Secondo me si chiamano corna

Da sempre Internet è vista come covo di maniaci. Oggi La Stampa ha un trittico di articoli sulla pornodipendenza. In realtà si parla di chat e, soprattutto, le corna supposte ossia di qualcosa che esisteva prima di internet ed esisterà per sempre.

Internet, bisognerebbe spiegare a questi signori, è un mezzo come il cellulare da cui si spediscono sms.

Bisogna dire che è plus facile dare la colpa ad internet delle proprie corna che al fatto che il rapporto abbia problemi ma tant’è.

Il pezzo più bello dell’articolo è questo:

Dice Giorgia che quando si finisce invischiati nei sospetti non c’è più speranza. “Sapevo che scambiava messaggi con alcune donne incontrate su quei siti. Ero quasi sicura che non si incontrassero, ma volevo esserne certa. L’ho pedinato, ho afferrato il suo telefono con il terrore di essere scoperta. Era pieno di messaggi. Ho trascritto quei numeri, ho provato a richiamarli. Ero impazzita. E ho scoperto che queste signore di mio marito non sapevano nulla. Nemmeno il nome. Avevano costruito con lui un mondo fatto di finzione. È stato il colpo finale. Per me e per il nostro rapporto

Ricapitoliamo: il consorte della signora ha acceduto a siti/chat/qualcosa dove conobbe delle signore/signorine. Quale sia il genere di siti si dovrebbe dedurre dall’articolo ma non è chiaro. Per quel che ne so potrebbe andare anche su dei blog di meccanica quantistica.

Con cotali signore/signorine ha scambiato degli sms. Non si conosce il tema, potrebbero anche parlare di ricette di cucina.

Ora m’immagino la scena:

Cellulare che suona, numero sconociuto

Io: “Pronto”
Persona dell’altra parte “STRONZA!”
Io [chiedendomi perchè tutti i fuori di testa capitano a me] “Ha sbagliato numero”
P.D.A.P: “Stronza, tu insidi mio marito”
Io [chiedendomi chi possa essere il marito e perchè io lo dovrei insidiare] “Lei chi è” (sottinteso cazzo vuoi ?)
P.D.A.P: “TU vuoi portarti a letto Guglielmo”
Io [chiedendomi chi accidenti sia Guglielmo] “Guglielmo chi ?”
P.D.A.P: “Guglielmo Scarruzzopoli, mio marito!”
Io [continuando a non capire/sapere] “Guardi, lei ha sbagliato numero. Non conosco nessuno con quel nome”
P.D.A.P: “Guglielmo ha un sms ricevuto da questo numero!”
Io [domandandomi a chi accidenti abbia scritto e perchè] “E di cosa avrei scritto?”
P.D.A.P: “Il lardo di Arnad è meglio di quello di Colonnata”
Io [Chiedendomi se la tipa sia da TSO o meno] “Scusi, lei è la moglie di Paperonzolo per caso?”
P.D.A.P [Urlando] “Scostumata, sciagurata, allora lo conosci”
Io “Un sms e provarci sono ancora due cose diverse”

Un dialogo simile può andare avanti ad libitum a meno si chiuda la conversazione o si spenga il cell. Di sicuro internet non c’entra nulla.

Si chiamano CORNA e prudono così da sempre. Siano vere o immaginate.

Pubblicato il 6 giugno, 2008, in Femminile-maschile, Italica, Realta' con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. prudono e fanno grandi solchi tra stipiti e soffitti.😉

  2. Certo, se poi ci si mette la paranoia o la follia di pensare che qualsiasi minimo contatto (anche solo visivo o cyberepistolare) sia equivalente a “provarci” (e lasciamo perdere i “talebani” che sostengono che provarci equivale sempre e comunque a molestare sessualmente), uno il peso sulla testa lo sente.
    Ma come dici giustamente, le impalcature craniche non dipendono dal mezzo.😉

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