Iniziamo bene la settimana …

Si spera di non proseguirla cosi’.

Mi sono svegliata alle 6.30 per riuscire a prendere il treno. Esco di casa, prendo la metro ed arrivo in stazione. Treno in ritardo per cui, arrivata alla stazione di cambio, ho perso la coincidenza.

Aspettato un’ora nella ridente cittadina di Santhia la cui stazione ricorda cosa potrebbe essere il mondo se un’atomica cancellasse le tracce dell’umanita’ ma lasciasse le case.
Alle 9.50 prendo il treno e riesco finalmente ad arrivare a Biella alle 10.20 dopo un’odissesa di circa 2 ore e mezza per fare 90 km.
A Biella nevica e fa un freddo porco. Naturalmente a Torino piovigginava e non faceva cosi’ freddo per cui sono in giro con una gonnellina abbastanza leggera.
I collant che ho addosso hanno deciso che un buco stile punk e’ decisamente adatto ad una giornata in cui nevichi e faccia freddo. Il buco stile punk ha circa 10 cm di diametro e naturalmente non ho dietro calze di ricambio. In compenso i negozi sono chiusi la mattina.
In ufficio stranamente nulla da segnalare sino a che la segretaria aziendale telefona segnalandomi una cosa nella consuntivazione delle ore. Rispondo che so ma sono in attesa di notizie che risollecitero’. Risollecito. Nulla.
Nel frattempo mi telefona il cleaning commando perche’ era passato un commando AEM per cambiare il contatore ma, visto che io non c’ero e dovevo esserci IO-SOLO-IO-NESSUN-ALTRO-CHE-MOI, mi chiedono di chiamarli per fissare un appuntamento.
Finalmente arriva l’ora di tornare a casa. La pioggia si e’ tramutata in diluvio e continuo ad avere un freddo suino.
Arrivo a casa. Mi commuovo a vedere la casa pulita e la roba stirata, praticamente l’highlight della giornata. In compenso mi piglia un colpo perche’ il Sonder Kommando non so bene che abbia fatto della scatola con dentro le Trippen. Tremo per un attimo all’idea che le abbia scambiate per spazzatura e gettato loro con la scatola.
Ricerco affannosamente le scarpe. Trovo la scatola sul balcone e la recupero con uno slancio riservato di solito a baciare parenti non visti da secoli e molto amati. Intanto continuo a non capire dove sian finite le scarpe. A-ricerca. Le trovo e quasi piango dal sollievo.
Mentre torno dalla camera, inciampo e sbatto con la sinistra sullo spigolo del copritermosifone di marmo, centrando la vena. Morale la sinistra al momento presenta una strana coloritura blu puffo e fa un male allucinante a parte la difficolta’ a flettere le dita nonche’ a scrivere.
Riprovo a sollecitare e mi vinco un telefono chiuso in faccia ad indicare che Murphy e’ vivo e lotta con noi.
A questo punto ho una mano dolente, un inizio di raffreddore violento e l’umore sotto i tacchi.

Domani si prevede sole. SPERO!

Pubblicato il 4 febbraio, 2008, in Diaristica, Realta' con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 5 commenti.

  1. Non c’è nessun Sonny a casa tua? Sai, in certi momenti ti aiuta.

  2. un po’ di coccole telematiche possono aiutare?

  3. Morale della favola: portare sempre dietro un paio di calze di riserva, specialmente se si indossano gonne😄

  4. @S&M: no Sonny, solo ciclamini e tante piante. Un Sonny patirebbe quando non ci sono sigh!

    @.mau. Aiutano🙂
    /me passa pezzo di cioccolato

    @Takochan: me lo dico sempre. Poi le dimentico😀

  5. zi zi

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