Italia cattolica ?

Una delle questioni in ballo in questi anni è la laicità dello stato. Un principio che è sancito ben chiaramente dalla Costituzione e dove si dice che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, razza, religione.

Principio risalente alla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo.

Bello, giusto.

Ora l’Italia non è paese dove religione equivalga a spiritualità, è un paese dove cattolicesimo=ortoprassi e politica, anzi cosa pubblica.

Il non essere cattolici, nel mio caso neppure cristiani, equivale ad essere visti come altro, come qualcuno che si distingue dalla maggioranza, qualcuno di diverso.

Essere cattolici ci sono casi in cui equivale a “essere italiani”.

Non avendo avuto il grande sconvolgimento della Riforma, avendo sempre avuto minoranze sparse, tranne qui in Piemonte, il non-cattolico, soprattutto se non ateo, è visto come un qualcosa che sta a mezzo tra la bestia strana ed il rivoluzionario.

Vi sono due categorie ammesse: l’ateo ed il cattolico. Il resto vaga in un oscuro limbo dove la religione viene vista come puro dato politico, i musulmani ad esempio, o dato di appartenenza ad una fazione/nazione, gli ebrei oppure altro ancora, lo sconosciuto ed il pauroso.

Il punto principale è che gli italiani sono cattolici senza essere cristiani, equiparando le parole.Nella maggior parte dei casi ignorano pure cosa dica quella che asseriscono essere la loro religione sul piano della dottrina.
Ne conoscono l’ortoprassi, andare a messa la domenica o i principali sacramenti visti come momenti che sanciscono le fasi di passaggio, ma dovessero mai inoltrarsi su cose più sofisticate, tipo in cosa si differenzi il cattolicesimo dalle diverse confessioni protestanti, incontreremmo un muro di silenzio.

L’italiano è cattolico non per convincimento, nella maggior parte dei casi, ma per tradizione.

A tutto ciò va ad aggiungersi il bombardamento mediatico. Sono almeno due giorni che sento parlare di Benny più di quanto senta parlare di Napolitano. Sono il nano pelato credo riesca a superarlo nell’esposizione mediatica.

Abbiamo avuto due giorni di grandi discorsi, blah blah, su temi a tutto tondo dal preservativo al razzismo per terminare con l’apogeo della lettura di Genesi. Grandissimo libro, a me piace molto.
Peccato che appartenga almeno a due religioni e sia uno dei più difficili di tutta la Bibbia. Il “E fu sera e fu mattina” è bellissimo ma andrebbe spiegato come andrebbero spiegate le due versioni.

Questo su un piano meramente religioso visto che è un libro ispirato e non dettato.

Su un piano politico va benissimo invece. Fa fine, non impegna e se non tocca il cuore è un ottimo modo di trascorrere la serata in una modalità colto-religiosa.

Cosa manca è il Dio dei cattolici. Sappiamo tutto di perchè non usare il preservativo ma quel Dio da cui dovrebbe discendere quell’immagine non c’è. E’ un nome astratto da invocare con la maiuscola.

E se, come diceva Merton, ognuno assomiglia al dio che adora, a volte piglia il dubbio che ad essere adorati siano la consuetudine, la tradizione e l’esposizione mediatica.

Quel discorso più intimo e privato, fatto di silenzio, meditazione, dialogo e rapporto fortunatamente rimane nel cuore di quei pochi che credono sul serio.

Da una non cattolica, con le palle piene di due giorni di martellamento ideologico di stampo cattolico pagato anche a spese sue.

Pubblicato il 5 ottobre, 2008, in Italica, Realta', Riflessioni con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Da cattolico non capisco perchè i TG (tv e radio) continuino a dire che il Papa ha detto che il denaro dura poco mentre la parola di Dio è per sempre. Mi sembra una notizia che con la situazione economico/finaziaria attuale lasci il tempo che trova, al limite la vedrei bene in una pagina di approfondimento di un quotidiano. Posso leggerla come posso saltarla.

    Il problema è che siamo cristiani buttati lì, dove non andiamo alla fonte ma usiamo il sentito dire di mamma TV.

    Se poi aggiungi che il magistero si comporta, correttamente, come gli accademici. Parlano di cose teoriche e linee guida (importanti). Peccato che dall’altra parte (il discorso vale sia per i fedeli che per gli studenti) manchi chi aiuta rendere attuali e concrete, senza annacquare, questi concetti base.

    Hai ragione, manca questo:

    Quel discorso più intimo e privato, fatto di silenzio, meditazione, dialogo e rapporto fortunatamente rimane nel cuore di quei pochi che credono sul serio.

    ma però declinato verso il prossimo.

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