I blog sono pieni di cazzate ?

Era un paio di giorni che volevo scrivere sto post. Più o meno da quando mi sono passate sotto il naso un po’ di tumblerate e ritumblerate del posto di Brodo Primordiale

Lui scrive: “Spiace dirlo, ma alla fin fine Formenti aveva ragione e io non lo avevo capito: di certe cose dovrebbe parlare solo chi ha la competenza per parlarne, tutto il resto è caciara. Ne discende che gli unici blog leggibili con profitto, e con un certo divertimento, fatte le debite e rare eccezioni, sono quelli che si occupano di fuffa. Per l’informazione, guarderei altrove.

Quello che sfugge a me di questo discorso è molto semplice: perchè uno dovrebbe tenere un blog dove dispensare le sue perle di conoscenza e di competenza. I blog che lo fanno, mi vengono in mente [Mini]marketing in italia o  Nicholas Carr(*) in Uk, sono comunque professionisti che scrivono articoli di settore e non amateur che si dilettano ad analizzare il mondo. C’e’ una competenza in quello che scrivono e ce’ un uso professionale della competenza.

Molto semplicemente se voglio la competenza, la professionalità, non la cerco nella blogosfera ma altrove. Se voglio un’analisi di mercato non vado a cercarmi il post ma un’analisi di Forrester o Gardner perchè quello è il loro mestiere.

Poi, da qualche parte, ci potrà essere l’analista che ne scrive ma di sicuro non nella maniera approfondita che utilizza nel suo lavoro, o perlomeno si spera.

Credo che il prinicipio sia questo per molti: esistono una sfera professionale ed una di cazzeggio e non è detto che la prima debba finire necessariamente su un blog. Un po’ perchè credo che la professionalità non possa e non debba essere free, un po’ perchè alcuni possono avere tutti i santi crismi del non-disclosure agreement.

Oggi come oggi non sarebbe professionale se qui facessi l’analisi di cosa vedo succedere lavorativamente. Non lo sarebbe per questioni di riservatezza e per questioni di professionalità.

Come molti penso che il bloggare, lo scrivere siano uno sfogo, un passatempo. A volte non hai la più vaga intenzione di sforzare il cervello e ti viene bene sparare cazzate, altre ti puoi anche prendere il lusso di andare oltre ed usare le meningi.

Sono spazi, momenti e tempi diversi. Come diverso è per ognuno lo scopo per il quale scrive. In Italia non abbiamo un Daily Kos o un  TechMeme ma non abbiamo neppure il sistema politico USA o la loro industria informatica.

Abbiamo un sistema culturale in cui continua ad esserci un elite e una massa ineducata o ignorante a prescindere dal titolo di studio. La blogosfera italiana, per quanto possa essere piena di stupidaggini, è ancora espressione di quell’elite. Un gruppo con ben precisi interessi culturali, politici e gusti.

Non è un caso che leggendo i blog sembra che tutto sia Linux mentre le corps continuano ad avere fior di infrastrutture Microsoft.  E giurin giurella che ne so qualcosa di infrastruttura lavorandoci.

Non è un caso che si continui a pensare al web 2.0 come unico salvatore della patria e degli italici futuri aziendali quando l’italica azienda media non rinnova il parco macchine da un decennio.  Mi parrebbe strano, anche se non improbabile, che vi fossero aziende very 2.0 con il sito enterprise, il viral ed i cazzi buffi affini ma con i pc che sono del pentium 200. Perchè la realtà è quella e non quella descritta dalla blogosfera.

La blogosfera parla di cosa conosce in realtà. Che poi conosca la fuffa o cosa racconta Techmeme è tutto un altro paio di maniche.

Di sicuro non le si può chiedere di essere quello che non è: un gruppo di professionisti.

(*) Indicato tra i blog tecnologici interessanti dal Financial Times

Pubblicato il 24 giugno, 2008, in Blogging, Fuffa 2.0, Realta', Riflessioni con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 7 commenti.

  1. Da tempo mi chiedevo cosa fosse e a cosa servisse un blog. Ho trovato le risposte in questo post.

  2. io parto dal presupposto che un blog è come un diario personale, che non tieni segreto, ma che vuoi condividere. che poi tu voglia condividere il fatto che ti è piaciuto un film, un libro, un disco, una scopata o che tu voglia parlare di nanoparticelle, quello fa solo parte di una cosa molto semplice: la vita. che per ognuno di noi è diversa, più o meno interessante, più o meno colta. io direi che sono inutili gli articoli che parlano del fatto che i blog sono inutili (o quasi). dal mondo informatico cmq, ci si aspetta sempre troppo: non sono delle macchine che possono rendere migliore il mondo, ma sempre l’essere umano.

  3. pregasi definire “blogosfera italiana”. MySpace conta?

  4. “mi vengono in mente [Mini]marketing in italia o Nicholas Carr(*) in Uk, sono comunque professionisti che scrivono articoli di settore e non amateur che si dilettano ad analizzare il mondo. ”

    Io preferirei essere catalogato nella seconda categoria🙂

    Per il resto, la blogosfera mi è utile: trovo sempre spunti, idee, riflessioni interessanti, spesso mescolate a fuffa, è vero: ma preferisco “ripulire” e ‘limare’ contenuti, blog e fonti da leggere, nell’era dell’abbondanza, che aspettare come una volta i contenuti, calati e sterilizzati, dall’alto.
    ciao!

  5. @Maurizio : servono anche a scrivere post sul contenuto dei post😉

    @Oste: sono utilissimi invece gli articoli sull’inutilità, scatenano un sacco di furore😀

    @.mau.: in questo caso definisco blogsfera tutto ciò che non è strumento professionale ma è a livello amatoriale. Per me il blog su Myspace è blogosfera, il blog professionale o aziendale no.
    Tutto ciò senza stare a vedere i Cluetrain e altri doc vari😀

    @Gianluca: se preferisci amateur all’inglese nel senso più alto del termine.
    Sulla questione di pulire: sono d’accordo ma a volte non c’è il tempo di farlo o rielaborare oppure è troppo lungo il processo di assemblaggio delle info.

  6. Io credo che nella rete si possano trovare dei blogger estremamente competenti, professionisti delle conoscenze che condividono con i visitatori : rappresenteranno lo 0,5 ma ci sono. Per quanto riguarda il fatto che non ci sarebbe interesse a diffondere i “segreti del proprio mestiere”, da un intervista che ho fatto a Shor di Geekissimo è venuto fuori che per il futuro Geekissimo prevede di vendere alcuni contenuti (contenuti premium) ad un prezzo mensile molto basso. Chissà che i veri professionisti non decidano di vendere quel know how che magari non non diffondono in maniera gratuita…

  7. @WMNewsopolis : sono contenta per te se li trovi ed hanno il tempo e la voglia sia di bloggare che di spiegare a gratisse.
    Poi, per la carità, dipende sempre dal carico lavorativo e da cosa si faccia.
    Il mio lavoro è noleggiare il know-how. Il mio come quello di molti altri.
    Se c’e’ qualcuno che ama farlo gratis, buon per lui.
    Ma torno a dire che gratis la professionalità non si cede.

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