Genialità fatta commesso

Partiamo da una cosa semplice: nel negozio di una grande catena di elettronica  vicino a dove lavoro, ho comprato un coso per vedere la tv digitale via pc ieri.

Serviva a poco ma mi sfagiolava.

Arrivo a casa, lo monto e lo provo. Non funziona perchè mi chiede un accidente di telecomando che nella scatola non c’è e, da quel che ho visto, dovrebbe essere comprato a parte.

Nel frattempo mi rendo conto che è sparito il carica batteria dell’Ipod.

Faccio 2+2 e medito di riprenderlo restituendo l’oggetto che tanto funziona alla non-si-sa-bene-come.

E’ stato perciò oggi deciso di tornare nel negozio. Parto armata di oggetto assieme ad una collega.

Andiamo al banco informazioni e chiediamo cosa fare per restituire l’oggetto. Semplicemente si va al banco specifico e lo si cambia. Nulla di trascedentale.

Arriviamo la banco specifico e ci appare uno specimen di commesso. Inizio a spiegare che voglio restituire l’oggetto e allungo lo scontrino.

Il commesso, ripreso l’oggetto, inizia a contare i pezzi e reinscatolare con l’aria da bovino vapido e la velocità di un bradipo ruminante.

Attendo senza farmi venire il desiderio di trasformarlo in un mucchio di bistecche. “Io sono calma, io sono serena” ripeto a mo di mantra. Notare che in quella cacchio di scatola ci stavano 1 cd, un piripocchio stile antenna, una tipo-penna-usb ed un cavo più tre manuali. Non più di 7 oggetti.

Finalmente, dopo una decina abbondante di minuti, si decide a preprarmi il foglio per il cambio.

Vado al settore Apple per prendere il caricacoso. Essendo passati tre anni abbondanti, non mi ricordo più se il caricabatterie includa tutti i pezzi o meno. Mi rivolgo al commesso.

Io “Ciao, il caricabatterie per l’Ipod ha assieme anche il cavo?” [Può sembrare una domanda scema ma non ricordavo se avessi usato il mio o meno”
Commesso “No, devi usare il tuo”
Io [pensando che 29 euro 29 per una carapocchia di pseudo spina con attacco USB sono un furto] “Il mio l’ho perso. Cosa debbo fare ?”
Commesso “Prendi questo” e me ne indica uno da 19 euro

Ora di quel cavo non ho ricordi spettacolari in secondo luogo, nello stesso stand, un suo collega mi aveva detto peste e corna di accessori non Apple originali. Il mondo è bello perchè i commessi variano.

Essendo in fregola da sostituzione e non volendo prendermi l’altra cosa, recupero anche il cavo di connessione Apple [20 stracazzo di euro per un cavo si vorrebbe far notare]

Felice e lieve vado alla cassa. La commessa inizia a digitare il codice per la sostituzione del coso preso ieri

“BEEEEEEEEEEEEP”. Codice errato.

Prova a chiamare il commesso mucca ma non si riescono a capire. Morale mi tocca tornare allo stand per far correggere il codice.

Arrivo. Non c’è più il bovino vapido, sostituito da uno che è un bradipo vapido.

Io “Ciao, dovresti per favore correggre il codice su questo documento di sostituzione”
Vapido “Mi dai la cosa ?”
Io “Ce l’avete già, ve l’ho resa prima”
Vapido “E dov’è ?”
Io, indicandogli una scatolo “Lì”
Il vapido guarda perplesso poi mi chiede di dargli il cavo.

Io “No, guarda che devi mettere quello dell’oggetto che sostituisco”
Vapido “Ah non dell’Apple”
Io [trattenendomi] “No quello dell’oggetto”

Il vapido guarda, controlla ed aggiunge il numerillo sbagliato.

Ritorno in cassa. La cassiera inserisce il codice, armeggia un po’, fotocopia e alla fine riesco a pagare e tornare in ufficio.

Avevo già avuto un’esperienza paranormale nello stesso posto quando alla domanda “Ho perso il carica batterie dello HTC, ne avete ?”, arrivo una risposta così: “Adesso non abbiamo il caricabatterie dello HTC, torni ogni tanto per vedere se è arrivato”

Allora mi limitai a domandarmi che cacchio potesse fregarmene di avere magari tra 6 mesi un caricabatterie quando dovevo telefonare adesso ed il cell era scarico ed attribuii la cosa ad un semplice “La ragazza è giovane”.

Adesso ho la certezza che siano tutti cosi’.

La cosa però non è finita qui.

Tornata in ufficio, priam apro la scatola del cavo singolo poi quella della presa.

Dentro c’era lo stracazzo di fottutissimo cavo che mi avevano fatto comprare a parte.

Ho deciso di tenerlo per la mera, semplice ragione che se fossi tornata a ridarlo lo attorcigliavo attorno al collo di qualcuno.

Pubblicato il 16 ottobre, 2008, in Diaristica, Italica, Realta' con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Io credo che il problema non sia il commesso di supermercato quanto la categoria merceologica. In un supermercato hanno due banchi informazioni, uno per la parte tecnologica e l’altro per la parte cibo/vestiti/detersivi. Nella parte tecnologica ho trovato nelle due volte che mi son dovuto servire da loro (in un caso un DOA, nell’altro un prezzo errato) i bovini di cui sopra. Nel banco dieci metri più in la, ho sempre trovato persone gentili e rapide.

    “Buonasera: questa mattina ho comprato questi agnolotti e due sono ammuffiti”
    “Oh mi dispiace, mi scusi tanto, ha lo scontrino e la tessera socio?”
    “Ecco qui”
    ….clickety-click…
    “vuole i soldi od un buono spesa?”
    “va bene il buono spesa”
    …click…
    (due minuti aspettare che la stampante si risvegli)
    “ecco a lei… e ci scusi tanto per il problema”

    Come esempio opposto anche se vai nei negozi più piccoli e specializzati, di solito trovi i bradipi…

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