Daimon

Unwearied still, lover by lover,
They paddle in the cold
Companionable streams or climb the air;
Their hearts have not grown old
(Yeats)

Ci sono cose che il tempo non cambia. Vorresti che le cambiasse, vorresti che qualcosa fosse diverso.

Ci sono persone che rimangono nella tua vita. Magari non si è fatto moltissimo per levarle ma, perlomeno, si è tentato di passarle allo stato di “bel ricordo”.

C’è un momento in cui ci si illude di essere riuscita a levarsele dalla testa, a passare dallo stato “se ti vedo, muoio qui” allo stato “Mi fa piacere vederti, ma non mi provochi nessun cataclisma emotivo”.

Tendenzialmente ritieni che il secondo stato sia da adulto maturo e consapevole della realtà, seriamente impegnato a non sognare troppo a vuoto e a mantenere un sano distacco dalle cose.

Praticamente a passare dallo stato “wild celebration of feeling” a quello zen.

Vorresti, ci provi perlomeno un pochino, ti sforzi (*).

Se orgogliosa dei tuoi risultati. Hai dei momenti di rimpianti, oh-si-com’era-bello, ma non stressi più te stessa ed il mondo sfrantumando gonadi.

Ti senti veramente figa ad avere rimosso l’eccesso di emozioni e messo la cosa nel backstage. Sai che c’è un qualcosa che manca, ma speri proprio di non doverla mai fare. E’ il reality check, ossia quel controllo detto anche “chissà come funziona se ci sbatto dentro sul serio”.

Forte del tuo nuovo controllo, pensi che andrà tutto bene. Nulla di devastante o da coriandoli e saette emotive. Un qualcosa di gradevole, un po’ di sommovimento di ricordi ma nulla di più.

CAZZATE.

Girando sul web vedi una foto. Una semplice, semplicissima foto.

And there’s a time when my mind it’s an explosion of feeling. It’s a wild celebration of feeling.

Non è facile liberarsi del proprio daimon.

Puoi legarlo nel buio, puoi tentare di tacitarlo ma se mai lo reincotrerai, sai che il suo potere sarà ancora lì.
E adesso rimettiamo assieme i pezzettini, calmiamoci e vediamo di ricominciare.

Fino alla prossima volta.

(*) Non troppo perchè il puro distacco zen mi da sempre l’impressione di qualcosa di piuttosto gelido ma, per i miei standard di carattere infiammabile e passionale (“as passionate as a teenager”, da una parte avrei preferito “as cold and deadly as a cheetah”)

Pubblicato il 29 marzo, 2009, in Diaristica, Femminile-maschile, Riflessioni con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Non riesco ad essere zen e mi fa paura l’idea di poter magari diventarlo contro la mia volontà.

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