Comfort food

Leggevo questo post de “L’edipeo enciclopedico” sul terrificante neologismo “cibo coccola”. Ammetto che il neologismo è la pessima traduzione di “comfort food” o “cibo familiare/che da conforto”. Non proprio coccoloso ecco.

Prendendo il mio odierno pranzo (tortellini di zucca, macedonia e cioccolato di Modica (*), il tutto accompagnato da birra cinese da provare (***)) lo definirei “Viziamoci food” mentre quello di stasera (insalata di tarassaco con uovo sodo) lo definirei “Cibo familiare di erba di campo che adesso costa come l’oro e da quella soddisfazione da mangio-sano&popolare-e-mi-piace”.

Quindici euro al kg per un po’ di erba che si trova nei campi e ciò solo perchè non ho un prato a portata di mano. URGH!

(*) Si ringrazia il latore del cioccolato portato direttamente da Modica, possano le divinità del cioccolato agevolarlo in qualsiasi sua attività (**)
(**) Nota benedizione in auge tra gli amanti del cioccolato sbavanti
(***) Si ringraziano anche i ragazzi del ristorante cinese King Hua di c.so Racconigi per avermela fatta scoprire

Annunci

5 pensieri su “Comfort food

  1. Mauro ha detto:

    A:”Quindici euro al kg per un po’ di erba che si trova nei campi e ciò solo perchè non ho un prato a portata di mano. URGH!”

    anche perche’ c’e’ prato e prato. C’e’ il prato cittadino con le cagate e pisciate di cane, c’e’ il prato del paese dove magari l’agricoltore ha scaricato quanto poco prima aveva prelevato i un pozzo nero e piu’ lontano dagli uomini c’e’ il prato dove invece puoi vedere ancora le lucciole e il soffione/dente di leone/cicoria selvatica/tarassaco.

    certo che quindici euro al chilo ne hai di soldi da buttare via per un’erba che cresce da sola. Ciao.

  2. Annarella ha detto:

    certo che quindici euro al chilo ne hai di soldi da buttare via per un’erba che cresce da sola.

    Veramente con 3 euro c’ho mangiato cena 🙂 Non ne mangio 1 kg a volta a meno di voler emulare qualche capra 😀

  3. angelina ha detto:

    Tra poco capito nella tua città. Se ti va, ti porto un po’ di tarassaco raccolto nelle mie campagne padane dove cresce spontaneo e ci sono le lucciole (vere) e gli agricoltori non vuotano il contenuto dei pozzi neri. Da noi è tradizione mangiarlo a Pasquetta, insalata e uova sode, “insalata e ciapp”.
    Fuori stagioe o quando diventa troppo coriaceo lo compro già bello e tagliato fine fine al supermercato. Non è la stessa cosa di quello che si raccoglie, ma è molto simile 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...