Del sapere di cosa si parla e perchè

[NOTA: prima che qualcuno venga a tritare la uallera con la questione “dagli al cattolico”, si fa presente che la scrivente non è cristiana. Qualsiasi aggettivo tipo “cattolica” venga usato porterà al perculamento di chi lo utilizza]

Metilparaben è un sito che vedo spesso citato. Personalmente non mi piace perchè troppo spesso mi pare che ricicli il peggio del peggio dei newsgroup religiosi senza che vi sia contraddittorio soprattutto nel caso di post come questo

Ora andare a prendere a casaccio delle frasi estrapolandole dal contesto  è sempre stato uno sport molto diffuso nei newsgroup religiosi.

Con una grossa differenza: se uno avesse scritto “Divertitevi, gente, e riflettete: se questo è il pensiero dei padri della Chiesa, che si può pretendere da un povero prete?” sarebbe stato perculato in maniera non lieve.

Per una cosa molto semplice: se partiamo dal concetto che le parole hanno un significato, “padre della Chiesa” ha un significato ben preciso ed è identificato da alcuni attributi tipo essere vissuto nei primi secoli dell’era cristiana.

I padri della Chiesa, si scrive così, sono gente come Basilio, Cirillo d’Alessandria, Giovanni Crisostomo, Agostino d’Ippona. Li si può contestare, si può non essere d’accordo ma erano dei signori con un gran cervello e ottimi scrittori.

I padri della Chiesa, si scrive così, sono gente come Basilio, Cirillo d’Alessandria, Giovanni Crisostomo, Agostino d\’Ippona. Li si può contestare, si può non essere d’accordo ma erano dei signori con un gran cervello e ottimi scrittori.

Ora, leggendo un elenco, vi vediamo Padre Pio, Maria Maddalena de Pazzi più altri sconosciuti. Nessuno di loro è un padre della Chiesa.

Seconda cosa, mancano totalmente le fonti. Citando nello stesso modo, si prende una frase di tizio gli si fa dire cosa accidenti si vuole.

La qui presente, che cristiana non è, ha sempre pensato una cosa: se voglio parlare di un tema, debbo averne almeno una conoscenza superficiale, debbo conoscerne i termini.

Esiste una tematica del  “dolore  nel cristianesimo come in altre religioni. Sono i grandi temi del “dolore come purificazione” e, nel cristianesimo, c ‘è il grande tema di  “dolore come partecipazione all ‘atto mistico ” parlando di cristianesimo e del “dolore come prova” in altre. In molte il “dolore” è prova iniziatica.

Sono concetti che vanno ben oltre la frasetta e, essendo qualcosa che ha avuto un peso importante nella storia della cultura occidentale e in molte altre culture.

Temi che meriterebbero un approfondimento ed un rispetto maggiore della citazione stile newsgroup religioso.

Esiste anche un altro punto, ancora più importante: il dolore come parte dell’esperienza umana. Una riflessione sul  “dolore “, su cosa e come sia situabile nell’esperienza  va ben oltre le categorie di cattolico, non cattolico, ateo, anticlericale, sarcazzo perchè va ad affrontare uno dei temi ed una delle domande che da sempre tutti si pongono, ognuno risolvendolo a modo suo.

E ‘ la  “domanda di senso ” e quelle che vedo citate lì sono delle risposte. Posso essere d ‘accordo o non d’accordo ma il tema, universale e trasversale ad ogni cultura, va ben oltre “Minicha, leggi che cazzate han scritto questi”.

Quella è una risposta. Cosa noto motlo spesso nell’anticlericalismo spiccio è l’incapacità di dare una risposta che sia unicamente riportabile alla contrapposizione al cristianesimo, elaborando in maniera autonoma un pensiero che rifletta la propria esperienza del mondo e la riorganizzi in strutture di pensiero che siano “a prescindere da” e non unicamente “in contrapposizione a”.

Finchè la dialettica rimane unicamente sul piano “questo è una cazzata” senza elaborazione di altro, siamo in presenza di assoluti che si scontrano, in una dialettica contrapposta.

Mai in un’elaborazione di proposte ed idee autonome. Come se non fosse possibile altra riflessione sul senso che non sia unicamente “in negazione di”.

