Del perchè una si sente un pelo sfigata

Ogni tanto leggo in giro gente che parla d’informatica e di lavoro o dei Grandi-Temi-della-Vita ad ore improbe.

Lo ammetto, quando succede sono profondamente invidiosa di quanto siano vitali, svegli e vogliosi ad ore tipo “7 del mattino” o “10 di sera”. Tendenzialmente a quell’ora la mia mente sta facendo un sano e voglioso tentativo di pensare ad altro provando veri guizzi d’orrore all’idea di anche solo accennare a “tecniche e problematiche del software del futuro”, “Il futuro del web tra social networking e lavoro”, “Job 2.0, cos’è e in cosa consiste e come sara’ nel futuro”

Futuro, come sto notando, è una di quelle keyword che ricorrono spesso accanto a “social-qualcosa-antani”.

Io leggo, ammiro e penso che la cosa più sensata che sarei capace di dire sul tema, stante lo stato mentale”, sta a metà strada tra “OOK” e “UH?””. Poco altro.

Credo che in parte sia da attribuirsi al fatto che la mia giornata tipo è questa:

ore 7: sveglia. Mugugno di scontento, discesa dal letto. Sbattimento di caviglia contro spigolo di mobile. Accertamento che la caviglia sia ancora intera
ore 7.05: colazione per cercare di passare i processi vitali da stato zombie a stato “umano dormente”
ore 7.08: cerimonia della vestizione e tentativo di distinguere la propria faccia da quella di un cadavere
ore 7.15: trucco
ore 7.30: accensione cellulare lavorativo. Giro di bestemmie perchè Windows 6 mobile ha un avvio a bradipo lento
ore 7.37: primo tentativo di far funzionare il synch della mail. A volte riesce a partire solo se vengono impiegate strane ed esoteriche locuzioni tipiche dei portuali livornesi
ore 7.40: scarico mail. Eventuale giro di bestemmie esoteriche per la comunicazione di casini. La lingua in cui viene tirato lo smadonnamento dipende dal latore del casino.
ore 8:00: caricamento di me medesima sull’autobus sperando non ci sia l’autista sadico ossia colui che si guarda bene dall’accendere l’aria condizionata in presenza di 300 persone ma lo fa immediatamente non appena il numero si riduce a 4. Naturalmente a livello freezer
ore 9:00: Ingresso in ufficio
ore 9.10: accesso alla mail dopo aver litigato con la connessione di rete. Per qualche ragione il mio portatile ne vede due e gode come un riccio nel non volerne utilizzare neppure una per raggiungere il server di posta
ore 9.20: risposta ad eventuali mail, task list ed altri accidenti
ore 9.50: caffè per finire di attivare i processi mentali
ore 10:15: CASINO o, in alternativa, PANICO
ore 10.25 -> 10.45 : Staccamento di tutti i santi possibili con richiamo alle ascendenze miste e spurie dei parenti e dei cugini. Eventualmente attivazione de “Lo dico a papà” detta anche escalation in gergo lavorativo
ore 11.00 : primo appianamento dei casini
ore 11.05 -> 12.30 Telefonate varie lavorative
ore 12.30 -> 13.30 pausa con inclusa discussione del perchè sti accidenti di ticket una volta li prendono ed un’altra no.
ore 13.30 -> 14.00 aggiornamento di mail
ore 14.00 -> 18 : serie alternata di casini/riunioni/telefonate
Ore 18.00 -> uscita, eventuale autista sadico, spesa ecc

Le alternative possono essere CASINI alle ore 9 seguiti da tutto il resto, Riunione alle ore 9.30 per tutta la giornata, riunione dalle 14 ecc

In parallelo a questo mi può succedere di gettare l’occhio su FF, ficcare qualcosa sul Tumblr, andare in bagno.

Dopo tutto questo a me la sola idea di parlare di qualcosa che sia lontanamente affine al lavoro e non comporti retribuzioni monetaria, vedi alla voce vil quattrino, mi fa venire i brividi. Ciò anche in base al sano motto “Passione  fa rima con coglione ma non sono sinonimi”.

Ciononostante, vi giuro, invidio chi riesce alle 10 di sere ad essere abbastanza arzillo da progettare/discutere il futuro del mondo/web.

A meno di presupporre qualcosa d’altro. Ma ciò farebbe parte di un altro film.

Pubblicato il 11 settembre, 2008, in Fuffa 2.0, Realta', Riflessioni con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. grandiosa

  2. Stai pensando alla cosa di cui parla un notissimo brano di Eric Clapton e J.J.Cale?

  3. Annarella, ti leggo con piacere da qualche mese. Apprezzo la tua cinica capacità di affrontare e sintetizzare l’ineluttabilità di questa nostra stupida commedia umana. Stando alla tua giornata-tipo, se faccio bene i conti (sono appena passate le 22.00!) dedichi 3 minuti alla colazione e 15 minuti al trucco. Se vuoi accettare consigli dagli sconusciuti, prova ad invertirli… Io ci riesco una volta ogni due settimane, PANICO e CASINO si manifestano lo stesso, ma io quel giorno sono un’entità superiore, e reggo alla corrente tumultuosa come un ippopotamo sulle rive del Niger.

  4. /me ringrazia fatacarabina😀

    @Mike: no, niente a che fare con sostanze e Clapton🙂

    @96well: i tempi del primo mattino sono presi un po’ a capocchia. Potrebbe anche essere 15 e 15🙂 La parte dell’ippotoamo del Niger è grandiosa😀

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