Cose che non mi tornano …

Sento parlare di precariato, lavori che non si trovano, gente che non riesce a trovare un lavoro che non sia stage o contratto a termine.

Parlando con altre persone sento invece un mantra diverso “Mancano i tecnici” e, specificatamente, mancano i sistemisti di area Microsoft.

In particolare, per comporre tutto il mantra, mancano sistemisti di area Microsoft esperti o gente che abbia voglia di imparare il mestiere.

Un settore che non è un piffero glamorous, è decisamente tecnico e che non ricade in nessuna delle categorie del tecnico figo.

E il problema non è solo italico.

Stessa cosa succede all’estero. Se un architetto MS viene richiesto a 100.000 sterline l’anno, qualche problemuccio ci sta pure da quelle parti debbe United Kingdom.

Qui da noi suppongo sia dovuto al fatto che l’informatica è uno di quegli ambiti da guerra di religione: Linux vs Microsoft, Apple vs Microsoft, guelfi contro ghibellini, cattolici contro protestanti. Leggendo certe discussioni a volte non si capisce se le persone siano prese dal sacro furore evangelizzatore o stiano discutendo di questioni quali “connessioni di rete”, driver, formattazione di hard disk. Essendo MS vista come la religione del male, il sistemista MS viene visto come il testimone del male

Ora suppongo che per alcuni sia il male un settore dove ti assumono a tempo indeterminato e, ORRORE, ti pagano persino più di 700 euro ma si vede che alcuni pagano il macellaio a botte di disquisizione sul social networking o la bellezza dell’ultima distro Gentoo (*)

Tornando alle guerre di religione informatico-italiche, di solito dalle discussioni escono due cose molto chiare:

  1. Il vero fanatico non ha mai messo naso in un grande CED
  2. Se il vero fanatico, fosse mai entrato in un grande CED, saprebbe che ci possono essere server Windows, Unix, Linux e persino degli Apple.
  3. Se il vero fanatico avesse mai lavorato su un progetto grosso, saprebbe che spesso sono ad architetture miste.

Ora personalmente detesto i lai sui bei tempi andati quando l’informatico era figo. Bei tempi andati un par de ciufoli: c’era gente sfruttata e gente pagata decentemente anche allora. Gente che lavora su tecnologie cutting-edge ed altra che lavorava su tecnologie vecchie come il cucco.

Gente che nella bolla della niu economy chiedeva ed ottenva cifre allucinanti per poi rimanere a spasso quando la bolla è esplosa.

Niente di nuovo sotto il sole.

Tornando cmq al discorso iniziale, l’impressione è che esistano mondi che non si parlano o non si trovano nella migliore delle ipotesi.

Nella peggiore mi toccherebbe pensare che tra un po’ gli unici che sapranno installare un Exchange saranno i soliti indiani o cinesi perchè non si troverà nessun altro.

Rimane così sospesa la domanda del perchè, in mezzo a tanto precariato, vi debbano essere aree dove manca il 15/20% delle persone necessarie.

E, per una volta, posso asserire con tutta certezza che la casta ed il nano pelato non c’entrano per nulla.

(*) Citata una distro a caso. Asternersi fanatici di Linux dalla flame a capocchia

Pubblicato il 26 agosto, 2008, in Italica, Life, Universe and Everything, Riflessioni, Tennologie con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 8 commenti.

  1. 100.000 sterline? basta che mi dai l’equivalente in euro di 50.000 sterline all’anno e corro subito a fare il sistemista Microsoft. Non prendiamoci per il culo. Se in italia non si trova una figura professionale di questo tipo è perchè le fantomatiche aziende di consulenza pensano di prendere un super-esperto di tecnologie microsoft a progetto a 700 euro al mese. E non lo trovano… E come giustificano il fatto di non trovarlo? “Eh, è veramente difficile trovare qualcuno che vuole fare questo lavoro…”… E pigliano uno stagista, tanto “impara in fretta e più o meno farà le stesse cose di uno esperto…”. Finchè si continua a ragionare cosi’ si avranno solo aziende di informatica con età media di 25 anni, turnover alle stelle, stipendi da fame, bassa qualità dei prodotti e soprattutto zero competitività con l’estero.

