Quando si ringrazia di non avere avuto figli

Stavo cazzeggiando su web e nel feed reader mi è apparso un post su ReadWriteweb. Oggetto generazione Y.

Ora un articolo che sembrava riassumere tutte le peggio cazzate che si leggono in giro sui ggiovani inclusa ignoranza profonda, stupidità abissale, mammismo e totale mancanza di capacità di analisi. Solo che è scritto da chi dovrebbe avere 20 anni.

Per generazione Y s’intende la generazione dei Twenty-something ossia di chi ha tra 20 e 25 anni. Come tutte le generazione che l’han preceduta dagli anni ’60 ad oggi, dovrebbe condividere dei tratti o cosi’ si dice, ed e’ oggetto di analisi stile insetto o panda in estinzione.

Come tutte le generazioni precedenti credo sia totalmente incomprensibile a chi non ne fa parte e che le statistiche riportino solo dei numeri relativi ad un determinato campione. Illustrino dei trend all’interno delle domande esposte ma non dicano nulla su cosa sia quel gruppo di persone appartenenti ad una determinata fascia di età.

Questo è l’articolo su  ReadWriteWeb che dovrebbe essere elogiativo/illustrativo della Gen Y.

Assodato che chi scrive il post su RW ne fa parte, la domanda è se si rende conto di cosa stia illustrando.

1) Generation Y is arguably the most socially conscious generation in existence. Fantastico, prendo i gruppi su Facebook che si occupano di problemi etici e dico “Cacchio, guarda che fighi, sono tantissimi”.
Che io sappia in molti di quei gruppi c’e’ gente che con la Gen Y non ha nulla a che fare visto che possono avere 30 come 60 anni ma il numero dice che sono tutti dei twenty-something.
Azz che ce ne facciamo di botulino, palestra ed altro quando basta essere in un gruppo su FB perchè ti diano 20 anni ? Figata pazzesca

2) They read more blogs than any other generation.
Sono sicura che se Monsieur de Lapalisse avesse avuto di blog li avrebbe letti. Non esistendo all’epoca non poteva. Da ciò ne deriva che chi ha oggi 20 anni legge blog. Se poi il dato volesse indicare che, dato il campione statistico di lettori, quella della fascia tra i 20 ed i 30 sono i piu’ forti lettori di blog, non si capisce nè si deriva dalla frase.

3) They receive the news from online sources and they may even venture into buying an eBook or two
La maggior parte dei PHD americani nel settore scientifico sono di ragazzi che arrivano da India, Cina e Corea. Forse leggere un libro a qualcosa ancora serve. Si sta descrivendo una generazione di illetterati che lasciano la formazione superiore ad altri.

A chiosa abbiamo una citazione che dice “Some of them are the greatest generation. They’re more hardworking. They have these tools to get things done. They are enormously clever and resourceful. Some of the others are absolutely incorrigible.”

Suppongo che il some, alcuni, potrebbe essere detto per qualsiasi essere umano che sia comparso sulla faccia di questo pianeta dal Neolitico ad oggi. Ognuno di loro era tech-savy nelle tecniche dell’epoca, lavorava sodo. Alcuni erano di rompiscatole.

E’ più impressionante leggere cosa dica questa signora, un executive pubblicitario, quando parla di come gestirli: “You do have to speak to them a little bit like a therapist on television might speak to a patient,” Salzman says, laughing. “You can’t be harsh. You cannot tell them you’re disappointed in them. You can’t really ask them to live and breathe the company. Because they’re living and breathing themselves and that keeps them very busy.
Vorrei capire se questa signora gira con le bombole ad ossigeno fornite dalla corporation oppure è capace di respirare autonomamente.

Ora, io mi vedo a discutere con un qualsiasi capo/cliente in questi termini:

Io: “Ho un problema …”
C.d.A “Parliamone, pensi siano questioni derivanti dal tuo Adulto che non media tra il Bambino ed il Genitore ?”(*)
Io: “Il mio genitore mi sta dicendo che debbo fare quella cosa a costo di ammazzarmi, il mio adulto mi ricorda che debbo chiamare l’idraulico e conciliare le cose, il bambino sta dicendo fncl a tutto. Ho bisogno di un tuo consiglio”
C.d.A [Passando una caramella e assumendo un tono molto soft] “Penso che dovresti ascoltare il tuo adulto e calmare il bambino di modo da riuscire a priotizzare le cose ed ottenere un ottimo bilancio vita/lavoro”

Un altro punto dell’articolo citato come elogiativo è il seguente: “You now have a generation coming into the workplace that has grown up with the expectation that they will automatically win, and they’ll always be rewarded, even for just showing up,

Io sono primadonna ma se arrivassi con un’expectation simile mi pigliano a calci. Ovunque. Twenty-something o meno. In secondo luogo mi viene in mente che gli USA saranno un posto privilegiato ma quanto dura e quanto può durare ?

Cosa succederà a questa generazione, se è così come nella descrizione, dovesse succedere qualcosa di serio? Siamo sicuri che non si stia generalizzando mettendo assieme il figlio viziato della famiglia medio-alta con il ragazzo dei ghetti che magari ce l’ha fatta ad arrivare ad Harvard ?

O come ha detto una professoressa universitario, africanistica, incontrata sul treno, “Riusciamo a dare pochissime lauree col massimo dei voti. Ci troviamo davanti gente che non sa piazzare gli stati sulla cartina [nota mia niente di che stante che i temi erano politica africana] e non sa contestualizzare od analizzare la situazione”. Suppongo ce ne siano ma non lo vedo come un punto felice in un ecosistema sociale che diviene sempre più complesso.

Ed onestamente, non riesco ad identificare quello che leggo con i ragazzi che ho conosciuto: brillanti e capaci. Possono cambiare le priorità ma dietro ho visto persone valide non i bambinoni descritti.

Ma la cosa peggiore è citare un articolo, come elogiativo di una generazione, dove si dice questo “”We want to hear it and truly we’d love for our parents to know. There’s nothing better than Mom getting that letter saying, ‘You know, Ryan did a great job. Yeah, I just wanted to let you know you raised a fantastic son’” .

E’ una di quelle frasi che mi fanno immediatamente venir voglia di adottare un cane.

Io appartengo alla gen X, descritta da Douglas Coupland, una delle più sfigate come descrizioni. La generazione dei Microserfs

(*) Qui si presuppone che il capo/cliente sia esperto di analisi transazionale e si stia riferendo alla teoria degli stati dell’ego.

Pubblicato il 8 giugno, 2008, in Italica, Realta', Riflessioni con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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