già detto, essendo retroilluminato, penso che solo qualche fanboy in preda ad allucinanzioni mistiche potrà pensare di utilizzarlo come e-reader.
E’ troppo grosso per essere del tutto mobile, è troppo piccolo per essere un netbook.
E’ un qualcosa che sarebbe carino capire, finito l’hype e passato il solito “Effetto anal sugli early user Apple” (***) nonchè una volta abbassato il coro delle voci canterine de “I Pueri cantori melensi”, si potrà finalmente capire se e come quella roba servirà a qualcosa.
E’ chiaro che qualsiasi fanboy preferisca farsi una sessione su Vista piuttosto che farsi sfiorare dal pensiero di un buco nell’acqua ma non sarebbe nè la prima nè l’ultima volta.
Il grande dono di Jobs e dei suoi è nell’essere dei resiliant, gente in grado di farcela nonostate.
L’unica cosa che rimane adesso, la grande domande in sospeso è “Quindi ?”
Il resto è aria
(*) L’uomo che ha premi per il design anche nel garage credo
(**)Un uomo che porta alla mente concetti quali materassability e ducolpability
(***) Primo iphone: venduto a una cifra da incubo, scontato di 300$ nel giro di 2 mesi. Primo ipod, calato di prezzo nel giro di qualche mese, sganciati 20 euro per poter continuare l’update. In Superfreaknomics studiano un caso simile con le escort ma dubito che le motivazioni per cui uno compra Apple sian le stesse.
Parliamo di maschi (it fits me)
Tutta la rete parla dell’Ipad e di quali siano le seu caratteristiche tenniche, figologiche e fisiologiche. Great, come si dice dalle mie parti lavorative.
Anch’io sono affascinata dalla cosa, non lo nascondo.
Se invece guardo l’official video, tendo a distrarmi.
Soprattutto nel punto che va da 1.00 a 1.13.
Parla Jonathan Ive, un uomo che credo non sappia più dove mettere i riconoscimenti ricevuti per il design.
Appare e vediamo due begli occhi scuri e vispi, maglietta nera fighetta e un bel po’ di muscoli.
E ciò, ammetto, è già fonte di buona ispirazione.
Aggiungiamo che ha una bella voce, calda e che sembra stia parlando di posizioni e pointing devices. E lo faccia con un tono che sembra suggerire tutt’altro che pointing devices e l’up/down del video
Quando arriva al “it fits me”, io ho smesso di pensare a qualsiasi aggeggio contenga processori e schede di rete per iniziare a pensare orizzontale.
I do think horizontally (and totally different).
Adesso, scusata, il ragazzo mi ha fatto venire caldo e vado a prendere un boccata di gelo (-10 fuori aiuta)