  2. @pippo: per pura correttezza d’informazione il mega esperto non lo prendi a 700 euro. Neppure uno jr bravo prendi a quella cifra detto papale visto che, stante il dominio che usi, vengono assunti a cifre plus alte.
    Parlando di development posso pensare che sia piuttosto diffusa la questo de “lo stagista tanto impara”, in area sistemistica un po’ meno un fosse altro che se inciucchi qualcosa su posta o client distribution ti appendono in sala mensa (termine lavorativo “incident)
    Per quanto riguarda il rapporto Italia-Estero: gli stranieri si dividono in monumentali idioti e monumentalmente bravi. Quelli bravi sono strapagati, gli altri no ed in più sono tanto precari quanto da noi visto che in una settimana sei fuori.

    Ritornando al problema di base, che non è lo stato globale dell’ICT italico, la domanda è perchè se io cerco un SQlserverista, assunzione a tempo indeterminato, non trovo neppure se piango in cinese

  3. Credo proprio che tu abbia mancato il punto, non sono i sistemisti che mancano, sono le persone CAPACI di lavorare, e le aziende disposte a pagarle.
    Tipicamente ci sono troppi sistemistil, ma troppo pochi sonno realmente preparati e hanno le capacità e la voglia di lavorare seriamente come necessita un simile compito, e ci sono troppe aziende che vogliono sistemisti con esperienza in tutti i campi con un’età troppo bassa per conseguire una simile specializzazzione, offrendo per altro contratti capestri al limite dell’illegalità con offerte ridicolmente basse.
    Inutile dire che poi la aziende in italia NON offrono mai formazione, la “religione” dei sistemisti non c’entra nulla, non si è mai proprio vista, il fatto che uno sia specializzato o meno su un campo (linux, windows, oracle, exchange, domino…) è una questione necessaria alla quantità di informazioni che umanamente una persona può imparare e diventare esperta, se si occupa di tutto non arriverà a fondo di nulla.

  4. io ti do la mia personale visione, il “mestiere” lo faccio da tempo immemore e ho girato una 50 di grandi (grandi davvero) aziende italiane, sempre con dei bei grandi incarichi (spesso variegati). In genere il problema è ribaltato: perchè io “bravo” devo farmi assumere da una azienda quando posso fare il freelance o avere una mia società di consulenza e rivendere la conoscenza ? sopratutto quando poi le stesse aziende sono contente di spendere moooolto di più ma con la possibilità di non mettere nel proprio organico una persona a tempo indeterminato e di ricevere fattura da scaricare? Chi è bravo non ha nessuna intenzione di farsi assumere, chi non lo è vorrebbe crescere, un’azienda non prende un lavoratore per farlo “crescere” per paura di perderlo, chi “cresce” da solo diventa freelance e il giro si chiude.

  5. Nel mondo del lavoro esiste un problema di insufficiente informazione, per cui diventa difficile fare incontrare domanda ed offerta: su questo argomento gli economisti han scritto intere biblioteche.

    Ma nell’ambito IT in Italia le cose sono decisamente problematiche. Il primo punto è che un tecnico non verrà mai pagato quelle cifre, che sono destinate, nell’ottica italica, ai manager. Inoltre di solito le attività IT vengono fatte svolgere in outsourcing da società esterne, anche se sono centrali al funzionamento dell’azienda e questo porta alla difficoltà per un tecnico IT di passare facilmente al management.
    Già così non esiste molto incentivo, ma ovviamente il problema centrale è la proliferazione di società che fanno “caporalato”, andando a cercare braccia per riempire le caselline, e prendere una percentuale dei soldi spesi dal cliente finale, lasciando le briciole a chi lavora, specie se come succede le braccia vengono rivendute più volte. Queste società ovviamente cercano di massimizzare la percentuale che assorbono e quindi da un lato cercano di pagare il meno possibile e il fatto che una persona abbia poche o tante competenze interessa poco.

