Taxisti e finanza

Leggevo Forbes riguardo alle dichiarazioni di Soros (non una solita crisi finanziaria) e mi ponevo domande. Le stesse che mi ponevo oggi in taxi, mentre sentivo per radio un dibattito su finanza e crisi.

E mi veniva in mente cosa mi racconto’ due anni fa un taxista mentre andavo all’aereoporto. Di quando mi disse che un suo cliente, andando a Francoforte per affari, gli aveva raccontato di quanto fosse alto il numero di prestiti al consumo non restituiti, di quanto fossero alte le sofferenze bancarie. Peggio di tutto, di come fosse convinto che il crollo fosse vicini.

Due anni fa gia’ si sapeva che ci sarebbe stato questo momento eppure si e’ continuato a vendere carta straccia, a finanziare mutui che non sarebbero stati restituiti, ad infilare il tutto in sofisticati pacchetti finanziari.

Bankers e broker di 25 anni, in caccia del loro primo milione, sono diventati i gestori della finanza mondiale, coloro che decidono anche del mio destino e del destino di societa’ intere.

Tra prospettive di crescita non realistiche, tanta carta straccia spacciata per qualcosa di valore.

Se, come dice Soros, questa non sara’ la solita crisi ma la fine di un periodo, ben venga se rappresenta il cambiamento verso un ritorno ad una realta’ un po’ meno liquida ma un po’ piu’ coi piedi per terra.

Le mie domande rimangono: com’e’ che si sapeva e non si e’ fatto nulla? E, peggio, i controllori dov’erano e dove sono ?

Pubblicato il 23 gennaio, 2008, in Realta', Riflessioni con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 5 commenti.

  1. Le crisi sono purtroppo sempre esistite, anche nell’impero romano.
    Uno degli scopi dell’esistenza degli stati e dell’UE è o sarebbe proprio limitarne i danni, per non ritrovarsi come nel ’29, ma basta un solo posto dove puoi fare qualche vuoi per vanificare tutto.

  2. Il problema e’ che si e’ dato alle istituzioni finanziarie il potere di emettere bond, titoli e addirittura titoli derivati, funzione normalmente controllata dalle banche centrali.

    Di conseguenza, i controllori hanno perso il controllo. E siccome il massimo che la persona comune fa e’ di credere alla palla del signoraggio , non c’e’ la percezione di quale sia l’origine dei guai.

    Non si capisce cioe’ che se e’ possibile prendere il rischio e trasformarlo in guadagno , a grandi guadagni corrisponderanno per forza grossi rischi, e chi cerca grossi guadagni non fara’ altro che fomentare rischi.

    Il tutto lontano dagli occhi delle banche centrali, che in teoria dovrebbero avere il monopolio della stampa di moneta (checche’ ne pensino i signoraggisti) e nella realta’ non controllano qualsiasi ente che voglia emettere titoli con una leva altissima (Goldman Sachs ne ha emessi a leva 20, venti dollari fittizi per ogni dollaro vero) come se stesse stampando moneta, confidando nel fatto che puo’ compensare l’alto rischio con una resa attraente per l’investitore.

    I controllori non c’entrano nulla, sono stati estromessi dalle leggi che permettono la creazione di derivati e titoli a leva altissima.

    Uriel

  3. @Uriel: il problema principe e’ che già il denaro e’ sostanzialmente un derivato di cui non teniamo traccia rispetto ai fondamentali da cui si discosta sempre piu’, cosa che fa per sua natura (tutto il mondo cerca di far + denaro e – prodotto, allo stesso tempo)… Le crisi finanziarie in argentina, russia, asia, 29 etc avevano altri fattori, ogni volta diversi. I “derivati” stavolta hanno semplicemente accelerato ed amplificato il fenomeno.

    @Annarella: sono solo sensazioni, non si capisce dov’è che cede l’edificio proprio perché mancano gli strumenti agli stessi operatori e controllori (c’è un abisso di complessità fra ciò che è implementato e ciò che invece ci vorrebbe anche solo in prima approssimazione)… cmq quando ero coi gestori a fianco loro ancora erano convinti fino a giugno che il futuro fosse sostanzialmente roseo, nonostante numeri ed analisi cominciassero ad arrivare… è una prerogativa ineliminabile della razza umana quella di sperare che le cose vadano avanti da sole.
    Condivido la preoccupazione ma temo che i rimedi necessari siano ancora lontani a venire…

  4. @all: ho letto le risposte e ringrazio per i chiarimenti

    Dopo la questione di Societe’ Generale, sempre che non sia una bufala per coprire altro, mi domando se non siano le societa’ finanziare stesse a non sapere cosa succede in casa loro. Come se al loro stesso interno milioni di euro potessero svanire senza che nessuno se ne accorga, anzi possa farlo un impiegato di basso-medio livello.

  5. Sulla questione: http://www.aleablog.com/official-risk-cant-be-measured-anymore-moody%e2%80%99s-says/
    Più i mercati finanziari diventano complessi meno sono monitorabili (e tantomeno gestibili)…

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