Don Gelmini o del complottismo niusgrupparo

Stamattina, andando in edicola, ho notato come alcuni tra i piu’ amati temi da ng stessero sulla prima pagina dei principali quotidiani italiani (Repubblica, Corriere, Stampa).
Per chi non avesse mai partecipato ad una discussione dei newsgroup religiosi o politici, una delle teorie piu’ amate e’ quella del grande complotto massonico o giudaico che sia. Solitamente massonico da parte cattolica, giudaico da parte estrema sx o dx. In alcuni casi massonico-giudaico perche’ negarsi qualcosa e’ brutto.
E’ stato bellissimo e commovente leggere del complotto ebraico-radical-chic con correzione di massonico-radical-chic a seguire, dei giudici cattivi che vogliono farsi pubblicita’, di come in USA non ci fossero pedofili e sia tutto un compotto, e di come Berlusca voglia dargli 300 milioni di euro per fare rosicare gli altri.
Uno spettacolo che faceva nascere un estremo desiderio di emigrare come, d’altronde, sempre piu’ persone stanno facendo.
Ora evitiamo le newsgruppate maniaco-persecutorie e complottistiche ed andiamo alla questione dei milioni di euro.
Che Don Gelmini sia un personaggio discusso e di posizioni estremamente conservatrici non e’ un mistero per nessuno ma, la cosa che piu’ lascia
perplessi, e’ come si possa vantare di ricevere una tale messe di fondi pubblici sulla base di pura amicizia. Non perche’ i risultati siano li’ a
testimoniare che quei soldi se li merita ma per pura, semplice e mera amicizia politica.
Fantastico, Libera rimane senza fondi perche’ non ha gli agganci giusti e l’educazione alla legalita’ chi volete voglia interessare, ma alla comunita’ Incontro arrivano vagonate di quattrini. Molto italico, oh yeah.
Se la questione dei giudici, mal che vada, la si puo’ attribuire a stress ed eta’, la questione pedofilia e complotto fa venire abbastanza mal di stomaco.
Si puo’ pensare che vi possano essere casi di falsi ricordi, che vi possano essere stati errori ma risulta un po’ difficile pensare che due diocesi americane siano finite in bancarotta perche’ un alto numero di loro parrocchiani aveva deciso di complottare contro. Un’asserzione simile dice molto di piu’ sull’incapacita’ della chiesa cattolica di entrare in sintonia e capire i tempi che vive che sul grande complotto. Di avere decisamente perso il contatto con la realta’ degli esseri umani per rifugiarsi nel complottismo come unica scusante al fallimento.
Capisco che questo signore si senta intoccabile dimenticando che i giudici sono obbligati ad indagare e si senta intoccabile al punto da ignorare che le notizie finiscono sui giornali.
Quello che ho letto non era la testimonianza di una persona che cmq si e’ giocata la vita per gli altri, ma qualcosa di estremamente affine agli scaricabarili politici con aggiunta di complotto e di vanteria su fondi pubblici.
E’ abbastanza chiaro che questo signore e’ stato tirato di mezzo ad una calunnia da parte di due personaggi che volevano vendicarsi non fosse altro che si tratta di due marcantoni piuttosto grossi che accusano un signore ultraottantenne.
Ma l’innocenza non toglie la terribile patina di fango che e’ riuscito a sbattersi addosso da solo con tutti quei toni che rieccheggiavano i peggio intrallazzi politici ed i toni apocalittici da complottismo niusgrupparo.
Adesso scusate vado a applicare un po’ di valori cristiani dell’occidente vedendo di farmi invitare un festino orgiastico dove conoscero’ qualcuno che mi potra’ dare un tot di fondi pubblici. Naturalmente, se succedera’ qualcosa, sara’ colpa del grande complotto e non chiedetemi di rendere conto della coerenza perche’ i valori cristiani e dell’occidente sono da tutta un’altra parte.
Piu’ o meno, come sosteneva il mio vicino di scrivania quando andava in bagno, “Vado a sostenere i valori dell’occidente”. E penso abbia pienamente ragione perche’, si ci sono mai stati, mi sa che quest’estate italiana li sta finendo di spingerli decisamente giu’ per il cesso.

Pubblicato il 5 agosto, 2007 su Italica, Politica. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. domenica, 05 agosto 2007
    Don Gelmini e il complotto pippo-pluto-giudaico.

    Don Gelmini probabilmente è vittima di una calunnia, le accuse sollevate contro di lui dagli ex-ospiti della sua comunità sembrano a prima vista dettate da risentimento ed inconsistenti. (nella foto: Don Gelmini inaugura una scuola a caso)

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    Don Gelmini però è sicuramente colpevole di essere un povero prete di destra con preoccupanti idee che farebbe bene a tenere all’interno della sua scatola cranica e che invece diffonde senza porsi troppi problemi.

