La sora Maria, il signor Gino ovvero l'itagliano che viaggia

Jerome, in “Tre uomini a zonzo”, racconta di come gli appaia ad un certo punto il perfetto turista inglese, come descritto dai giornali umoristici ed e’ indeciso se sia un’allucinazione da caldo o una coppia inviata in giro dal servizio segreto.
Stamattina a me e’ apparsa la “vera famiglia itagliana all’estero” entrando nella sala da colazione. Era li’, seduta ad un tavolo, che urlava al cellulare, con perfetto accento ciociaro, informando tutta la popolazione presente, circa 40 persone, che c’era stata un’emergenza in casa ma i figli stavano bene anche se stavano ancora dormendo.
Deposto il cellulare, ha cercato di comunicare alla cameriera, sempre in italo-ciociaro, che non lasciavano il tavolo perche’ aspettavano altre persone. La cameriera, non sapendo l’italiano, la guardava con aria perplessa e ripeteva la domanda. Avendo voglia di un caffe’, e non volendo attendere secoli, la sottoscritta ha tradotto alla cameriera cosa era stato detto e ha chiesto il suddetto caffe’ spiegando poi alla sora Maria che la ragazza non sapeva l’italiano, cosa peraltro intuibile.
La sora Maria, per tutta risposta, ha iniziato ad inveire sulla gente che non si faceva gli affari suoi e sul fatto che, secondo lei, era perfettamente comprensibile cosa avesse detto e non capiva perche’ lei dovesse rivolgersi alla cameriera in inglese o tedesco.
Tutto cio’ perfettamente udibile dal mio tavolo, a 10 m di distanza, anche se stavo leggendo il giornale, o tentando di leggere.
Mentre aveva corso questo piccolo dramma, sono arrivati i due figli: una ragazza con l’aria velinata ed un giovin adolescente perfettamene tappato da rapper della Magliana. I due sono stati investiti da amore materno ed interrogati a fondo su perche’ la sera prima non fossero usciti e sull’obbligo di uscire quella sera visto che e’ sabato. Il tutto credo sia stato sentito senza problemi in Polonia stante il tono della voce.
Il resto della giornata e’ stato in tema itagliani in vacanza all’estero. Per una qualche ragione, l’italico turista di Berlino pare spesso essere uscito da un servizio di Lucignolo ignorando proditoriamente qualsiasi cosa abbia a che fare con conoscenza delle lingue, rispetto di un minimo di volume sonoro, rispetto tout court dell’altro.
Stai fotografando e qualcuno ti passa davanti ? Itagliano. C’e’ qualcuno che si lamenta del fatto che deve lasciare la borsa al guardaroba? Itagliano. Impedito al check-in ? Itagliano.
Sara’ che la meta di oggi era Charlottemburg, sara’ che e’ fine settimana, sara’ la congiunzione astrale ma oggi pare vi sia stata una concentrazione di itagliani all’estero.
Come il signor Gino che, al museo della preistoria e storia antica, ha informato tutti i presenti nella sala che il suo amico Mario lo aspettava al Pergamon e non capiva perche’ non fosse la’, che secondo lui nella preistoria morivano tutti giovani e tradotto il contenuto di ogni singolo tabellone per il popolo presente. In compenso credo si sia guardato ogni singolo pezzo con commento allegato e cio’ dava modo di distanziarlo con una certa facilita’.
Stremata dall’italica presenza, la sottoscritta ha cosi’ deciso di farsi del male prendendo un curry wurst all brauerei della Petite Orangerie. Il risultato lo vedete nella foto in alto. Come sia stato possibile digerirlo non lo so ma debbo ammettere che era buono e le patatine cotte al punto giusto. Nulla a che vedere con qualsiasi accenno di dieta ma non importa.
Data la sovrabbondanza di castelli, arte e cultura, per finire il tour ho optato per il Ku-Dam. Se Potstdamer Platz e’ Disneyland, il Ku-Dam e’ la visione dantesca di uno shopping center espanso su km, da far impallidire Michigan Avenue a Chicago.
Alla fine, stremata, ho preso la via del ritorno incappando in una tentazione monumentale: un negozio di stilisti avantgarde e trippen che saldava. Ho pianto come mai pianse shopper di fronte a quel ben di Dio. Ce l’ho fatta a non far finire il conto in rosso ma e’ stata dura.

Pubblicato il 25 agosto, 2007 su Viaggi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 7 commenti.