    Risultato netto: uno bravo od un idiota si trovano più o meno nella stessa situazione. Le aziende finali non sono in più grado di scremare idioti o bravi, data la presenza di diversi livelli di indirezione. Quelli bravi dopo un po’ si stufano e vanno all’estero o cambiano settore produttivo (anche quelli meno bravi, come il sottoscritto, iniziano a valutare queste ipotesi).

  6. Il fatto e’ che installando un LInux puoi giocarci e installare serenamente tutti i servizi, cosi’, per sfizio. Un advanced server dove cavolo lo trovi? Se Microsoft non prendesse uno switch che serve a cambiare il relay server smtp e non lo chiamasse “Settaggio del passaggio di trasporto primario non nominale della posta Microsoft” , termine che non esce di un millimetro dalla Technet, perche’ fuori si chiama Smart Relay Host, forse qualcuno potrebbe anche installare un Exchange e fare degli esercizi.

    Il risultato e’ che a tendere ci saranno sempre piu’ smanettoni su Linux che su Apple o su Microsoft. Poiche’ i piccoli progetti li fanno i piccoli smanettoni, prima o poi ti trovi con 100.000 membri del LUG , che costa zero, e pochissimi certificati Microsoft.

    Un partner Microsoft che si lamenti lo trovo assai poco onesto: e’ come se qualcuno si lamentasse perche’ trova poca gente certificata per SAP R3, sapendo che un corso costa 25.000 euro e la conoscenza viene offuscata in modo che senza corso non ci metti le mani.

    Microsoft fa in modo che ogni briciolo di conoscenza sia costoso, troppo costoso, creando un GAP all’ingresso. Come se non bastasse, non appena cambia la versione di Eschange, il mio pulsante “Settaggio del passaggio di trasporto primario non nominale della posta Microsoft” viene rinominato come “Configurazione del transito di smistamento originale senza risoluzione della Posta Microsoft”, mentre io ho imparato cosa sia uno smart relay host su Sendmail cinque e qualcosa, e oggi si chiama ancora cosi’, e si chiama cosi’ anche su Postfix, Exim, Qmail e qualsiasi altro software.

    Microsoft si sforza troppo di offuscare la conoscenza per accettare che i partner si lamentino del fatto che tale conoscenza sia poco diffusa, IMHO. Vuoi una casa che offusca la conoscenza? Bene, preparati a genufletterti, perche’ quando la conoscenza diventa occulta chi la possiede si chiama sacerdote, e l’inchino lo pretende proprio,e gli baci pure l’anello. E viene ad aiutarti se vuole. Che il Papa mica ha orari sindacali.

    Uriel

  7. Il problema esiste, e forse anche peggio, nel mondo dello sviluppo SW.

    Fai fatica a trovare persone con esperienza VALIDE, le università non formano sui principi base (non basta aver dato un esame per dire di conoscere java/JEE/.NET/…) e il salto, come impegno, dalla condizione di studente a quella di professionista è mostruosamente enorme.

    Se poi trovi un/a ragazzo/a brillante, anche senza esperienza, i tempi del cliente, e quindi del progetto, non ti permettono di formarlo a dovere. Ad esempio nel progetto che sto seguendo il tempo di inserimento è stimato in 20/30 giorni di affiancamento, quindi un due persone che per un mese e mezzo non sono produttive (alzi la mano chi se lo può permettere).

    Esiste poi il problema che qui in Italia tutti sono considerati uguali, alla stregua di operai di una catena di montaggio, mentre la “resa”, e quindi il valore, di due persone può variare anche di un fattore 10. E’ vero che il mondo, non solo i LUG, è pieno di smanettoni ma quelli che possono gestire un sistema enterprise di una certa dimensione, HW/SW *nix/win che sia, sono solo una minima parte.

    Sul discorso compenso tutto dipende da quanto il cliente finale è disposto a pagare… Generalmente poco rispetto al livello di professionalità/complessità richiesto (un meccanico all’ora spesso costa, al cliente, più di un informatico).

