Cerimonie torinesi

C’e’ un rituale torinese che sopravvive ai tempi. E’ immutabile, con regole ben precise e  pochissimi torinesi, mediamente eccentrici, non si adeguano al rito.

E’ il rito del necrologio su La Stampa

Il rito si compie sia quando il necrologio lo fai pubblicare sia quando lo leggi.

Sulla pubblicazione ci sarebbe molto da dire. L’unica volta che dovetti farne pubblicare uno mi trovai davanti un’impiegata cafonissima che ridacchiava con un collega. Un’impressione fantastica considerato l’asportazione del rene che la cosa comportava ed il fatto che non stavo pubblicando un “AAA superdotato cercasi. Astenersi perditempo e sotto i 25 cm”.

Ho sempre pensato che sdradicare il bancone ed infilarle il mouse in parti dove non batte il sole mi avrebbe fatto bene, ma il problema era la gente in coda dietro me che avrei obbligato ad un supplemento di coda.

La seconda metà della cerimonia è quella della “lettura del necrologio”. Ci sarebbe qui da notare che finchè la Stampa non metterà i necrologi on-line come giornale cartaceo avrà un futuro. A me piace leggere il Financial Time (*) on line ma le tradizioni hanno il loro fascino.

Il rito comporta la devota compitazione delle liste di annunci il tutto puntellato da esclamazioni quali “Toh guarda chi è morto” oppure “Come mai non partecipa tizio?”. I più esperti riescono anche a dedurre che la Mariuccia che compare in 25 posizione da sola sia o meno l’amica (*).

Nei giorni in cui vengono a mancare personaggi importanti, la cerimonia richiede un bel po’ di tempo. Leggere 700 annunci, anche a scorrerli veloci, richiede anche un certo impegno. Alla fine avrete avuto un bello sguardo d’insieme sul network di una persona, sia quello lavorativo che personale.

Prima che Facebook o Linkedin fossero, questo era.

(*) L’amica è il termine usato nei casi di signora molto raffinata e distinta di cui si sa ma non si parla. L’amichetta è già più dispregiativo.

Pubblicato il 10 agosto, 2008, in Italica, Riflessioni, Torinesita' con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Non vanno dimenticati i figli ”spurii” del necrologio su La Stampa, come quelli sul “Risveglio” di Venaria (e del Canavese) oppure su Ciao Pais (il giornale dell’associazione Nazionale Alpini). Che in più hanno la foto.

  2. Tutto il mondo è paese🙂 . Dalle mie parti, Bergamo, la pagina con i necrologi, con foto, sono tra quelle più in voga tra le persone anziane (pote ègie e zabète).
    Anni fa esisteva adirittura un emittente locale, Tele Clusone, che aveva uno spazio riservato ai necrologi nel suo telegiornale.
    Ora si limita solamente il Giornale di Bergamo a copiare quelli publicati il giorno prima dall’Eco di Bergamo.

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