Cavalli otto, uomini quaranta

Ho finito da poco di vedere Paolini. Bello, emotivamente coinvolgente, bravissimo. Una storia che da queste parti e’ condivisa nella memoria di molti, nel ricordo di conoscenti, parenti vicini e lontani che vengono detti “dispersi in Russia”.

Oppure di quegli amici di famiglia che furono Alpini e quelle campagne videro. Tra pidocchi, freddo, morti, malattia.

Una storia che oggi pare troppo lontana, troppo sporca e troppo triste per essere ricordata.

Ho finito per commuovermi sul pezzo lasciato a Rigoni-Stern, sul ricordo e sull’uomo che e’ tornato e quella storia ha scritto e fatto si che quei morti non finissero nella damnatio memoriae.

Una storia che non va dimenticata, che non va lasciata nel calderone del passato. Cavalli 8, uomini 40. Cugini, zii, parenti, vicini di casa che da sono da qualche parte nella steppa russa.

Pubblicato il 31 ottobre, 2007 su Diaristica, Politica, Realta', Riflessioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Già, mi sono commossa ed emozionata come da tempo non mi succedeva.
    In mente mi tornavano i racconti di mio nonno.
    Una rappresentazione davvero da non perdere.

  2. L’ho visto anchio, e piu’ d’una volta mi sono venute le lacrime agli occhi pensando anche ai racconti di mio nonno. Paolini e’ un genio, e la storia non va dimenticata.

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