Del fascismo religioso

Sin dai tempi dei newsgroup, ho la sensazione che esista un filone ideologico che non ho problemi a definire “fascismo religioso”. Possiamo chiamarlo integralismo o fanatismo usando  un’ampia misura di carità, ma non si può negare che esista una tendenza ampia e diffusa a voler sancire via legge cosa le persone debbano pensare.

La religione, intesa come movimento personale di spiritualità, sarebbe pur sempre un gran bel pacco di cazzi propri di chi la esercita.

Questo blog dichiara di avere un antipatia feroce verso gente come Cascioli che vuole definire via sentenza giudiziaria cosa uno debba credere.

Questo, a casa mia, è fascismo. E’ il volere imporre un assolutismo religioso o a-religioso per via giudiziaria. Un volere sancire cosa possa o non possa passare per la mia testa via legge.

Esattamente come nel fascismo erano vietate opinioni differenti, il fascista religioso vuole imporre per legge la sua opinione. Nel caso di Cascioli, l’ateismo per legge, in un paradossale e grottesco ritorno allo stato che sancisce quale sia la religione ufficiale e riconosciuta.

La dichiarazione dei diritti dell’uomo sancisce il diritto alla libertà religiosa. Il fascista religioso, nel suo fondamentalismo a-religioso o religioso, nega quel principio facendosi assertore di una verità unica ed assoluta.

Che si tratti di negare o asserire un unico fondamento metafisico è ininfluente, non cambia assolutamente nulla ai fini pratici perchè il risultato desiderato sarà di piegare ed obbligare l’altro alla sottomissione ad un pensiero unico.

Come sosteneva qualcuno ai tempi dei newsgroup: “I cattolici ti dicono cosa devi fare nelle tue mutande, gli atei pretendono di importi cosa fare nel tuo cervello”.

In ogni caso a farne le spese è il singolo individuo e la sua libertà di coscienza, negata ed obbligata ad una posizione per legge in una modalità che non da spazio nè al diritto del singolo nè alla sua coscienza.

La coscienza e l’individuo non esistono, esiste l’obbligo di legge e la legge vista come modo di piegare l’altro al pensiero unico.

Che si tratti di visione del cattolicesimo come unica fonte possibile di valori condivisi o della visione della religione come truffa da punire. Cosa ne esce perdente è la coscienza del singolo.

Perchè per il fascista religioso, per l’integralista, la coscienza è un pericoloso arnese che è meglio non sia usato ed il diritto del singolo è negato in nome di non si sa bene cosa.

In entrambi i casi prende il nome di “bene comune”, anche qui in una bizzarra e paradossale assonanza di estremi totalmente affini.

Pubblicato il 18 aprile, 2009, in Realta', Riflessioni con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. che dire, hai detto tutto tu…dove posso firmare per sottoscrivere in pieno? Ahhhhh, qui🙂

  2. E’ esattamente questo il motivo per cui ho sul cazzo Odifreddi e Uaaristi vari.

  3. Come non associarsi?
    In realtà da anni sto preparando materiale per rendere inoffensiva sta gentaglia, che oltre ad essere irritante fa pure danni… senza scordare quanto sono imparentati agli infallibili Brights…

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