  1. Ho letto in giro tra i blog che sta girando una catena dove si deve segnalare “il post che avrei voluto scrivere io”. Appena mi nominano, se permetti segnalo questo, mi ha fatto morire dal ridere.
    Aggiungo anche che, abitando a Bolzano e avendo uno stand dove vendo la mia produzione ortofrutticola, a volte faccio finta di essere di madrelingua tedesca solo per mettere a loro agio i turisti italiani, mi diverto un mondo sentirli parlare tra loro convinti che io non li capisca

  2. /me ringrazia

    Sugli italiani convinti che-nessuno-li-capisca si potrebbero scrivere romanzi🙂 e sono cose belle😀

  3. cosa Le faceva intendere che quell’accento fosse “ciociaro”? la signora ha per caso detto cose che la idenificassero come proveniente dalla Ciociaria? o usa “ciociaro” per rendere l’idea di una parlata rozza e sgrammaticata, mostrando un qualunquismo che non la distinguerebbe certo dalla suddetta signora?

    grazie per la risposta,anche in privato.

  4. @Gianluca: non sono politically correct. Ti basta o vuoi che aggiunga che, dopo il tuo commento, ciociaro potrebbe farmi venire in mente “persona permalosa priva di sense of humour” ?

    PS; Nino Manfredi esordi’ con uno storico perosnaggio di ciociaro. Debbo supporre che chiederai alla RAI di dar fuoco agli archivi

  5. non essere “politically correct” vorrebbe dire fare qualunquismo continuando con lo stereotipo del “ciociaro” di manfrediana memoria? la nostra terra è gia stata troppo infangata da gente che come Lei si diverte a dare del ciociaro per far ridere e per permettere a qualcuno di sentirsi superiore, per prima Lei magari. io di humor in quello che ha scritto, da ciociaro, nn ci trovo nulla con tutta la buona volontà, trovo solo frasi denigratorie e , ripeto , qualunquiste che perpetuano una immagine che non ci appartiene e mai ci è appartenuta.
    le ripeto : cosa le faceva supporre che la sig.ra fosse ciociara? lo stereotipo che ha in mente e che contribuisce a diffondere? questo la fa sentire migliore della povera signora che ha attirato le sue poco lusinghiere attenzioni?

    per il suo PS: ricorda la pubblicità di un altro genio che si è permesso di usare il sostantivo “ciociaro” in senso negativo quale de sica, per lo spot Tim? è stato l’intervento di noi permalosi ciociari a farlo modificare, quindi la ringrazio per l’idea sugli arichivi della Tv di Stato.

    da un ciociaro orgoglioso della propria terra, saluti.

  6. Oh Gianluca: Hai tirato giu’ pipponi su qualunquismo e paroloni vari partendo da una parola in un post. UNA PAROLA su 800 e passa post.
    Mi ricordi la tizia che scateno’ una flame war dicendo che l’uso della parola jap era razzista senza neppure degnarsi di metterlo in contesto od altro.
    Se hai nulla da fare, come si e’ soliti dire in rete, “Go out and get yourself a life”.
    Nel caso questo blog non ti piaccia internet e’ grande e sono assolutamente convinta ne troverai uno dove ti troverai bene.
    A me vien da ridere poi se a te va bene voler flammare, fallo. Personalmetne preferisco flammare su qualcosa di piu’ concreto e corposo

  7. io le ho risposto dopo 5 giorni, lei dopo 10 minuti ogni volta che ho postato…chi è che dovrebbe “gettarsi a life” ? una parola per lei, per me identificazione, senso di appartenenza, legame verso una terra che vivendo fuori non ho più molto modo di vivere, per lei “ciociaro” è una parola da usare per far ridere , per me “ciociaro” è un insieme di valori che esprime una terra che non ha dovtuo mai chiedere nulla a nessuno e che si è fatta col prorpio sudore e sangue.

    posto che dovrebbe parlare un pò più come si addirrebbe ad una che, come lei, usa stereotipi non avendo probabilemte cose piu interessanti da dire, se io ho scatenato una “flame war” è prorpio perchè ho contestualizzato.

    badi ad usare le parole con più attenzione la prossima volta, ed eviti di gettare fango per coprire limiti che , magari, sono per primi i propri.sarebbero bastate poche parole per non arrivare a questo punto, lei ha solo insistito sulla sua linea di comportamento, sapendo probabilemnte in cuor suo,di non averci fatto un gran figurone.

    a me vien da piangere, specie perchè lei fa del male alla lingua italiana con tale facilità che quasi quasi resto “flammato”…

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