Spigolando le notizie

L’italica settimana scorsa è parsa più all’insegna del farsesco che di bizantine manovre di palazzo.
In sintesi abbiam visto un DC classico attaccarsi alla poltrona e un altro signore passare i bigliettini come a scuola.

A scorrere i titoli dei giornali l’idea che mi sono fatta è quella. Da queste parti non ci sono stati Euripide o Shakespeare ma le Atellane e Toto’, detto con il massimo rispetto ai defunti signori che di tantà comicità furono maestri.

Nel frattempo il Financial Times sbatteva Tremonti al 16mo posto tra i ministri europei delle finanze. Il 19mo non lo ha preso solo per il potere politico. L’unico posto dove ho visto comparire la cosa, cercando su Google, è un’agenzia piccolina piccolina per il resto silenzio e deserto.

Scusateci se in un periodo di crisi finanziaria il fatto di avere un ministro che si becca l’insufficienza da uno dei migliori quotidiani economici in campo mondiale qualcosa voglia dire.  Va bene non rotolarsi dal dolore ma almeno parlarne sarebbe interessante.

Nello stesso periodo scopriamo che un delitto su tre avviene in famiglia. Non servendo alla campagna elettorale la cosa passa sotto silenzio anche se abbiamo appena avuto l’ennesimo delitto.

Ieri c’è stato un ritorno alla tragedia con il crollo di Rivoli, la morte di un ragazzo e il rischio paralisi di un altro. In periodo di tagli e blah-blah sulla riforma Gelmini, la realtà tornava a suonare alla porta ricordando che le scuole vanno a pezzi in senso fisico.

Tutto ciò è durato un lampo, il tempo dell’ultima frase ad effetto del nostro beneamato e tinto PdC e per Repubblica risiamo all’abbronzato e alla politica europea donchisciottesca (*), per Corriere abbiamo che toh-guarda  è stata una fatalità

Il Giornale continua a seguire la linea  Radici-Culturali parlando di Atellane, scusate del PD.

Su Marcello Pera e dialogo religioso ci sarebbe da scriverci un poema. Uno che mi affermi “dobbiamo dirci cristiani” senza accennare al discorso metafisico, si è chiamati a credere e il cristianesimo è religione salvifica, sta bellamente dimenticando che la religione è un dato personale e intimo. E che sia il più intimo dei discorsi lo diceva un cattolico come Thomas Merton non Oddifreddi. Tra l’altro l’asserzione “dobbiamo dirci cristiani”, stante cosa scrive, è pure un po’ ciucca perchè al massimo potrebbe asserire “dobbiamo dirci cattolici” se trattiamo la religione come un’ideologia.

Per qualche ragione bizzarra il Tg3 Piemonte continua invece a fare dei gran servizi su aziende in crisi ed economia che va a signorine di facili costumi. Suppongo non abbiano ancora capito che il problema principale è la farsa politica in corso mica la crisi economica.

Per cui, in sintesi:

  1. C’è al crisi economica, meglio parlare di farse politiche
  2. A pensare all’economia abbiamo uno che si becca un’insufficienza. Meglio non parlarne
  3. Invochiamo la Provvidenza perchè dobbiamo dirci cristiani e dimentichiamo che le radici popolar cristiane parlano di aiutarsi per essere aiutati
  4. Il paese reale e quello percepito non coincidono secondo i giornali. Ma questo già si sapeva.

(*) Onestamente sapevo che sul Green-qualcosa c’era in ballo del gran business e non ho ancora sentito che qualcuno faccia del gran business per questioni donchisciottesche.

Pubblicato il 23 novembre, 2008, in Italica, Life, Universe and Everything, Politica, Realta' con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. niente da aggiungere! preciso, proprio…

  2. che aggiungere? brava

  3. Egregia sintesi delle italiche vergogne… Io è da tempo che ho rinunciato alla tv e ai giornali italiani. Leggo solo Internazionale, e poi su internet agenzie straniere. E’ l’unico modo per sapere almeno un po’ di ciò che accade non solo all’estero, ma anche a casa nostra.
    Complimenti, cara Annarella!

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