Finanziamenti

Sto meditando di cambiare il cellulare visto che la batteria di quello in mio possesso regge poco e una sostitutiva costerebbe un bel botto. Visto che non ho voglia di cacciare tutta la cifra di botto, da queste parti si vaneggiava su un HTC Diamond, vorrei fare un finanziamento.
Mi è però sovvenuto che cosa successe l’ultima volta che ne richiesi uno e la sequenza tragicomica di domande a cui dovetti rispondere. L’altra questione è che sono stufa di essere soggetta a causole pseudo-vessatorie per cui il non volere l’ennesima carta di credito ti porta o a sostenere una lotta epica o a sentirti dire che non è possibile. Lasciamo perdere le tonnellate di carta, le chiamate inutili ad ore stupide e tutto quanto fa spettacolo nello stracciare le palle a qualsiasi poveraccio che abbia sottoscritto un finanziamento.

Come ebbe a dire un grande al telefono col call center di uno dei gestori di finanziamenti: “Fate che per voi sia morto, dimenticami, fate cosa volete ma smettete di inviarmi kg di immondizia”.

Questa è la sintesi di cosa successe quando mi fecero compilare un questionario di richiesta l’ultima volta:

Per ragioni varie ho deciso di fare un finanziamento e, con la compilazione del modulo, è iniziata una scena che non saprei se definire ridicola o di totale invasione della privacy.
Gia’ la prima domanda, subito dopo i dati bancari, stava tra il delirante ed il ridicolo: “Da quanto tempo ha il conto corrente presso quella banca”.
Non so cosa possa interessare a chi finanzia e soprattutto non me lo ricordavo.
La persona che stava trattando la pratica mi guarda e mi dice “Non ci faccia caso, ci sono altre domande veramente strane”.
Me ne sono accorta dopo poco quando, alla voce dati di residenza, mi e’ stato chiesto da quanto tempo risiedessi dove vivo adesso e dove risiedessi prima.
Non voglio dire che questo sia ridicolo perche’ si limita a suonare grottesco nonche’ molto italiano. Potrei avere cambiato casa ogni 3 mesi per questioni di lavoro o essere un inquilino moroso e non avere mai modificato la residenza e con cio’ questi sarebbero stati felici come pasque.
Anche la domanda se la casa di residenza fosse mia mi e’ parsa sufficientemente comica non fosse altro che, anche volessero aprire una ipoteca, stante il valore del finanziamento gli costerebbe di piu’ la pratica che la eventuale perdita del finanziamento.
Alla fine siamo arrivati alla firma e ho scoperto che mettevo pure una firmetta in cui certificavo il mio perfetto stato in salute. Ora so di avere detto il falso perche’ oggi ho un ginocchio che mi fa male e, se l’italiano non inganna, non sono in perfetta salute senza contare che potrei patire di allergia ai pollini o di altri malanni di stagione e cio’ non coinciderebbe con la dizione “perfetta salute” ma non impedirmi di pagare in tempo esattamente come non me lo impedirebbe il fatto di avere il ginocchio della lavandaia o il gomito del tennista.
Che io sappia l’unica cosa che ti possa impedire di pagare in tempo e’ il fatto di non avere soldi sul conto ma si vede che sono di idee arretrate e il mio ginocchio dolente di oggi mi abbassera’ l’importo presente sul conto corrente.

Pubblicato il 31 maggio, 2008 su Diaristica, Italica, Life, Universe and Everything, Realta'. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Mi piace la tua sottile ironia. Un post, questo, intelligente e divertente. Come tanti altri, a dire il vero!Ciao.

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