La privacy e la rete

Parafrasando il titolo a .mau., Google sa troppo?, si potrebbe dire che sulla rete si puo’ sapere troppo e spesso male.

La cosa mi e’ venuta in mente guardando Spock. Spock e’ un sito dove si mischiano social networking, folksonomy e aggregatore di notizie in rete. Di Pippo saprò come si definisce lui, come lo possono definire i suoi contatti e cosa esce googlandolo.

Fin qui’ puo’ piacere o meno, a me lascia un po’ perplessa quest’ansia da classificazione delle persone, ma a priori nulla di male.

Succede pero’ che, cercando se vi fosse una persona che conosco, siano usciti non solo i dati generali del profilo ma anche due link. Uno era quello dell’alma mater, l’altro non sapevo cosa fosse.

Essendo curiosa come una scimmia ho cliccato. Page not found. Per ulteriore scimmiesca curiosita’ sono risalita all’indietro: era un sito di “Enlarge your penis” e quella pagina si riferiva ad una success story. La sottoscritta ammette di aver rischiato di cadere dalla sedia dal ridere.

Ora messa cosi’ siamo all’incrocio tra la barzelletta, il boccaccesco ed il ridicolo. Tutto a carico della persona s’intende.

Messa seriamente siamo dalle parti del reato se quella persona non ha dato liberatoria e cmq di una violazione clamorosa dell’immagne di quella persona. Non ci vanno strane alchemie, non ci va molto, basta pochissimo e qualcuno potrebbe venire taggato come “Enlarged his penis”.

Sono perfettamente convinta che quella persona non ha rilasciato liberatoria come sono totalmente convinta che non sia cosi’ fesso da finire in una storia del genere ma, al tempo stesso, quella cosa e’ stata resa pubblica a me come lo sarebbe a chiunque altro.

Anche non ci fosse stato Spock, che ha solo facilitato, Google avrebbe conservato da qualche parte quell’informazione e quella persona non e’ in possesso di qualcosa di suo, magari ignora persino di essere finito citato.

La rete ha reso pubblica un’informazione che puo’ essere falsa o totalmente privata. In ogni caso un qualcosa che non si suppone vada reso pubblico.

Peggio ancora: nessuno sa come si possa rimuovere quella notizia dal calderone, riportarla dove dovrebbe essere e renderla di nuovo al regno del privato o della palla clamorosa.

Personalmente oggi farei fatica a dover guardare in faccia quella persona e non scoppiare a ridere ma, al tempo stesso, mi rendo conto che la situazione e’ piu’ complessa, molto piu’ complessa e che nessuno e’ in grado dire di non essere finito in una situazione simile, essere divenuto una case story su un sito.

Pubblicato il 20 gennaio, 2008, in Fuffa 2.0, Realta', Riflessioni, Tennologie con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Certo, di fronte a simili fatti, vien proprio la voglia di dire azzeriamo tutto, formattiamo tutto, chiudiamo Internet, chiudiamo i blog, …

    Ma poi penso che …

  2. S&M .. non puoi sospendere le frasi cosi’, si crea suspanceeee!

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