Sul corpo di Eluana

Il punto di partenza di questa mia riflessione è il post di .mau. sulla questione Ongaro

Eluana Ongaro sembra essere vicina alla fine. Sia cos sia, cosa sta succedendo è al di là delle questioni etico-politiche viste in questi giorni.

Un pensiero mi viene in automatico: “Possa tu andartene senza soffrire, con chi ti ama attorno. E che gli altri sappiano tirasi indietro e tacere.”

Ho vissuto qualcosa di affine. So cosa vuol dire avere una persona in coma che sta morendo. Lo ricordo, non potrò mai cancellarlo.

Ricordo le domande dei dottori se fossimo d’accordo o meno a portarla in rianimazione. Ricordo la domanda, molto semplice, “Serve ?” e l’altrettanto semplice risposta “No. Siamo costretti a chiedervelo”.

Ricordo che dopo ti spezzi. Perchè devi accettare che non c’è più nulla che serva.

Ricordo le macchine che ticchettano, i valori che scendono.

Ricordo il silenzio. Perchè non senti, perchè hai bisogno di silenzio. Perchè quel lutto è tuo e non appartiene a nessun altro.

Ricordo che chiedi solo che finisca, che vada in pace. Che ci sia una fine alla sua agonia ed alla sua sofferenza.

E’ questo e null’altro.

Non i grandi discorsi etici di qualsiasi parte siano. Non la politica, non la religione, non il pensiero forte od il relativismo.

E’ solo il rapporto tra le persone care, la morte ed il senso della perdita.

Null’altro.

E quell’evento io auguro ad Eluana ed alla sua famiglia possa avvenire nel silenzio e nell’intimità.

Perchè è LORO, solo loro.

Non dei giornali, non della chiesa, non dei tifosi/supporter di qualsiasi parte. Non vi appartiene.

E la vostra battaglia andate a farla su un altro campo, in un altro luogo. Lontano dal corpo di Eluana.

Pubblicato il 12 ottobre, 2008, in Riflessioni con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Commenti disabilitati su Sul corpo di Eluana.

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