Vicini di casa

Stasera, tornando a casa, ho trovato un manifesto da morto appeso sul portone. C’era scritto il nome del mio vicino di casa.

Sapevo stava male, l’avevo visto per l’ultima volta 15 giorni fa.

Era malato da circa un anno eppure, come gli dissi quella volta, “Io l’ho invidiata perchè lei era una delle persone più vive che abbia mai conosciuto”.

Aveva 81 anni, una vita di lavoro e una voglia di vivere e gioire come ho visto poche volte.  Ridendo dicevo che aveva una vita sociale più intensa lui ad 80 anni di tanta gente che conoscevo, me inclusa.

Gli amici, la radio, le cene, sempre in giro, sempre disponibile.

Disponibile quando mi bagnava la pianta sulle scale o quando mi avvisava se dimenticavo qualcosa sul pianerottolo. Con un occhio attento a che non entrasse nessuno in casa e la massima attenzione a non disturbare.

Una persona reale, disponibile e, soprattutto, viva.

Buon viaggio a lei, ovunque sia adesso. Buon proseguimento del cammino e, là dov’è, possa riprendere a danzare e giorire al suono di quella musica che tanto le piaceva

Pubblicato il 12 aprile, 2009 su Diaristica, Riflessioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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