Se divorzia Cesare ed i dati del PIL

Premessa: a meno di pensare di essere in una democrazia di stampo anglosassone, il divorzio riguarda in primo luogo le due persone coinvolte e la famiglie. In secondo luogo è una questione politica.

Un divorzio pubblico come questo, per quanto mi stia antipatico e sopporti poco il protagonista maschile, è più lo specchio di una situazione italiana dove, a somiglianza della corte di Versailles, le favorite vengono esibite in occasioni pubbliche e sui giornali mentre le mogli sono tenuti nel privato. Con in più una grossa differenza: Madame de Pompadour faceva effettivamente politica e, di sicuro, non la si poteva accusare di essere stupida. Lo fosse stata, non sarebbe sopravvissuta stante il giro di intrighi e camarille che era Versailles

Nell’Italia d’inizio XXI secolo siamo più alla fiera della carnazza,e la fiera della carnazza viene vista più come simbolo della virilità di Cesare che come pubblico scandalo.

Oggi, i giornali italiano si dividono in due fazioni: chi parla di Cesare che divorzia e chi ignora la questione ponendola come privata. In ogni caso l’attenzione è catalizzata dall’evento mediatico, sia visto o meno come privato, e poco spazio viene dato a notizie più serie ed impattanti.

Il divorzio di Cesare è l’evento che, a seconda delle posizioni, porta in evidenza diverse notizie. In ogni caso notizie delle balle come da copione.

Stamattina Repubblica cartacea aveva questo in prima pagina: “Per l’economia italiana il 2009 sarà un anno nero. Pur se “meno esposta ai rischi specifici della crisi”, infatti, l’Italia ne “ha subito pesantemente il suo impatto indiretto”. Un impatto che ha costretto il governo, nella Relazione unificata sull’economia e la finanza pubblica 2009 (ruef), a rivedere in negativo tutte le principali stime elaborate in precedenza: a partire dal Pil (-4,2%), il deficit-Pil (4,6%), il debito-Pil (+114,3%), le entrate (-2,1%), e una pressione fiscale in aumento al 43,5%. Con dati pesanti sull’occupazione che registra una riduzione “significativa” del 2,6%.”

Ricapitoliamo : PIL in diminuzione del 4.2%, pressione fiscale in aumento ed occupazione in discesa del 2.6%

Come dire che la situazione è ben peggio di quella prospettata da Confindustria qualche tempo fa. Come dire che l’economia è del culo, pagheremo più tasse ed il numero dei disoccupati aumenta.

In aggiunta, nessun miglioramento previsto prima del 2010.

Ora, arrivando da 3 settimane all’estero ed in ripartenza, posso dire che gli altri non stanno meglio ma, sulla copertina dei giornali, c’è quella notizia e non la favorita di turno o il divorzio mediatico.

Sulla prima pagina dei quotidiani ci sono le notizie che interessano tutti, non il circo mediatico che pare ormai ruotare unicamente a cosa faccia o non faccia Berlusconi.

La situazione, qualsiasi sia, passa quasi unicamene ed esclusivamente attorno a come si veda la questione Berlusconi. Se ti piace, tutto bello, se lo detesti, tutto brutto.

L’unica notizia che, stranamente, è stata quasi immune dall’impronta pro/contro Berlusconi è stato l’accordo Chrysler-Fiat, dico “quasi” perchè sono sicura che, da qualche parte, quella chiave di lettura è stata utilizzata.

Cosa mi lascia perplessa è la mancanza di una qualsiasi visione e proposta che non sia in funzione antiberlusconismo da parte dell’opposizione. O meglio, cosa realmente sconforta è la presenza di una qualsiasi opposizione in grado di fare proposte.

Un opposizione che, oggi, non si mette a parlare di notizie in stile Novella 2000 ma affronta temi e problematiche reali richiamando l’attenzione al paese reale, aldilà del gossip politico/mediatico.

Cesare divorzia, cosa comporti sulla mia privata e personale realtà mi sfugge. Ad occhio per me, privato cittadino, cambia nulla.

Il PIL cade del 4.2% e le tasse aumentano. Come privato cittadino vedo il rischio di una diminuzione di reddito dovuta sia alla crisi economica sia all’aumento del peso fiscali.

Questo vedo e questo m’impatta e, come me, impatta molti altri.

Solo che è meno glamour

Pubblicato il 3 maggio, 2009 su Italica, Life, Universe and Everything, Politica, Realta', Riflessioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. »Sulla prima pagina dei quotidiani ci sono le notizie che interessano tutti,

    quello che temo è che in Italia interessi di più la notizia del Suo divorzio.

  2. Del divorzio comunque ne ha parlato anche BBC WS, ovviamente dopo l’influenza, i disordini in egitto, i problemi dell’economia.
    Anche Euronews ne parla, ma dopo le altre notizie e non come cosa piú importante.

  3. sento ora dal TG3 che Avvenire usa la stessa parola (“ciarpame”) usata dalla signora B. A quanto pare si tratta di una congiura cattocomunista😉

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