  8. non solo i LUG, è pieno di smanettoni ma quelli che possono gestire un sistema enterprise di una certa dimensione, HW/SW *nix/win che sia, sono solo una minima parte.
    ——-

    Il problema serio e’ che dopo anni da sistemista UNIX, ed avere fatto alcuni “sistemi enterprise” (alcuni , diciamolo, “grandini” visto che ho fatto ) , di passare al mondo microsoft non ci penso neanche. Innanzitutto perche’ tutto cio’ che ho imparato e’ inutile.

    In secondo luogo perche’ qualsiasi cosa io imparero’ sara’ inutile,e al prossimo prodotto di Redmond saro’ di nuovo uno Junior. Lavoro per una delle piu’ grosse telco del mondo, come consulente. Faccio debug su sistemi che mizano serenamente SIGTRAN, SS7 su rame, SIP. Parlo di decine di milioni di utenti. Qualcosina di SIP dovrei saperlo. Credo di saperlo, visto che debuggo i problemi.

    Adesso prendiamo il nostro bel Universal Communicator. Tutto cio’ che so di SIP e telefonia va a farsi fottere, perche’ Microsoft nasconde tutto il backend, e mi lascia solo un’interfaccia di frontend. Bene, impariamo quella? E a che serve? Al prossimo prodotto Exchange l’interfaccia sara’ differente e io saro’ di nuovo uno Junior, quello che avro’ imparato qui non serve a nulla.

    Nel progetto precedente mi sono occupato di posta elettronica. Fino a 115 milioni di caselle di posta elettronica come target ti sembrano poche? Bene, quello che sapevo di SMTP fortunatamente mi ha aiutato, e bada bene ho imparato sulle rune di sendmail.cf. Se ho un problema apro un bel telnet , provo ad inviare una email e vedo che succede. Poi lo passo agli sviluppatori che fanno supporto di livello 4.

    Io capisco che essendo il codice chiuso, il supporto di livello 4 per Microsoft non esista. Lo capisco e me ne frego, perche’ l’ “enterprise” per cui lavoro usa il fatturato di una “enterprise” italiana come spesa di cancelleria , e se si fa sviluppare un sistema ad hoc compra anche il supporto di quarto livello. Bene, saper dire cosa fallisca in un processo di backend e’ importante. Ci si mettono degli anni, per raggiungere questo livello di seniority. Vai nel mondo microsoft, e non conta niente: il backend ti e’ precluso, conta solo quanto sei bravo a livello frontend.

    In pratica, se vuoi essere uno junior a 50 anni scegli la carriera Microsoft. Sorry, ne ho 37 e sono considerato un architetto di sistema. Senior. E col cavolo, che vado a fare una vita da eterno junior con Microsoft, un’azienda ove si pensa che alla mia eta’ sei un “thirty-something” e ti si guarda con disprezzo.

    Sorry, gente, di sistemisti microsoft per il mondo enterprise ne troverete sempre meno. Nessuno e’ fesso, e nessuno sceglie un percorso costruito AD HOC per NON consolidare l’esperienza.

    Il sottoscritto discute di interconnessioni tra telco con sistemisti da mezzo mondo, e lo posso fare perche’ quando parlo di IP uso dei termini e dei concetti vastamente diffusi e specialmente solidi nel tempo. Che si parli di prodotti Cisco o di prodotti Unix, da Solaris ad HPUX, la lingua e’ sempre quella. E la competenza cresce nel tempo, perche’ tutti cercano di conservare lo skill passato.

    Con Microsoft, esce la prossima versione e il tuo skill non vale nulla, la tua esperienza vale ancora meno, sei solo uno junior troppo vecchio. Finche’ sei giovane non te ne accorgi. Aspetta di avere un’eta’ adatta, e vedrai cosa ti succede.

    Sono certificato per IRIX, UniCOS, e diversa altra roba. Mi sono fatto un Q quadrato per avere la certificazione di IBM sulle SAN. Esce il nuovo DirectStorage di Microsoft, e non sai niente di storage, e siccome il backend ti viene offuscato, l’esperienza pregressa non serve piu’, e non vali niente.

    E no, non e’ che siccome ti hanno assunto il tuo valore di mercato non conta: sei SEMPRE sul mercato.

    Uriel

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