Madamerle e Tutun a pranzo

In torinese la signora a cui sia morta la suocera viene detta “Madama” mentre madamin è la signora ancora suocero-dotata.
Esistono altri due modi di definire la signora sposata e sono madamerla ossia la signora acida e un po’ snob e madamasa ossia la signora o di facili costumi o estremamente volgare.
Il tutun, applicabile sia a maschi che femmine, è la persona non sposata, di qualsiasi età, con la mentalità chiusa e spesso portata per il taglio del colletto.

La chiosa è necessaria per inquadrare chi ho avuto seduto vicino a pranzo: un tavolo di tutun e madamerle.
Tali personaggi, tipici della Torino d’antan, non sono facili da incontrare al giorno d’oggi essendo praticamente dei residui gozzaniani. La madamerla ed il tutun, nella loro essenza profonda, fanno parte di Torino tanto quanto la Mole Antonelliana o i Capuccini.
Sono talmente rari da essere persin difficili da descrivere e spiegare.

Tornando all’evento, a pranzo avevo vicino un tavolo di tale rarissimi soggetti. Tutto il dialogo si svolgeva in un italiano marcato da uno spiccatissimo accento torinese che di rado si è sentito dopo i film di Macario.
La formazione era di tre tutun, due uomini ed una donna, ed una madamerla.
I personaggi erano apparentemente appartenenti alla buona , forse funzionari di banca o dirigenti regionali e c’andrebbe Barbara Pym per riuscire a descriverli appieno con un “Quartet in Autumn” all’italiana.

Mentre mangiavano parlavano, all’inizio di temi leggeri poi sono finiti sul pruriginoso, secondo loro, o meglio sono partiti da Brokeback Mountains.

La conversazione è partita parlando della censura, del fatto che il film fosse noioso e non si fosse capito nulla.
A quel punto Tutun Maschio 1 ha aperto le cateratte.

TM1: “Io non so però se avrei voluto vederli baciarsi. Ho visto il pezzo e a me fa schifo. Deve essere un fatto genetico per noi uomini”
TF1 “Eh, ti capisco. Si vedono in giro di quelle cose”  [Pensiero mio “Non ci sono più le stagioni madama”]
TM1 “Pensa che ne ho visti due baciarsi a Roma ma non mi ha fatto mica schifo cosi’ ”
TF1 “E poi si lamentano che non li trattano bene. Ma queste sono cose intime”
TF2 “Sono come quei ragazzini che sono li’ a baciarsi in pubblico. Sono cose belle ma sarebbero intime”
Madamerla “Si chiamano intime mica per niente. Li vedi con quelle mani che frugano sotto la maglietta” (*)
TM1 “Sono come quelle che vanno in giro con la mingonna e poi si lamentano se le violentano”
TF1 “Non me ne parlare, vanno in giro con tutto di fuori ma mica va bene”
TM1 “Si perchè mica sai chi incontri. E’ come mettere la benzina vicino al fuoco”
TM2 “Poi si sa che non bisognerebbe farlo ma non tutti reagiscono allo stesso modo. C’è quello che si trattiene e quello che fa altro”
TM1 “Non tutti i gusti sono uguali”

Arrivata a questa mitica frase, fortunatamente avevo finito il caffè e non so se siano passati a discutere dei loro vicini di casa che fanno rumore o dei bei tempi che non ci sono più.
Mi mancava la descrizione di stupratore come “Uno che ha gusti”, la pensavo più “Stronzo violento” ma si sa che non tutti i gusti sono uguali.

In compenso ho ringraziato che di Tutun e Madamerle ne siano rimasti pochi anche se le idee delle palle gli sono sopravvissute.

Diciamo che il pesantissimo accento torinese trasformava il tutto in uno spezzone di commedia di Macario o meglio nei personaggi della zia zitella e del padre bigotto di “Finestre sul Po”

A teatro sono più divernti, diciamocelo.

(*) Il pensiero mio è stato “Madama, ca fasa nen pareil. Si vede che sta rosicando perchè a lei non più o, a giudicare dall’insieme, mai fu”

Pubblicato il 11 dicembre, 2008, in Femminile-maschile, Life, Universe and Everything, Torinesita' con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. ma sai che non la sapevo la differenza tra madama e madamin? ma l’ablazione della suocera deve dipendere da passaggio a miglior vita di quest’ultima o anche, visti i tempi, da un divorzio della (ex)nuora? no tanto per sapere come mi si chiama quando vado in giro…

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