Perchè finchè la mia idea, la mia elaborazione è totalmente dipendente da cosa dice l’altro, è scatenata unicamente dall’altro, io sono dipendente dall’altro. Non soggetto autonomo con idee autonome ma soggetto dipendente da quell’altro alle cui idee faccio riferimento in continuazione

Pubblicato il 1 maggio, 2009 su Realta', Riflessioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 11 commenti.

  1. troppo pippone. Non sono nemmeno riuscito a capire quale sia il problema, pardon il post🙂

  2. A:”Personalmente non mi piace perchè troppo spesso mi pare che ricicli il peggio del peggio dei newsgroup religiosi senza che vi sia contraddittorio soprattutto nel caso di post come questo”

    a me pare che il contradittorio ci sia, visto che il post è seguito da decine e decine di commenti. In quanto al fatto che Cirillo d’Alessandria fosse un signore avrei inoltre qualche dubbio😦

    ciao

    • @.mau.: problem di base è che se faccio un’asserziona basandola su un principio, l’asserzione decade se a=FALSE, per smontarla basta chiunque basta smontare (a). Il resto è un mio pippone
      @mauro: se ho 50 commenti che mi dicono “figo, figo”, non ho un contraddittorio. sul fatto di Cirillo d’alessandria e la questione Ipazia, o si fa la rilettura dell’epoca con i parametri nostri o si accetta che allora fosse cosi’. Anche perchè l’epoca è un po più complessa di “buoni” vs cattivi.

      • A:”se ho 50 commenti che mi dicono “figo, figo”, non ho un contraddittorio. ”

        fra i commenti vedo anche interventi di cattolici credenti, fra cui un prete. Commenti che contestano quanto scritto dal blogger e dagli altri.

        in quanto a Cirillo mi diverte vedere che coloro che parlano di valori assoluti si mettono a relativizzare quanto successo in altre epoche. Non sto parlando ovviamente di te, ma siccome c’e’ chi dice che fra le nostre radici ci sono le radici cristiane alloro ritengo opportuno rimanere schifato quando vengono fatti certi nomi. Ciao.

  3. E’ un vizio italiano, ma forse della nostra società in generale.

    Informazioni, anche vere, estrapolate dal contesto utilizzate per portare avanti una propria tesi. Chi le ascolta non le verifica, o contestualizza, gli da credito e attiva un effetto volano.

    E’ come se io dovessi credere che i comunisti integrassero la loro dieta con teneri bambini.

    Ai tempi in cui vissero quei santi era normale vestire il cilicio. Ora se un credente lo facesse sarebbe subito spedito in ospedale. Quindi anche se le frasi riportate sono vere, di fatto, messe cosi, non hanno senso.

    • M:”Ai tempi in cui vissero quei santi era normale vestire il cilicio. Ora se un credente lo facesse sarebbe subito spedito in ospedale.”

      è una pratica ancora in uso, p.e. nell’Opus Dei. Tempo fa avevo letto un’intervista alla on. Binetti, del PD e numeraria dell’Opus Dei, che elogiava detto strumento. Libera di farlo ovviamente (mica nego a lei la liberta’ di come vivere che lei nega agli altri), ma se io un giorno avessi un figlio lo terrei lontano da certi ambienti.

  4. Giacomo Cariello

    Quanto al “pippone” sulle alternative, penso che, a volerla cercare, ci sia parecchia letteratura su visioni del mondo “a prescindere da”.

    Forse il motivo per cui non trovi tante chiacchiere sul “senso” degli aspetti critici dell’esistenza da parte di non religiosi è che si tratta di un argomento abbastanza implicito: come dire, l’abc dell’ateismo razionale: solo ciò che è causato volontariamente da esseri senzienti può essere semanticamente dotato di “senso”, il resto semplicemente accade. Cercare un senso secondo criteri non razionali è intrinsecamente lo scopo delle religioni.

    Quanto alla polemica anticlericale, il motivo per cui si finisce tipicamente a parlare del A “in contrapposizione con” B, è che in Italia chi vende B ha l’attenzione dei media e del potere e chi semplicemente non è interessato a B, ma non vorrebbe vendere alcunchè, figuriamoci A o C, ha le palle che gli girano ad alfa-elica e ci prova un sano gusto a sfottere il venditore di B come può.
    Tutto questo in un contesto in cui il depositario supremo di B è uno che va in giro sostenendo che “l’etica moderna non può in alcun modo prescindere da B”.

