La lacerazione tra i mondi

Qualcuno la chiama serendipity, ovvero l’incappare in qualcosa che non si cercava ma che e’ di alto valore, altri la chiamerebbero “botta di fortuna”. Questo sito, lo ammetto, l’ho trovato un test leggero da mettere sul blog.

Serendipity e’ il nome giusto che attribuirei alla cosa perche’ di fronte a pezzi come questo mi levo tanto di cappello e m’inchino omaggiando, per una volta, buzzwords quali UGC-net journalism-blogging e vai coi carri di tutto le parole 2.0
Quando leggo un pezzo simile mi riconcilio col mondo (non con le discussioni su Blogbabel).
E’ una storia semplice, delicata: due amiche s’incontrano, discutono di sentimenti, del sentirsi divise tra due uomini, del bisogno di essere amate nell’interezza e la lacerazione tra il bisogno di “cose familiari” e la voglia di essere “grandi”.
Ma la differenza e’ che loro sono musulmane e la lacerazione e’ tra la parte occidentale e quella legata alle radici, alla propria religione, alla famiglia.
Coincidenza e’ che a migliaia di chilometri, nel giorno della sentenza per il processo di Ina, da qualche parte qualcuno abbia narrato, con la sua voce, quello stesso dramma che Ina anche deve aver vissuto. La divisione e la lacerazione, la voglia di amore ed il richiamo della tradizione.
Ed e’ nella frase finale, molto riflessiva, che c’e’ trovo la sintesi di tutto:

As I walked home I thought about this, the answer is probably no, I do not feel respectable, I have forgotten what it is like to feel insulated. That sense of acceptance that so many take for granted is alien to me, indeed, sometimes it feels like the whole world is a window partly showing a warmly lit domestic scene, and I am always on the outside looking in. Had I been harsh on her for essentially being a homesick little girl? Of course one hankers and yearns for that security but at what price?

La voce di Ina noi non l’abbiamo mai sentita ne’ mai credo vi sia stata una riflessione sul suo essere divisa tra due mondi: quello della tradizione e della famiglia e quello dell’occidente e dei sentimenti. Per noi e’ scontato che non vi sia, per noi vi e’ un solo mondo. C’e’ un romanzo bellissimo su chi ama ed e’ lacerato tra i due mondi (bisognerebbe appendere per gli alluci chi ha scelto il titolo da Harmony): “The map of love”, titolo inglese, e’ sulla divisione e l’incontro tra i due mondi ricordando che anche a noi potrebbe succedere, anche noi saremmi a guardare fuori dalla finestra.

Translation (for any non italian speaking people)

To cut short a long story about serendipity and coincidences, today a man has been sentenced to 30 yrs . He killed his daughter because she chose to live with the man she loved and not to marry the one he had chosen.
We never heard Ina’s voice. We just heard all the voices that were talking on her behalf and took for granted that she had all that she wanted and no feeling related to her family situation.
The story is quite simple: two friends meeting and discussing about love and relationships. But the price they have to pay is unknown to the westerner reader. We are not lacerated between two world, we are confortable and accepted whatever we choose. We take it for granted and we are looking at other people drama as it was on a political stage forgetting all the feeling and emotions involved.
Best of luck to you all hoping that what is chosen will bring happiness.

Pubblicato il 13 novembre, 2007, in Blogging, Diaristica, Femminile-maschile, Politica, Realta', Riflessioni con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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