    Non parlo dei suoi bizzarri metodi di “cura” dei tossicodipendenti, tanto cari alla destra italiana quanto mai verificabili scientificamente nell’efficacia, ma dell’enormità che ieri ha consegnato ai giornali, dicendosi vittima di una macchinazione.

    Leggendo il Corriere di oggi si evince che Gelmini non pensa al complotto degli ex-tossici; pensa molto più in grande!

    Gelmini si dice possibile vittima della lobby ebraico-radical-chic la quale, dopo aver calunniato la chiesa negli Stati Uniti per “fatti di cinquant’anni fa”, ora attaccherebbe nientemeno che Don Pierino de noantri.

    Affermazione abbastanza raccapricciante per diversi motivi. Prima di tutto per l’enorme ignoranza giuridica sulla quale si fonda a monte: la chiesa americana non è stata condannata per i reati di pedofilia di cinquant’anni fa (responsabilità che come giustamente dice Gelmini non le poteva essere riconosciuta), ma per aver coperto i preti colpevoli di abusi per decenni e fino all’altro ieri; consentendo loro lo stupro di migliaia di bambini e bambine che si sarebbero salvati, se la chiesa cattolica non avesse fatto di tutto per salvare quei preti dalla condanna e se stessa dallo scandalo. Se ne ricava che il Don non capisce di diritto o che in alternativa mente pro domo sua.

    Gelmini inoltre dimentica che in Italia l’azione penale è obbligatoria e che un magistrato che riceve una denuncia (notizia di reato), deve procedere all’apertura di un fascicolo obbligatoriamente. Gelmini dimentica che anche in Italia la chiesa si schiera dalla parte dei preti pedofili e contro le loro vittime anche in questa epoca, di esempi ce ne sono numerosi. Come il suo collega Don di Noto (prete antipedofilo), Gelmini dice di vedere pagliuzze che non ci sono nell’occhio altrui e ignora ostentatamente la trave conficcata in quelli delle gerarchie ecclesiastiche.

    Quello che fa veramente ribrezzo però, nelle parole di Gelmini, è l’emergere del pregiudizio anti-ebraico tanto caro all’estrema destra europea. Ebrei che complottano per dominare il mondo, ebrei che “comandano” gli Usa, ebrei che vogliono distruggere Santa Romana Chiesa.

    Gelmini con queste frasi infelici si incorona di diritto come cappellano dell’Italia più buzzurra ed ignorante, quella che vuole rivalutare persino le schifezze fasciste di Salò, quella per la quale i sanguinari pluriomicidi Mambro e Fioravanti sono vittime di un teroema dei magistrati “rossi”, quella che ogni giorno chiede “ordine e moralità” mentre annaspa tra scandali a base di tangenti, sesso e cocaina.

    ImgNews_3572Cercate una parola di Don Gelmini contro i deputati Mele e Miccichè o contro il senatore Colombo, amanti della cocaina. Non la troverete. Forse perchè Don Gelmini riceve un sacco di soldi e di sostegni dai loro partiti; forse perchè è ancora grato per il DDL Fini, che scelse le strutture come le sue per incarcerare i drogati, forse allora perchè insieme “complottano” per rinchiudere i drogati e curarli a spese (gonfiate) delle casse pubbliche, sempre che non siano amici degli amici. Forse, più semplicemente, perchè Don Gelmini era distratto quando furono colti con le narici nel sacco. Eppure i loro casi hanno fatto rumore, eppure ci poteva stare un’amichevole tiratina d’orecchi e l’invito a non dare il cattivo esempio. Ma in fin dei conti Don Gelmini sulla droga ha sempre avuto idee strane, a sentire lui sembra che la canapa sia più pericolosa dell’eroina. (nella foto: Don Gelmini appare al congresso dell’UDC, quella di Cosimo Mele).

    Oggi invece è attentissimo e, nella sua spaventosa ignoranza supportata dalla ben nota impulsività, straparla di complotto degli ebrei come il pelatone, che ai bei tempi si diceva vittima di quello demo-pluto-giudaico.

    Pattume, se non fosse che poi viene diffuso dai media in grande copia e finisce come con la storia degli zingari che rapiscono i bambini. In Italia non si è mai registrato un rapimento di un bambino da parte degli zingari, eppure c’è la convinzione popolare che esista il pericolo di veder rapiti i propri figli dai nomadi.

    Grosso errore, i bambini invece li rapiscono gli orchi, di solito bianchi, ben vestiti e con casetta di proprietà dove giocare in tutta tranquillità con le piccole vittime; o al massimo sono vittime delle dure leggi del “mercato” e vengono squartati per venderne gli organi a qualche ricco. Ma di questi non c’è d’aver paura, prendono solo i figli degli ultimi, quelli per i quali non si mobiliterà mai nessuno, figli del mondo povero ed emarginati disposti a tutto per due soldi.

