Good or bad, it's my country

Partendo da Memesphere, sono andata curiosare sulla discussione legata al nuovo DDL Levi e all’articolo del Times dove si definisce l’Italia un paese geriatrico.

Come molti italiani sono particolarmente attenta a cosa si dica di noi all’estero e cosa pensino di noi i non-italiani.

Essendo talmente abituati a pensare che abitiamo in un paese arretratro, burocratico, clericale, geriatrico e piuttosto delirante nonchè qualche centinaio di anni di dominazionistraniere, portano a vedere il non italiano come portatore sano di civilità, laicismo, innovazione e logica.

Per cui se il Times scrive che siamo un paese dominato da vecchiacci che non saprebbero distinguere una macchina da scrivere da una da cucire, riblogghiamo la cosa e ci prostriamo dicendo “AAAAAAAARGH, figuraccia”.

Benissimo, fantastico. Mi rimane però da capire perchè se questo paese fa così cagare l’autore ci viva e c’insegni visto che non stiamo parlando di un poveraccio extracomunitario ma di una persona che potrebbe benissimo fare la stessa cosa altrove.

Il dubbio che mi piglia è che siamo talmente abituati a pensar male di questo paese che alla fine andiamo a cercare unicamente gli articoli dove se ne parla male. Avete sentito dare eguale risonanza agli articoli di NYT su Torino e sulle birrerie italiane ?

No. Tranne da Phonkmeister. Per il resto quando si parla bene dell’Italia, il tutto viene fatto passare sotto silenzio, quasi ci vergognassimo dei lati positivi. Poi può essere che ci siamo un pochino rotti di essere visti come il paese dagli scenari incantevoli, cucina ottima, vestiti fighi e tanta arte.

Onestamente mi mettono un po’ a disagio gli interventi iperconservativi che coinvolgono posti come Chianti o Langhe. Va bene, sono paesaggi tra i più belli del mondo. Va bene, avete cacciato valangate di soldi a gente che del rudere di famiglia se ne fregava e ne avete tirato fuori fantasmagoriche cascine high-tech che con la cultura del posto non c’azzeccano un fischio.

Tutto bello, tutto figo. Peccato che il Chianti sia già una sorta di Disneyland cultural-lussuosa per gente chic anglosassone e le Langhe lo stiano diventando per svizzeri e tedeschi . La gente vera se ne va perchè non ha i soldi per comprarsi la casa.

Il mondo dei vinti non era la Disneyland di lusso.

Col massimo rispetto a soldi, investimenti e tutto, quando ho sentito degli stranieri accennare alla Marca Saluzzese, ho innalzato una preghiera a svariati pantheon. Perchè non gli fosse piaciuto e non mi dovessi trovare ad avere vicini di casa con la Prius da 70 mila euro (ecologia+lusso, y’know) al posto dei 4 locali che pensano che ci siano ancora le masche e allevano i conigli dietro casa e di Hans Clemer o Fillia se ne fregano.

Perchè quella è la mia terra, perchè Good or Bad this is my country. E la mia terra sono le persone che ci appartengono, che ci vivono, che la sentono loro.

Bianchi, gialli, italiani o stranieri che siano. Ma se la mia terra è solo il playground di lusso, l’enclave in cui tenersi ben lontani dalla vita reale guardando al tutto col distacco dell’ospite privilegiato, allora non m’interessa.

Tra l’altro, qualsiasi galateo insegna che quando si è ospiti ci si astiene da critiche, in modo specifico davanti ai padroni di casa. E lo dicono Donna Letizia come Emily Post. Cosi’, a caso.

Pubblicato il 16 novembre, 2008, in Italica, Life, Universe and Everything, Realta', Riflessioni con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Se succede qualche cosa a Torino, l’articolo sulle birrerie, le olimpiadi invernali, il salone del gusto, se ne parla poco. Fosse successo alle birrerie di Milano o di Roma ne avrebbero parlato tutti.

  2. Dispensare elogio o biasimo a seconda del merito: chi ama il proprio paese ovviamente deve apprezzare quel che può ma più spessp criticarne il criticabile, chè la critica negativa è il primo passo per migliorare;
    ovviamente, chi si ferma al primo passo ovviamente è criticabile;
    ovviamente, chi usa a sproposito elogio e biasimo è ampiamente criticabile…

    Il galateo insegna, lo dicono d.l. ed e.p.
    Il galateo è ‘roba da donne’ nel senso di ‘delicato, civile ma -ahimè- debole’.
    Qui, ospiti o no, si entra in casa e si comincia ad urlare che è tutto uno schifo: magari non ‘è’ ma ‘sembra essere’ più efficace…

  3. @Mike: ihmo non è solo questione di Torino. E’ che notiamo molto di più gli articoli negativi che quelli positivi

    @sapu: ihmo vedo più un problema di eccessiva attenzione alle critiche negative soprattutto se estere e soprattutto se marcate dall’eccesso. Ihmo è ben peggio Financial Times che piazza Tremonti in fondo alla classifica dei ministri finanziari che certi articoli del Times o Guardian. Ma dello FT si parla poco anche se è ritenuto uno dei migliori quotidiani del mondo

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