Milano, Stazione Centrale, ore 18.20

L’osservazione della Stazione Centrale alle 18.20 di un venerdi’ sera potrebbe essere un ottimo esercizio da far svolgere ai futuri antropologi. Field observation la chiamano gli anglosassoni.

Prendiamo la tipa che a 5 file da me sta raccontando del suo parquet. E’ emozionante sapere che suo marito non si batte abbastanza. Potrei fare quasi liveblogging di cosa sta dicendo ma non credo potrebbe interessare a nessuno che legga, figuratevi che non interessa neppure a me.

Prendiamo il tizio che, volendo prendere di corsa un treno che sarebbe partito 20 minuti dopo, mi è piombato di corsa addosso, schiantando la sigaretta sul giubbotto. Dopo avere centrato in pieno una che stava ferma vicino ad un cestino, ha provato anche a protestare perchè il braccio sporgeva ben di 10 cm e lui, non essendo capace a coordinare piedi e cervello, si era rovinato il giubbotto. Che potessi essermi fatta male in qualche modo neppure lo sfiorava. E’ stato spedito a cagare in maniera elegante, in perfetto stile milanese, qualcosa tipo “Coglione, se non fai attenzione agli ostacoli …”

Un’altra cosa che noti è che il Corriere continua a sbiellare su improbabili tacchi da 12 cm. Finalmente, dopo 3 giorni di osservazione continua, ho visto una tizia che li indossava. Le davano l’andatura elegantissima e sensuale di un granatiere col mal di piedi. Tendenzialmente camminava come se avesse una scopa infilata in parti posteriori ed un gran mal di piedi. Dopo averla vista, anche se si fosse voluto comprarne un paio, l’idea veniva scartata molto velocemente.

L’altro punto interessante sono i venditori di ombrelli. Pare che la pioggia li faccia spuntare come i funghi e, peggio, essere piu’ insistenti di un testimone di Geova incrociato con un piazzista del Folletto. Tendono a volertelo vendere anche se ne hai già uno in mano. Perchè si vorrebbe comprare il secondo non si sa.

La tizia è passata a parlare della Giovanna, sua amica d’infanzia,. Era indecisa se farle fare da testimone perchè aveva molti problemi ma, dopo avere capito che ci sarebbe rimasta male, ha deciso per il si. Spero non abbia problemi anche il marito perchè non so se reggerei un reportage sui problemi erettili o qualcosa di simile.

[Aggiunta delle 18.52] I problemi erettili li aveva il marito di una sua amica che, per questa ragione, e ciò ha causato un divorzio. L’amica si è risposata.

Pubblicato il 16 maggio, 2008, in Diaristica, Italica, Life, Universe and Everything, Realta' con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. 🙂 conosco la stazione centrale di milano
    certo ogni angolo se vuoi ti coinvolge nella vita altri
    e spesso ti trovi a riflettere sulla tua..
    ma il mondo è bello per questo ^^
    buon week end

  2. L’altro punto interessante sono i venditori di ombrelli.
    —-

    Sono la dimostrazione dell’incapacita’ di fare business dei milanesi: i venditori di ombrelli si piazzano in stazioni che sono strapiene di negozi. Se entri in un negozio a chiedere un ombrello (vedi fermata metro Bisceglie) ti guardano come se chiedessi la luna.

    Negozianti che dopo 15 anni di vedere extracomunitari che vendonoombrelli con la pioggia non hanno ancora capito che la pioggia faccia vendere ombrelli.

    E credono di essere la citta’ dei business.
    Sconfinata distesa di patetici coglioni .

    Uriel

  3. a me hanno provato a vendere un ombrello pure vedendo che l’avevo… sono fantastici!

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