Shopping girl

Questa non è una via da prendere alla leggere. Questa è una via da pro dello shopping dove o uscite piene di sacchetti fino alle orecchie e le ustioni da carta di credito sulle mani o affronterete un difficile esercizio di autodisciplina, carattere ed ascetismo e non comprerete nulla pur ammirando molto.

Non tanto per i vari negozi che trovate ovunque quanto per Selfridge. Se Harrod’s mi è sembrato una sorta di fiera per turisti e sauditi danarosi, Selfridges e’ il lusso sfacciato, arrogante ma anche colmo di splendide cose e bellezza.

Il reparto scarpe è da bava alla bocca e lo dico piangendo un paio di ballerine di Azzedine Alaja che erano la perfezione mettendo assieme la perfetta morbidezza, la pelle trasformata in un merletto ed un prezzo che teneva lontana qualsiasi tentazione a meno di essere Carrie dotata di Mr Big o pazza furente. Non so il prezzo, ho preferito salvaguardare le mie coronarie.

Vicino Jimmy Choo, Martin Margiela e Dries Van Noten. Detto papale le scarpe meno interessanti erano quelle italiane, tutta fuffa e distintivo ma nulla che facesse urlare al miracolo.

Scarpe a parte, ho visto cose che voi umani: shopper di categoria pro uscire con 6 paia di scarpe dopo aver pagato con American Express Platinum, ragazzine afro in sovrappeso chiedersi se una gonna adatta a qualcuno altissimo e magrissimo potesse donarli e sentirsi dire, da un gran bel signore che passava, “Decisamente no”, lusso e ancora lusso e tantissimo lusso.

E ho incontrato le Toms e me ne sono innamorata. Costose espadrillas che regalano un paio di scarpe ad un bambino quando le comprate. Cosi’ avrete speso l’impossibile ma vi sentirete tanto bbuone.

In piu’ volete mettere il sacchetto di Selfridges a confronto con la borsa da turista di Harrod’s ?

Scarpe a parte, da River Island ho trovato un paio di pantaloni perfetti. Quel genere di pantaloni di cui v’innamorate a prima vista, vi stanno a perfezione e non togliereste mai.

Un’ultima cosa: quando comprare a Londra ti sembra conveniente, vuol dire che qualcosa in Italia non funziona nei prezzi. Perchè ormai siamo quasi alla pari, peccato che loro abbiano quel 30-40% in piu’ di stipendio.

Pubblicato il 7 maggio, 2008, in Diaristica, Femminile-maschile, Italica, Riflessioni, Viaggi con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 5 commenti.

  1. Sono anni che le mie sortite a londra sono caratterizzate da vere e proprie crisi di sindrome da shopping compulsivo. Se vado a Londra in periodo di saldi mi vedi entrare e uscire freneticamente da tutti i negozi di Regent Street…

  2. Questo era periodo di saldi🙂 Non so se causa mancate vendite o se sia proprio periodo, in un sacco di negozi apparivano le scritte “Mid season sale”. Regent Street l’ho evitata, non volevo farmi troppo male :d
    Se ami i saldi, ti consiglio Koenigsallee e dintorni da giugno in avanti. Tra l’altro nella zona verso il fiume, Karlstadt, e’ pieno di negozi avantgarde che, al calare dei prezzi, diventano quasi abbordabili. Prima sono da delirio🙂

  3. Cara Annarella,
    io i miei acquisti più libidinosi li faccio in Neal street. Prova🙂

  4. londra mi aspetta alla metà di giugno
    è la prima volta che ci vado🙂 ora che ho letto non vedo l’ora…

  5. @Salvia: prendo nota🙂

    @Irish Coffee: buon viaggio🙂 e spero ti possa piacere tantissimo😀

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