Echissenefrega dei bambini

Via Hneeta che cita sul suo Tumblr Femminismo a Sud scopro questa perla:

“A Verona è stato modificato il regolamento per gli asili nido: “I figli nati in un contesto familiare regolare hanno un canale preferenziale rispetto agli altri”

Ora il signor Mario Rossi (FI) spiega perche’: “La famiglia e la sposa vedova con il bambino sono una istituzione riconosciuta come famiglia dalla costituzione, mentre la ragazza madre con il bambino per il suo status non ha avuto un rapporto istituzionalizzato con la società, come lo ha chi ha legame di matrimonio””

Sintetizziamo il pensiero del signor Mario Rossi: “Hai trombato fuori dal matrimonio? Bottana! che non hai un rapporto istituzionalizzato con la società”. Se la signorina avesse mai abortito non solo sarebbe bottana-che-tromba-fuori-dal-contesto-istituzionalizzato ma pure assassina o altre piacevolezze.

Ignoro cosa s’intenda per contesto istituzionalizzato visto che tutto il meccanismo che porta alla nascita di bambini ha ben poco di istituzionale ma molto di naturale. Ci sia o meno il contratto, se l’oggetto A entra in B dove A=spermatozoo e B=ovulo si ha la “fecondazione” (*)

Da cio’, stante determinate condizioni e blah-blah, derivera’ un bambino ossia un essere umano a cui andare all’asilo serve. Il principale soggetto di tutta la questione dovrebbe essere lui e non tanto il fatto che derivi da un rapporto “istituzionalizzato” o meno.

Al centro dovrebbe esserci un bambino che, a quanto pare, ha molti meno diritti di un feto. Se e’ nato cazzi suoi, prima campagne su campagne.

(*) Sto facendola breve e non sto facendo un tema su come nascano i bambini.

Pubblicato il 19 aprile, 2008, in Femminile-maschile, Italica, Realta' con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 7 commenti.

  1. “Hai trombato fuori dal matrimonio? Bottana!”

    e per alcuni questo vale pure per la donna violentata😦

  2. Ehm.. nessuno ha fatto notare che ci sarebbe l’articolo 30 della costituzione?

    http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm

    Cito:

    Art. 30.

    È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.

    Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.

    La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.

    La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.

  3. @Mauro :il filone di pensiero e’ ahime’ lo stesso:/

    @Giac: non penso che a questo genere di persone interessi molto il dettato costituzionale. Cosa gl’interessa e’ sancire la Santa Famiglia unita nel Sacro Vincolo. Gli altri sono figli della serva come ai bei tempi andati.

  4. Anna… che gli freghi o meno della costituzione è affar loro.. finché la rispettano (dato che è il fondamento di tutte le leggi e gli altri provvedimenti).

  5. @Giac il problema e’ che sono coerenti al loro “fregarsene della costituzione”. Il problema e’ che non solo non la rispetta ma che agiscono come se agissero in un contesto in cui non conta nulla.

  6. l’asilo nido non è un obbligo. la scuola dell’obbligo inizia alle elementari. cosa c’è di incostiuzionale?

  7. @Paolo: se tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, il bambino cittadino nato non in un rapporto istituzionale viene considerato cittadino di serie B rispetto al bambino nato in un matrimonio. Vorrei ricordare che si parla di bambini con cittadinanza italiana

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