Un appello per domani

controviolenzadonne.org

Prendo l’appello dal sito ControViolenzaDonne per la manifestazione di domani. La situazione e’ tragica, terribile.
E’ di oggi la notizia di una ragazza stuprata dall’ex nei bagni di un centro commerciale.Di oggi e’ anche la notizia di una quindicenne stuprata per un mese.

Quello sotto e’ il testo dell’appello:

Care amiche,

è necessario e urgente organizzare quanto prima una manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne.

La vita di molte ragazze e di molte donne continua a essere spezzata, le loro capacità intellettive e affettive brutalmente compromesse. Il femminicidio per ‘amore’ di padri, fidanzati o ex mariti è una vergogna senza fine che continua a passare come devianza di singoli. Il tema continua a essere trattato dai mezzi di informazione come cronaca pura, avallando la tesi che si tratti di qualcosa di ineluttabile, mentre stiamo assistendo impotenti ad un grave arretramento culturale, rafforzato da una mercificazione senza precedenti del corpo delle donne.

I numeri, lo sappiamo tutte, sono impressionanti:

Oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale e psicologica nella loro vita.

– La maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (come il 69,7% degli stupri) o dall’ambito familiare

– Oltre il 94% non è mai stata denunciata. Solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto, mentre si abbassa l’età media delle vittime:

– Un milione e 400mila ha subito uno stupro prima dei 16 anni.

Solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un ‘reato’, mentre il 44% lo giudica semplicemente ‘qualcosa di sbagliato’ e ben il 36% solo ‘qualcosa che è accaduto’. (dati Istat)

La violenza sulle donne è accettata storicamente e socialmente. Viene inflitta senza differenza di età, colore della pelle o status ed è il peggiore crimine contro l’umanità. Quello di una parte contro l’altra. La politica e le istituzioni d’altro canto continuano a ignorare il tema pubblicamente.

Senza una battaglia culturale che sconfigga una volta per tutte patriarcato e maschilismo, non sarà possibile attivare un nuovo patto di convivenza tra uomini e donne che tanto gioverebbe alla parola civiltà.

Una grande manifestazione nazionale dove tutte le donne possano scendere di nuovo in piazza a fianco delle donne vittime di violenza e per i diritti delle donne, può e deve riportare il tema al centro del dibattito culturale e politico.

Ma è importante sapere quante siamo, perché per farci sentire dovremo essere in molte.

Vi preghiamo di sottoscrivere e di diffondere il più possibile questo appello inoltrando il link del sito ad amiche e associazioni.

Vi invitiamo a seguire gli aggiornamenti sul sito.

Un caro saluto a tutte

Pubblicato il 23 novembre, 2007, in Femminile-maschile, Italica, Politica con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Magari bastasse un appello o lo sconfiggere “patriarcato e maschilismo”… La faccenda è ben complessa e, come evidenziato anche dalle statistiche (e come ho purtroppo potuto vedere anche personalmente), è la donna che subisce la violenza, in primis, a non rendersi conto che ciò che le sta succedendo non è normale, né tanto meno un evento passeggero. “In fondo è sempre mio marito.” “Si può andare avanti lo stesso, basta non farlo arrabbiare.” “Ma ci vogliamo (una volta ci volevamo) bene”. Tantissime costruzioni psicologiche, fatte apposta per non guardare in faccia la realtà e per tenere lontana quella cosa che forse potrebbe spaventare di più di un compagno violento, cioè l’abbandono (e la cosa diventa ancora più difficile se ci sono anche dei figli).
    Il partner violento andrebbe denunciato ed emarginato (e per quanto mi riguarda, in certi casi, riabiliterei la legge del taglione), né più né meno di come si fa per un qualsiasi altro criminale della stessa risma. Diventa però molto difficile, perché molto spesso è proprio colei che subisce la violenza a coprire e proteggere il bastardo.

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