Di valige, acquisti e supermercati

Come già detto, davanti a casa ho il supermercatone ossia un ettaro di prodotti, con file infinite di qualsiasi cosa vi passi per la testa. Tipo l’aceto aromatizzato al rafano o altri beni da “paese consumisticamente avanzato”.

Questo nel settore food/indispensabili. Altrettanto interessante è la parte non food.

Dopo averla sottoposta ad un’analisi approfondita, ho scoperto che c’erano cose pazzesche: tipo 25 tipi diversi della stessa marca di shampoo in offerta a 1.99 oppure la carta igienica Regina a 2.90.

Potrete dire “cazzate”,  ma ho lenito il dolore che ho sempre provato nel non trovare il mio shampoo preferito in Italia acquistandone 5 tipi diversi. Tutto all’urlo “Tanto sono solo 2 euro”. Il tempo necessario perchè io utilizzi 5 confezioni diverse di shampoo sta tra il boh e l’infinito ma non importa, ce la faremo.

L’abbigliamento ha invece portato a dinamiche strampalate. Tu arrivi ed inizi ad analizzare il tutto. Scopri che ci sono felpe di marca e magliette Fred Perry. Cosa ci facciano le Fred Perry in una specie di Lidl formato mastodonte non è conosciuto.

So però che il prezzo era la metà di quello ufficiale. E so che ci sono state svariate telefonate con l’Italia per sessioni di shopping telefonico.

La cosa funziona cosi’:

Io a sorella con marito grosso: “Ciao, hanno le felpe di blahblah a 15 euro. C’è la taglia per tuo marito. Prendo ?”

Sorella: “SI prendi. Poi prendine anche una per me se c’è la taglia. C’è altro?”

Io “Maglie Fruit a 3 euro l’una”

Sorella: “Prendi pure quelle, blu.

Mi scappa delle Fred Perry. Vengono aggiunte alla lista.

Ora, mio cognato è 1.97 per un 110 kg e potrete immaginare le dimensioni di una felpa con cappuccio che possa ospitarlo. Praticamente ti occupa la valigia. Aggiungete una seconda felpa, magliette, polo ed avrete riempito una valigia.

Problema: la valigia schedulata per questo we è di dimensioen cabin ed avrei la stravagante pretesa di metterci dentro anche roba mia.

Inizia perciò la sessione feasibility dell’operazione “Compressione, defrag e zipping della roba in valigia”.La feasibility va bene ed il progetto viene “deliverato” con la massima customer satisfaction (mia) in quanto la valigia riesce persino a chiudersi.

Chiusa l’ultima cerniera, mi sovviene che le felpe hanno ancora attaccata un’etichetta antitaccheggio che avrei dovuto rimuovere con le forbici. Peccato, una delle felpe è nel tascone esterno la seconda è in fondo, sotto tutto.

Dismisisone del progetto “Valigia 1.0”. Estrazione del materiale che necessita update. Update eseguita.

Feasibility e deploymente per “Valigia 1.5”. Come da programma, avviene il fenomeno di “Aumento delle dimensioni dei capi da mettere in valigia”.

Parte una serie di bestemmi in svariate lingue. Si segnalano danni al Duomo di Colonia (35 km da qui).

Riprovo. Aumento d’intesità della parolaccia creativa. Danni alle case di Gehry, tutte e 3.

Dopo circa 20 minuti di togli, metti, stiva, bestemmia, il risultato è una valigia che finalmente si riesce a chiudere. Sperando di non avere dimenticato nulla o di non avere inserito qualcosa che va ri-estratto.

E domani si torna in Italia, fino a lunedì sera.

Pubblicato il 29 aprile, 2009, in Diaristica, Femminile-maschile, Life, Universe and Everything, Viaggi con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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