Itagliani all'estero

Il Times di oggi presenta un articolo dove si domandano se gli itagliani siano i turisti più maleducati al mondo.

Stiamo parlando degli itagliani, specie particolare presente nell’italica penisola nonchè la parte Hyde di buona parte dei suoi abitanti. Quella che la parte più civile del nostro essere rifiuta a priori

Possibile che sia gli itagliani siano realmente i turisti più maleducati e rompipalle secondo le mie esperienze.

Essendo entusiasti del loro modo di vivere molti itagliani, quando vanno all’estero, terranno un comportamento atto a dissuadere il resto del mondo dal venirci ad invadere pacificamente. Se vogliono il posto lo prendano con la forza e ci rasino. Tutto ciò con grande dolore di tutti quelli che non disdegnerebbero un’invasione da parte della Francia. Gli svizzeri mi sa che piuttosto si mettono a produrre mozzarelle di emmenthal.

Da cosa nasce questa mia riflessione? Leggo Italians di Severgnini. Spesso ci sono lettere di persone sconvolte da cosa hanno visto fare ai loro connazionali all’estero.

Personalmente ho un caso tipo: Long Library di Dublino, posto dove e’ vietatissimo fotografare per evitare troppa luce e preservare i disegni dei manoscritti in esposizione. Gruppo di itagliani che scatta a ripetizione.
Cortesemente il guardiano li invita a smettere. Uno di questi, il fotografo si suppone, si gira verso gli altri e fa “Cazzo vuole questo”.

I suoi connazionali si mettono a fischiettare per sopprimere il desiderio di abbatterlo.

Altro caso: aereoporto di Stansted, Londra. Signorina che deve pagare la consumazione. Cerca di fare una cosa mista tra sterline e lire il tutto parlando il italiano. La coda alle sue spalle raggiunge dimensioni epiche.
Dopo un po’ qualcuno io, volendo bere qualcosa e al tempo stesso non perdere l’aereo, sbotta e dice “Senti se hai bisogno di soldi te li presto senno’ qui facciamo notte”. La signorina, irritatissima, si gira e risponde “Fatti i cazzi tuoi”. Controrisposta “Me li sto facendo visto che sono in coda”.Signorina, a quel punto, tira fuori banconota paga e va. Fossi stata immediatamente adiacente la pigliavo a calci.

E coglierei anche l’occasione per ricordare la signora Cesira che pretendeva che una poteva cameriera tedesca capisse tutto quanto lei stava dicendo in italiano con marcatissimo accento o il signor Luigi che informava tutto il Museo della Preistoria dei programmi per la sua serata

L’altra convinzione profonda degli itagliani e’ che all’estero nessuno capisca la loro lingua e che tutti gli itagliani saranno vestiti allo stesso modo ed immediatamente riconoscibili. Tutto cio’ li porta a comportamenti divertentissimi quali beccarsi due di picche pubblici perche’ tanto l’unica che li puo’ capire e’ la fanciulla che glielo molla, criticare gruppi di turisti perche’ tanto non capiscono. Quest’ultimo caso fu particolarmente divertente perche’ nel gruppo c’ero pure io e li lasciai parlare fino ad arrivare alla mia vicina di posto poi mi alzai e andai a chiedergli come andava. In italiano.

L’itagliano all’estero e’ spesso clamorosamente ignorante e riesce a sparare delle vaccate capaci di provocare la massima ilarita’ nei suoi eventuali compatrioti presenti con vaghi ricordi delle elementari. Ora e’ vero che sarebbe eccessivo sapere a memoria l’elenco dei re sumeri se si va al British Museum, ma almeno sapere che Ur e’ una citta’ potrebbe essere carino anche per evitare di dire, di fronte ai reperti delle tombe reali di Ur, qualcosa tipo “Aho chi era sta Ur?”.

Non e’ bello. Come non e’ bello sentire uno che cerca mummie famose li’ quando probabilmente manco ci stanno al museo del Cairo.

Non e’ bello vedere i propri compatrioti non andare a vedere la cattedrale di Winchester perche’ vogliono vedere se troveranno una cartella da scuola in uno dei negozi di cartoleria sulla High Street.
A parte che non credo abbiano cartelle ma quei negozi li trovi anche nel piu’ orrido posto che ci sia in Uk perche’ proprio li?
E perche’ devi scambiarmi per uno dei tuoi solo perche’ parlo italiano? Io non vorrei mai assomigliare a voi, mi fate schifo solo a sentirvi parlare e potrei anche offendermi.

Come non e’ bello assistere allo scempio generazionale che e’ stato fatto agli adolescenti. Non e’ bello per niente vederli partire di qui tappati con pantalone a giro passera, maglietta sottoseno a canottiera e frignare scesi dall’aereo perche’ fa freddo e loro non hanno una maglia a portata di mano.

Ora quando disegno un itinerario di viaggio cerco di escludere a priori qualsiasi posto sulle rotte turistiche italiana.
Non e’ difficile: si va in agenzia, si chiedono cataloghi, si segnano i posti piu’ battuti e li si esclude dalle proprie rotte estive.

Pubblicato il 31 luglio, 2008, in Italica, Life, Universe and Everything, Realta', Riflessioni con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. bhe, in crociera quest’anno ho sentito “italiani” vantarsi di aver rubato nelle valigie in attesa lungo i corridoi ;-(

  2. Se però senti qualcuno sulla nave che dice: “Heghlu’meH QaQ jajvam” non è che riesci a capire che cosa sta dicendo e se vuole rubare le valige o no. A parte questo in effetti l’Italiano in vacanza, anche in Italia inizia ad avere comportamenti decisamente strani.

  3. @Manfrys: e son cose che fanno piacere😦

    @Mike: il problema è che cose che a noi a volte paiono assolutamente normali non sono per nulla scontate all’estero. Esattamente come atteggiamenti che all’estero paiono scontati non sono visti bene da noi. Io vado un po’ su casi estremi, esistono anche tantissimi turisti che non sporcano e fanno la pipi’ negli angoli.Disgraziatamente, essendo un periodo in cui siamo tutti pronti a mordere, le cose vengono fatte notare di plus

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