Ma Repubblica di che parla ?

L´articolo di Repubblica sul discorso di Obama

Moi c´era. Ma ho il dubbio che io ed il cronista di Repubblica non abbiamo sentito lo stesso discorso.

Quella dell´articolo non e´ una sintesi, e´ un riassunto ad capocchiam che taglia fuori parti intere.
Ad esempio quando parla del nucleare, l´invito non e´ solo rivolto all´Iran ma a tutti i paesi nucleari.
Allo stesso modo viene tagliata fuori la parte di “cooperazione come unico modo di sopravvivere” e “necessita´di dimenticare la guerra fredda e le sue divisioni”

La piu´ divertente pero´ e´ questa: “Obama ha fatto una scappata all’hotel di lusso Ritz Carlton, per fare un’oretta di fitness”. E´ alloggiato nell´hotel piu´lusssuoso di Berlino, l´Adlon e possibile che con una suite da 20 mila euro a notte non gli abbiano dato anche l´accesso alla palestra ?

L´altra perla: “Proprio nel giorno in cui, da Berlino, pronuncia un trionfale discorso davanti alla Colonna della Vittoria, applaudito da oltre centomila tedeschi entusiasti“.  Per il cronista via video di Repubblica che comincio a pensare non ci fosse li´: c´erano moltissimi americani, inglesi, italiani, francesi, svedesi e vai coi carri. A volte essere sul posto aiuta.

Per il resto, e´stato un momento piuttosto intenso ed emozionante. Se a qualcuno passa ancora per la capocchia che Veltroni abbia qualsiasi assonanza, somiglianza con Obama la risposta e´no. Obama can, Walter can´t.

Stiamo parlando di puro carisma personale, di capacita´di tenere l´uditorio in mano. Per tutto il tempo del discorso c´e´ stato silenzio ed attenzione. Silenzio interrotto solo dagli applausi su alcuni passaggi come quello della rinuncia al terrore nucleare (bellamente tagliato da Repubblica) o sulla frase “People of the world, look at Berlin”.

E´un politico? decisamente si ma non mi vedo 100 mila persone rimanere in silenzio a seguire con attenzione qualcuno che non sappia parlare al loro cuore. Non al portafoglio, non allo stomaco o al culo. Al cuore perche´ e´ a quello che ha parlato.

Uno molto rockstar al punto che la gente, finito il discorso, ha applaudito come se volesse il bis.

Un evento ed un momento a la “United we stand”.

Per il resto l´atmosfera era bellissima: una festa con un sacco di stand di panini, wurstel, birra. Bambini, nonni, tantissimi ragazzi sotto i 25 anni.

Li´come all´Adlon. Come nello sfollare con tranquillita´.

E´ stata una festa. Irrita leggerne la banalizzazione del principale quotidiano italiano.

Pubblicato il 24 luglio, 2008, in Cazzeggiando, Diaristica, Italica, Life, Universe and Everything, Politica, Viaggi con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Annarella, La Repubblica per quanto riguarda la politica internazionale oramai e’ a livello di un giornalino della scuola.
    Leggi questa: http://www.gennarocarotenuto.it/2719-un-mitomane-a-la-repubblica

  2. Alessio il problema é che continua ad essere il piu´ letto e famoso giornale italiano. Stavolta hanno scritto cose che neppure un cioccolataio ubriaco avrebbe scritto e facendo i confronti con il resoconto dello NYT ce ne si rende conto.

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