Quei giorni, quelle lune

In questi giorni, nei ritagli di tempo, leggevo in giro i vari post della blogosfera femminile sul ciclo femminile e le mestruazioni.
Mi ha fatto sorridere l’asserzione che le donne parlino sempre del ciclo.
Se dovessi essere sincera credo che il ciclo sia una parte fondamentale dell’essere donna, qualcosa tra il sacro ed il mistico che, nelle diverse fasi, rende una donna incarnazione di Ecate o Afrodite.
Quei giorni di sangue rosso che, da sempre, fanno della donna la strega impura ed intoccabile e quei giorni di apice in cui si vive nel proprio corpo il desiderio e la voglia dell’altro.
Quel legame inscindibile tra il corpo e l’umore, tra chi sono e cosa indica e comanda il mio corpo. Mistica delle stagioni e della ruota del tempo che porta nella carne un concetto facendolo diventare desiderio e sangue.
Il ciclo e’ qualcosa di femminile, difficilmente comunicabile ad un uomo. Come troppe sanno e’ ben difficile spiegare ad un capo/collega maschio un concetto come “mestruazioni dolorose”. Gli puo’ essere chiaro quello di “donna mestruata” ad indicare quelle reazioni un po’ eccessive o nervose ma cosa sia in realta’ l’insieme delle cose un po’ gli sfugge, un po’ pare spaventarlo.
Invece no: per alcune e’ proprio una questione dolorosa per cui giri con un set di coltelli piantati nelle reni e un ippopotamo che ti balla il can can sulla pancia.
Il secondo punto e’ invece al femminile: molte, troppe si vergognano di quei giorni come se fossero momenti da nascondere, imperfezioni ed asserzioni di impurita’ invece di rientrare nella categoria di “eventi naturali”. Abbiamo cosi’ chi s’imbottisce di antidolorifici pur di non dover chiamare e spiegare, chi recupera l’assorbente dalla borsetta come se si trattasse di un sex toy da utilizzare davanti agli astanti.
Eccheduepalle: un assorbente nuovo e’ un pezzo di cotone avvolto in tessuto e lo si usa per evitare di spargere macchie di sangue dappertutto. Dov’e’ lo scandalo? Nella zona in cui lo uso ?
Mi risulta che quella zona me la porti dietro ogni santo giorno e nessuno si scandalizzi per questo.
In questi giorni in cui si parla di ciclo, mi e’ arrivato. Sara’ una coincidenza o sara’ quello strano fenomeno per cui le donne tendono a sincronizzarsi. Non so come funzioni so che e’ cosi’. Se dividi la casa o l’ufficio con altre donne dopo un po’ il tuo ciclo si sincronizzera’ con quelle che ti staranno piu’ simpatiche. Saranno gli ormoni o sara’ il cervello, non ho idea.
Avendo il ciclo da tre giorni vuol dire che sono appena uscita dalla zona pianto ossia ho smesso di piangere come una fontana su qualsiasi cosa succeda o mi venga detto. A volte ho il dubbio che mi metterei a piangere per il semplice fatto che debbo piangere.
Passata la zona pianto arrivera’ la zona ormone-caliente. In quei giorni sai benissimo che, dato un maschio interessante, potresti fare di tutto senza tanti complimenti. Basta sia disponibile e, nel caso, potresti anche impegnarti per fagli venire l’idea.
Questo e’. Non sono stata particolarmente ironica ma, essendo al limite della zona pianto, mi scuserete se adesso vado a piangere un po’ sul fatto di non esserlo stata.

Pubblicato il 20 ottobre, 2007, in Diaristica, Femminile-maschile con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Quote Annarella

    Questa storia l’avevo già sentita, ma l’avevo scambiata per una leggenda metropolitana, quindi mi confermi che è vero?!? :O

    Non so se lo conosci, ma questa canzone parla proprio di quei giorni lì😛

    Un Baciotto.

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