Tristano ed Isotta

On the air: Tristan und Isolde- Prelude and Liebestodt

Ho in sottofondo la “Morte d’Isotta” di Wagner. Per me e’ uno dei brani piu’ romantici esistenti.
Una musica non propriamente estiva come estiva non è la celebrazione della passione. In questa stagione si pensa ai rapporti balneari, a “Chi ti farai sulla spiaggia” non ai grandi amori archetipi.
La musica pero’ mi ispira una domanda: in questo tempo di relazioni usa e getta, convivenze e rapporti a termine c’e’ ancora un posto per la passione a la Tristano ed Isotta?
Oggi l’amore mi sembra visto come un qualcosa molto simile ad una palestra. Vai, prendi e dura finche’ stai bene. In caso di problemi, di qualsiasi entita’, si cambia.
Prossimo giro, prossimo regalo.
Un fidanzato/a rischia di diventare un must come il figlio da regalarsi o tutti gli altri gadget di cui ci circondiamo.
Un fidanzato/a gadget non una persona particolare con cui si condividono gesti, azioni e pensieri.
E la passione? Quell’arnese per cui si puo’ anche morire, quella cosa estremamente seria per cui si spasima, si piange, si va in estasi manco Santa Teresa o si provano le pene dell’inferno?
Per quella c’e’ posto o, con la sua capacita’ di far saltare schemi ed equilibri, e’ sostituita da sentimenti piu’ costruttivi e ben educati?
Tristano muore perche’ non rivede Isotta, Isotta muore perche’ e’ morto Tristano.
Saro’ romantica ma eros e thanatos sono legati nell’immaginario. Le grandi storie universali hanno sempre questo finale: gli amanti non uniti nella vita ma nella morte.
Eppure oggi il binomio di amore e morte appare quanto di piu’ lontano vi possa essere dalle nostre vite.
Stiamo li’ a distinguere tra innamoramento, amore e passione misurando col bilancino cosa sia uno e cosa possa essere l’altro.
La sofferenza amorosa viene vista come un qualcosa di patologico, spesso l’unica cura consigliata per il cuore infranto e’ “scopa!”.
Come se la necessita’ non fosse dell’unicita’ della persona amata, del suo specifico ma di un rapporto fisico, magari frettoloso, in cui scaricare le necessita’ fisiologiche.
Un sesso terapeutico se mai vi fosse stato dimenticando che non c’è nulla di più doloroso del sesso quando hai un’altra persona in testa. Ogni gesto, ogni momento rischiano di essere l’ultimo prima di un disastro di lacrime che non coinvolge solo te.
Posso dire di avere avuto periodi simili. Morto un papa, era il susseguirsi di una serie di cardinali che erano quanto passava il convento. Ad essere sincera non me ne fregava un beatissimo ma erano li’ per coprire un buco, un’assenza che veniva sentita come dolorosa.
Ho conosciuto un sacco di ristoranti e posti ma ricordo pochissimo di chi mi accompagnava.
D’amore si moriva un tempo, forse si potrebbe morire ancora oggi se non fosse che non abbiamo piu’ tempo. Non c’e’ piu’ tempo per lasciarsi andare alla malinconia, allo strazio. C’e’ il futuro da rincorrere.
Tristano ed Isotta oggi non potrebbero piu’ esserci. Lei avrebbe divorziato da Marco e sposato l’amante. Sarebbero diventati una coppia come tante magari dopo un po’ si sarebbero annoiati assieme, stanchi delle solite cose.
Ma la passione oggi e’ morta. Non c’e’ piu’ perche’ nasce, vive e si pasce anche degli ostacoli che incontra. Vive nel desiderio e non nella soddisfazione immediata del bisogno e oggi non abbiamo piu’ tempo per coltivarla.

In compenso è un termine che si usa molto lavorativamente ma la follia, lo scardinamento dei limiti e dell’ordine che ne consegue non viene mai citato. Un termine multi-uso, tipo leadership, che vuol dire tutto e niente ma di sicuro ha perso ogni riferimento al termine originario.

In parole povere la leadership è quella che fa si che ti chiedano una cosa e tu, sull’onda dell’entusiasmo, chiederesti anche cose tipo “Un caffè o una pulitina di scarpe?” ed il tutto per pura passione.

Altro che Tristano ed Isotta. Dal Liestodt al Business-jargon.

Pubblicato il 14 luglio, 2008 su Femminile-maschile, Riflessioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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