La ragazza con l'orecchino di perla

E’ un buon libro, con buone descrizioni, personaggi interessanti, un bella dosa di eros nel rapporto tra i due personaggi principali.
Peccato che lui l’abbia chiamato Vermeer e che quella descrizione del pittore rischi di coprire le opere vere.
Se al posso di quel nome ci fosse stato un Piotr Van Vattelapeschen, definirei il tutto “un gran bel libro” ma, dopo il tritamento di palle italico, di fronte ad un paio di quadri originali non posso altro che definirlo un libro “so and so”.
Perche’ non s’interrompe un’emozione e, scusatemi, i Vermeer sono una reale emozione con i loro giochi di luce, le sue donne cosi’ intense.
Nel caso la signora Chevalier intendesse scrivere un libro anche su Turner, e’ pregata cortesemente di andare a zappare la terra onde evitare che orde di turisti, alla Tate, si mettano a ravanare di amori da romanzo di fronte a “Light and Colour”.

Pubblicato il 1 settembre, 2007 su Libri. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. mi sono perso anch’io di fronte ad un paio di Vermeer… alla faccia della Gioconda…

  2. Opere eccezionali, son d’accordo.

    Decisamente brutto, invece, il film tratto dal romanzo della Chevalier.

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