    Un errore grosso come quello di Don Gelmini, che se non altro ha l’utile funzione di rendere palese il brodo d’incultura nel quale galleggia la destra italiana, con tanti saluti all’ipocrita Fini a Gerusalemme con la Kippah e al revisionismo cialtrone che ci siamo dovuti sorbire negli ultimi anni.

    Resta solo da capire quando la finiranno di complottare ai danni della ragione e della decenza e si stancheranno di farsi ridere dietro. Da osservare anche la reazione che avrà l’ebraismo italiano alla diffusione di accuse del genere per bocca del superteleprete della destra italiana.
    L’ebraismo italiano “ufficiale” negli ultimi anni è andato d’amore e d’accordo con questa gente, usando spesso l’accusa di antisemitismo a sproposito, di solito verso quanti criticano la politica di Israele. Forse per loro è giunto il momento di guardare negli occhi i veri antisemiti; anche quelli nascosti sotto le tonache.

    Aggiornamenti:

    Ecco le prime reazioni: “Don Gelmini chieda scusa agli ebrei”: “Se l’ho detto mi è sfuggito, perché intendevo dire massonica radical-chic. Chiedo scusa agli ebrei perché io ho molto rispetto e molta considerazione per loro”. Esattamente come il pelatone, si diceva…
    Riccardo Pacifici: “Vogliamo sperare che sia solo frutto di stress e della calura estiva”, dove c’è un virgolettato più ampio: «Se ho detto certe cose mi sono sfuggite, poiché io intendevo parlare di massonica-radical chic, che sicuramente combatte la Chiesa su tutti i fronti e che punta a neutralizzare coloro che in un’azione d’avanguardia cercano di rendere una testimonianza cristiana.
    Gelmini si pensa un prete d’avanguardia!

    Queste invece le parole del presidente dell’ADL Ruben: «Sono sorpreso e amareggiato che un uomo del genere riproponga vecchi pregiudizi. L’età che ha e la storia che ha vissuto avrebbero dovuto insegnargli qualche cosa». Così Alessandro Ruben presidente dell’Antidefamation League (Adl) Italia commenta le affermazioni del sacerdote. «Spero – ha aggiunto – che abbia modo di spiegare quello che intendeva, anche se non capisco proprio che cosa c’entri con ciò che sta subendo. Si deve rendere conto che le sue esternazioni rischiano di alimentare l’antisemitismo che in Europa non è certo scomparso. Mi auguro – ha concluso Ruben – che al più presto separi la persona rispettabile che è dalle falsità che ha sostenuto». Da notare l’insolita delicatezza, se fosse stato un prete ” di sinistra” lo stile sarebbe stato probabilmente diverso.

    La storia penale di Don Gelmini, molte accuse e 4 anni di galera:

    Qui la “carriera” ciminale di Don Gelmini, sempre trascurata dai suoi esegeti; da semplice fratello di padre Eligio, “prete dei calciatori” a carcerato. Era il 13 novembre 1969 quando i carabinieri lo arrestarono per la prima volta, nella sua villa all’Infernetto, zona Casal Palocco, alla periferia di Roma. E già all’epoca fece scalpore che questo sacerdote avesse una Jaguar in giardino.

    Finì poi in carcere (bancarotta fraudolenta, emissione di assegni a vuoto, e truffa). Scappò in Vietnam, dove sua eminenza Dihn-Thuc, e anche la signora Nhu, vedova del Presidente Diem, lo denunciarono per appropriazione indebita. Ci fecero i titoloni sui giornali: «Chi è il monsignore che raggirò la vedova di Presidente vietnamita». Al ritorno «gli danno quattro anni di carcere, nel luglio del ‘71. Li sconta tutti. Come detenuto, non è esattamente un modello e spesso costringe il direttore a isolarlo per evitare “promiscuità” con gli altri reclusi».

    Nella Casa delle libertà se non sei un pregiudicato non ti vogliono.

    Aggiornamento: Lite Gasparri Elkann

    Elkann aveva invitato i politici di destra a prendere le distanze dal prete razzista; Gasparri elegante come al solito, lo attacca usando la tossicodipendenza del figlio:

    “…le polemiche seguite alle fluviali esternazioni dell’ottantaduenne sacerdote non si placano, anzi si moltiplicano. Ricomposta in qualche modo la lite con gli ebrei, ora a duellare sono Alain Elkann e l’onnipresente Gasparri. A Elkann, che aveva invitato a rompere con don Gelmini per la sua incauta frase, l’ex ministro replica per le rime: «Lo invito a portare suo figlio Lapo in comunità a Zervò per Ferragosto. Le traversie passate denotano quanto poco quel ragazzo abbia ricevuto l’affetto necessario».

    dal blog di mazzetta

  2. @lara: per favore, la prossima volta potresti mettere solo il link ?😀

  3. Prevedo misteriosi flussi di navigatori attratti dalle parole chiave di questo post…

  4. Ah le meraviglie dei motori di ricerca😀

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