    • Giacomo, il problema è politico e porta la religione, il cattolicesimo qui come altre confessioni altrove, nel settore di supporter del dato politico. La religione come fornitore di valori e supporto all’autorità è però qualcosa di antico come la storia umana, nulla di nuovo sotto il sole. Ma, a questo punto, un conto è la parte di “supporto ideologico”, un conto è l’esperienza umana del settore spirituale.
      Sull’elaborazione di un pensiero autonomo “a-religioso”, non dico che non ne esista in assoluto ma, essendo scisso da strutture comuni ed assolute, lo considero valido per quel singolo pensatore. Alla fine l’elaborazione è solo ed esclusiva del singolo come sua è l’esperienza.

  5. (Declino il discorso sull’Italia e il cattolicesimo, ma in realta’ potresti farlo anche sulla Russia e l’ortodossia, probabilmente, o su un paesino della Bible Belt e il cristianesimo carismatico, o… Insomma, ci siamo capiti. Gia’ cosi’ faro’ un sacco di parentesi.)

    Il problema, secondo me, e’ che se sei cresciuto in un ambiente fortemente cattolico senza contraddittorio (penso che anche il “senza contraddittorio” abbia la sua parte – quindi se sei cresciuto in una famiglia cattolica ma nella parte ricca di New York, frequentando ebrei, protestanti e atei; oppure se sei cresciuto in una Chiesa in cui si discute molto, quanto dico valga un po’ meno) per “crescere” autonomamente devi superare un periodo in cui prendi le distanze del tutto dalla religione dei tuoi avi. Come un ragazzino cresciuto da genitori che non lo fanno uscire mai o non lascera’ mai le sottane di mamma, o avra’ un’adolescenza (o post-adolescenza) in cui mandera’ a fare in culo tutti.

    Io M. lo seguo volentieri, ma sono una cavolo di mangiapreti protestante.😉 E quando fanno i blase’ sulla religione-in-quanto-tale cerco di spiegare/mettere in chiaro che non e’ sempre cosi’ semplice: un paio di volte mi sono arrivati anche ringraziamenti.

    Quanto a Cirillo e quel fascista (letteralmente) di Padre Pio: no, sono indifendibili. Soprattutto Padre Pio: era il XX secolo. La Santa Maria Alacoque posso capire, ma quei due proprio no.

    • Son d’accordo sul fatto dell’ambiente. Avendo trascorsi chiamamiamoli “trasversali” tra preti operai e comunità di Bose, lo sforzo di rielaborazione e pensiero autonomo è sempre stato non solo incoraggiato ma quasi “richiesto”, in più mia madre era cresciuta nelle valli valdesi dove i rapporti tra le due diverse comunità erano quotidiani e qualcosa di abituale.
      Premetto che per me la questione interna al cristianesimo (santi si/no) è qualcosa che non mi tocca, è il metodo a lasciarmi perplessa ed il metodo in quanto faccio fatica a vederne un effetto positivo su un piano della comunicazione. Mi ricorda più le dinamiche di amori finiti mali con delusioni profonde che un qualcosa a cui si è esterni e di cui si possono vedere lati positivi e lati negativi e dove porre il limite.
      Su Cirillo, a parte la questione di Ipazia che è pure controversa storicamente, so poco tranne due o tre notazioni teologiche.

  6. Santa Caterina non è padre (“madre”? :D) della Chiesa, ma Dottore (nel senso di “enunciatore della dottrina”) della Chiesa sì, e non è poco.
    Con questo, sono piuttosto d’accordo con RdM: e molto spesso la mia impressione è che, almeno in Italia ma probabilmente anche altrove, l’anticlericalismo abbia i tratti psicologici della ribellione dell’adolescente verso l’autorità genitoriale, e non lo dico in senso necessariamente offensivo. E’ giusto che gli adolescenti (almeno) contestino le autorità costituite (per poi, eventualmente, e se ritengono, tornare ad aderirvi, però su base libera e consapevole).

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